Non ce la faccio, ormai ce l'ho tra i bookmark e di tanto intanto ci capito sopra...
Però avevo deciso di non parlarne più.
Poi leggo oggi sul blog di Joyello questa introduzione:
"Il crescente disinteresse per i dischi (intesi come oggetti fisici) da parte delle giovani generazioni, è inversamente proporzionale a quello per la musica. Semplicemente si cercano strade diverse, modi alternativi di produrla e distribuirla."
E allora, mi torna in mente che qualche giorno fa ho letto dell'uscita del nuovo numero di "Suono", e questo è il nuovo editoriale di Max Stefani.
Come faccio a non riportarne alcuni passaggi?[1]
"Come può un ragazzo di 20 anni, col testosterone a palla, ascoltare con la dovuta concentrazione Dylan, Knopfler ma anche Bob Mould o i Calexico? Oddio, io lo facevo (e come me molti altri), ma erano altri tempi e sicuramente noi eravamo diversi. Più curiosi, più aperti, con meno barriere mentali. Il che sembra anche strano visto quanto eravamo ingabbiati. Vero che apprezzavo Stones, Animals o Stevie Winwood, ma ero anche curioso di ascoltare i loro eroi. E poco m’interessava l’età di Muddy Waters o Johnny Cash. E come non dare ragione a una persona matura, che ha vissuto la giovinezza negli anni Sessanta o Settanta (senza dubbio alcuno gli anni migliori e irripetibili del rock), quando sostiene che quello che esce da vent’anni a questa parte è quasi sempre fuffa?"[2]
C'è tutta la banalità del rocker post-cinquantenne nelle parole del condirettore del simpatico giornaletto, da quanto eravamo meglio noi dei giovani d'oggi alla musica che è morta negli anni '70.
Figuratevi un po' quale può essere la linea editoriale conseguente a queste idee: una sorta di Buscadero senza negozio di dischi da promuovere.
"Strade diverse, modi alternativi di produrre e distribuire la musica", nemmeno ne sospettano l'esistenza.
Sconfortante.
Ma "Suono" è anche tecnologia: c'è la nuova puntata del sistema "Pono" di Neil Young, che ha presentato il prototipo di un lettore ad "alta definizione".
In evidenza nella foto di apertura di questo post (click per ingrandire) è quel coso giallo triangolare di dimensioni assurde, il cui nome deve essere stato scelto per intercettare tutti i click di chi sbaglia a scrivere "Porno" su un motore di ricerca.
Un altro motivo non può esserci!
Che dire.
Aspetto solo che sia disponibile sul mercato per avere il sottile piacere di non comperarlo...
Note e links:
[1] Lo so, lo so, sono sempre gli stessi tre argomenti.
Mi piacerebbe essere più originale e trovare una cosa nuova da dire ogni giorno, ma non ne sono capace, e così scrivo di quello che mi interessa o che mi fa girare le scatole, abbiate pietà.
[2] Parti in grassetto mie, poi continua parlando male delle altre riviste di musica italiane e confessando che anche il Mucchio faceva recensioni-marchette in cambio di pubblicità... boh.
Ecco un altro estratto (grassetti sempre miei):
"Da una parte si sostiene dunque che "i vecchi" regalano ancora emozioni su disco (il caso di Dylan è un esempio lampante - Duquesne Whistle è una delle sue migliori canzoni, così come il blues elettrico, sferragliante, cattivo di Narrow Way), ma soprattutto dal vivo; dall’altra si sostiene che quello che esce di nuovo è davvero poca cosa. E mi dispiace per tutti quei lettori che si perdono dietro le centinaia di recensioni mensili positive dei vari mensili italiani come Blow Up, Rumore, Mucchio.
C’è molto fumo e pochissimo arrosto, è un dato di fatto, e spesso ci si prende gioco di chi legge. Perché comprare riviste che fanno quasi solo "marchette"? Forse, e dico forse, le uniche riviste che hanno un senso oggi sono cose tipo Mojo o Classic Rock che si occupano dei grandi del passato con uno sguardo intelligente al presente.
Nel momento in cui ho pensato a come impostare la parte musicale di questo giornale, mi sono prefisso come obiettivo che le recensioni di nuovi dischi non fossero più di una ventina al mese. Quando dirigevo il Mucchio eravamo anche noi caduti nel perverso sistema che ci obbligava a recensire positivamente più dischi possibile per soddisfare le case discografiche che in cambio acquistavano qualche pagina pubblicitaria (peraltro a prezzi scontatissimi), ci davano la possibilità di fare interviste e di avere le anteprime e così facendo non perdevamo il treno con le riviste concorrenti. Una lenta corsa verso il suicidio, un vendersi per niente, un appiattirsi senza motivo."
Blog a chiusura estemporanea
("A mio parere, secondo me, io penso che, credo ma potrei sbagliarmi, la mia umile opinione è che, se non è troppo disturbo
mi azzarderei a sostenere che" - distribuire a piacere in ogni cosa da me scritta!)
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giovedì 11 ottobre 2012
I soliti accordi
mercoledì 5 settembre 2012
La musica è una cosa seria
Non è colpa mia, giuro.
Sono loro che continuano a darmi spunti irresistibili.
Sto parlando dell'eroico manipolo di giornalisti che da vita alla rivista "Suono".
Che nel nuovo numero, con una scommessa azzardata e a rischio di perdere i lettori più tradizionalisti, hanno coraggiosamente dedicato un inserto di 16 pagine a un fenomeno nuovo, tale musica "grunge" (?) che purtroppo non conosco, cercherò di documentarmi...
Ma la vera notizia è che hanno aperto un canale Youtube.
Ci sono già due bellissimi video.
Uno sul Cyber Clean.
"Pulizia dei dischi in vinile con il prodotto Cyber Clean: toglie la polvere e le cariche elettrostatiche lasciando un gradevole profumo. Leggi l'articolo completo su www.suono.it."
Ma come, lascia un gradevole profumo?
Di che cosa?
Coprendo così l'esperienza sensoriale dell'annusamento dei dischi in vinile e delle loro fantastiche copertine in cartone?
Un deodorante per vinili, insomma?
Pollice verso.
L'altro si intitola "La musica è una cosa seria".
Leggiamo la descrizione, che ne vale la pena.
"Tutti concordano sulla necessità del ruolo di una critica che non solo indirizzi e selezioni le scelte all'interno di una enorme offerta musicale ma che contribuisca alla formazione del percorso individuale di ognun di noi.
Ne hanno parlato, sulle pagine di SUONO, Neil Young, Pete Townshend; Greg Calbi e molti altri e noi continueremo (per molti altri anni ancora) a svolgere questo ruolo."
Tutti concordano?
Il ruolo della critica?
La formazione del percorso individuale?
L'hanno detto anche giovinotti nel pieno possesso delle loro facoltà mentali come il pedofilo Pete e l'inventore di nomi per nuove tecnologie musicali Neil?
Chi cazzo è Greg Calbi?
Ma soprattutto, cosa vi abbiamo fatto di male per meritarci la minaccia in puro stile mafioso di continuare a svolgere questo ruolo per molti altri anni ancora?
Note e links:
[1] Spero abbiate notato l'eleganza con la quale ho evitato di fare battute giocando sul titolo e sulla serietà della rivista in questione.
Sono loro che continuano a darmi spunti irresistibili.
Sto parlando dell'eroico manipolo di giornalisti che da vita alla rivista "Suono".
Che nel nuovo numero, con una scommessa azzardata e a rischio di perdere i lettori più tradizionalisti, hanno coraggiosamente dedicato un inserto di 16 pagine a un fenomeno nuovo, tale musica "grunge" (?) che purtroppo non conosco, cercherò di documentarmi...
Ma la vera notizia è che hanno aperto un canale Youtube.
Ci sono già due bellissimi video.
Uno sul Cyber Clean.
"Pulizia dei dischi in vinile con il prodotto Cyber Clean: toglie la polvere e le cariche elettrostatiche lasciando un gradevole profumo. Leggi l'articolo completo su www.suono.it."
Ma come, lascia un gradevole profumo?
Di che cosa?
Coprendo così l'esperienza sensoriale dell'annusamento dei dischi in vinile e delle loro fantastiche copertine in cartone?
Un deodorante per vinili, insomma?
Pollice verso.
L'altro si intitola "La musica è una cosa seria".
Leggiamo la descrizione, che ne vale la pena.
"Tutti concordano sulla necessità del ruolo di una critica che non solo indirizzi e selezioni le scelte all'interno di una enorme offerta musicale ma che contribuisca alla formazione del percorso individuale di ognun di noi.
Ne hanno parlato, sulle pagine di SUONO, Neil Young, Pete Townshend; Greg Calbi e molti altri e noi continueremo (per molti altri anni ancora) a svolgere questo ruolo."
Tutti concordano?
Il ruolo della critica?
La formazione del percorso individuale?
L'hanno detto anche giovinotti nel pieno possesso delle loro facoltà mentali come il pedofilo Pete e l'inventore di nomi per nuove tecnologie musicali Neil?
Chi cazzo è Greg Calbi?
Ma soprattutto, cosa vi abbiamo fatto di male per meritarci la minaccia in puro stile mafioso di continuare a svolgere questo ruolo per molti altri anni ancora?
Note e links:
[1] Spero abbiate notato l'eleganza con la quale ho evitato di fare battute giocando sul titolo e sulla serietà della rivista in questione.
lunedì 18 giugno 2012
Suono - parte seconda (e ultima, giuro)
Questo post è, per una volta, espressamente scritto per far polemica, quindi sì, chi vuole si offenda pure.
E' in edicola il numero 465 di Suono, il "nuovo" mensile di Max Stefani di cui si era già parlato qualche giorno fa.
Tra le tante (auto)presentazioni lette in rete, la più delirante è quella dalla quale traggo le seguenti righe.[1]
Cito:
"... nasce oggi SUONO rivista di musica, direttore il mitico Max Stéfani. Numero 1 perché è bella da sfogliare, divertente da leggere e già autorevole..."
"...In questo numero 1 i contenuti rock e quelli hi-fi si fondono alla perfezione..."
"... una rivista per chi ama il vinile, le copertine, i CD, gli impianti stereo e i giornali di carta. Acquistatene due copie, una da leggere ed una da collezionare, in attesa del numero 2..."
Potrebbe essere un esercizio inutile, ma per chi non avesse colto, vorrei far notare che:
Note e links:
[1] Non svelo la fonte, perchè non mi interessa l'autore ma le cazzate che scrive.
[2] Mi spiace solo che su questa rivista scriva uno dei pochi giornalisti musicali italiani degni di rispetto.
E' in edicola il numero 465 di Suono, il "nuovo" mensile di Max Stefani di cui si era già parlato qualche giorno fa.
Tra le tante (auto)presentazioni lette in rete, la più delirante è quella dalla quale traggo le seguenti righe.[1]
Cito:
"... nasce oggi SUONO rivista di musica, direttore il mitico Max Stéfani. Numero 1 perché è bella da sfogliare, divertente da leggere e già autorevole..."
"...In questo numero 1 i contenuti rock e quelli hi-fi si fondono alla perfezione..."
"... una rivista per chi ama il vinile, le copertine, i CD, gli impianti stereo e i giornali di carta. Acquistatene due copie, una da leggere ed una da collezionare, in attesa del numero 2..."
Potrebbe essere un esercizio inutile, ma per chi non avesse colto, vorrei far notare che:
- Suono è "già autorevole". Perchè? Perchè se lo dicono da soli. Ah beh, sì beh.
- "Rock e Hi-Fi si fondono alla perfezione" è una frase che può essere partorita solo da qualcuno a sua volta già fuso. Completamente.
- Questa è bellissima: "Suono" è una rivista per chi ama qualsiasi cosa (vinile, copertine, cd, impianti stereo e giornali di carta) non sia la musica. Scusate se è poco.
Note e links:
[1] Non svelo la fonte, perchè non mi interessa l'autore ma le cazzate che scrive.
[2] Mi spiace solo che su questa rivista scriva uno dei pochi giornalisti musicali italiani degni di rispetto.
mercoledì 23 maggio 2012
Suono
AGGIORNAMENTO AL POST ORIGINALE
Domando scusa, aggiornamento necessario: ho la risposta alla mia domanda "C'era proprio bisogno di un'altra rivista di musica in edicola?"
Mi era venuta la curiosità di sapere quante copie vendono le riviste musicali italiane.
Sul web non ho trovato nessun dato, ma in compenso ho trovato questo magnifico estratto dagli atti della camera che riporto per intero:
"PERROTTA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
come si evince da un comunicato Asca, l'editoria usufruisce di contributi pubblici ai sensi della vigente normativa;
la legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per il 2006) ha profondamente innovato alcune disposizioni, soprattutto, per quanto riguarda i contributi alle cooperative editoriali;
per quanto riguarda i contributi erogati nel 2003, in base all'articolo 3, commi 2, 2-bis, 2-ter, 2-quater della legge 250 del 1990, l'impresa «Stemax S.c.ar.l.» che si
occupa della testata Il Mucchio Selvaggio ha ottenuto il contributo di 516.456,90 euro -:
quante copie stampa il giornale citato in premessa;
a quanto ammonti il numero delle copie vendute.
(4-19776)"
Integrandolo con quantro scritto in questo articolo, si ricava che "Il Mucchio Selvaggio" ha avuto finanziamenti pubblici nel 2003 per 516.456 euro, e nel 2007 per 541.179 euro.
Non ho i dati degli anni precedenti e successivi, ma non c'è nulla che faccia pensare a cifre diverse.
Quindi: su ragazzi, chi vuole fondare una cooperativa editoriale con me?
Altro che piangere sul numero delle copie vendute e sulla difficoltà di scrivere di musica in Italia...
FINE DELL'AGGIORNAMENTO, DA QUI IL POST ORIGINALE:
Non so cosa pensare[1] di questa succosa notizia trovata oggi su Facebook, firmata Max Stefani:
"Il 7-8 giugno esce la nuova rivista che dirigo insieme a Paolo Corciulo: "SUONO". Un giornale di musica a 360 gradi dove continuerò il lavoro portato avanti per 34 anni sul MUCCHIO. Sarà disponibile su carta e su pdf. Per evitare di perdere la versione cartacea, conviene prenotarla presso la propria edicola o abbonarsi in tempo (50 euro + 2 cd). Contattare libri@suono.it"
La notizia si completa con un paio di commenti alla stessa:
"- C'era già una rivista Suono in edicola....ma trattava di alta fedeltà...è la stessa?
Max Stefani - Sì, è la stessa opportunatamente modificata.
- Fantastico....in una sola rivista, esperti di Musica e di Audiofilia. :)
Max Stefani - e che esperti!! bottazzi, vites, marcoccia, valenti, tettamanti, amodio, trombetti, bellachioma..."
Ora.
Voi lo sapete come la penso su audiofilia, rock classico e stampa musicale italiana.
Mi domando: c'era proprio bisogno di un'altra rivista di musica in edicola?
Oltretutto fusa con una rivista che parla dipornog audiofilia?
Ovviamente la rivista non l'ho letta: non è ancora uscita.
Ma in questi tempi fatti di web, blog, Facebook, e decine di altre fonti di informazione indipendenti e gratuite, posso tranquillamente dire che difficilmente lo farò mai?
Note e links:
[1] Non è vero, lo so benissimo cosa pensare, e la frase è un evidente espediente retorico...
[2] Chi volesse saperne di più può cercare Max Stefani su Facebook.
C'è anche un sito web, ma non è ancora aggiornato.
[3] Poi magari sarà la rivista più bella del mondo, e allora mi cospargerò il capo di cenere e domanderò perdono. Ma chissà perchè non credo proprio che succederà...
Domando scusa, aggiornamento necessario: ho la risposta alla mia domanda "C'era proprio bisogno di un'altra rivista di musica in edicola?"
Mi era venuta la curiosità di sapere quante copie vendono le riviste musicali italiane.
Sul web non ho trovato nessun dato, ma in compenso ho trovato questo magnifico estratto dagli atti della camera che riporto per intero:
"PERROTTA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
come si evince da un comunicato Asca, l'editoria usufruisce di contributi pubblici ai sensi della vigente normativa;
la legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per il 2006) ha profondamente innovato alcune disposizioni, soprattutto, per quanto riguarda i contributi alle cooperative editoriali;
per quanto riguarda i contributi erogati nel 2003, in base all'articolo 3, commi 2, 2-bis, 2-ter, 2-quater della legge 250 del 1990, l'impresa «Stemax S.c.ar.l.» che si
occupa della testata Il Mucchio Selvaggio ha ottenuto il contributo di 516.456,90 euro -:
quante copie stampa il giornale citato in premessa;
a quanto ammonti il numero delle copie vendute.
(4-19776)"
Integrandolo con quantro scritto in questo articolo, si ricava che "Il Mucchio Selvaggio" ha avuto finanziamenti pubblici nel 2003 per 516.456 euro, e nel 2007 per 541.179 euro.
Non ho i dati degli anni precedenti e successivi, ma non c'è nulla che faccia pensare a cifre diverse.
Quindi: su ragazzi, chi vuole fondare una cooperativa editoriale con me?
Altro che piangere sul numero delle copie vendute e sulla difficoltà di scrivere di musica in Italia...
FINE DELL'AGGIORNAMENTO, DA QUI IL POST ORIGINALE:
Non so cosa pensare[1] di questa succosa notizia trovata oggi su Facebook, firmata Max Stefani:
"Il 7-8 giugno esce la nuova rivista che dirigo insieme a Paolo Corciulo: "SUONO". Un giornale di musica a 360 gradi dove continuerò il lavoro portato avanti per 34 anni sul MUCCHIO. Sarà disponibile su carta e su pdf. Per evitare di perdere la versione cartacea, conviene prenotarla presso la propria edicola o abbonarsi in tempo (50 euro + 2 cd). Contattare libri@suono.it"
La notizia si completa con un paio di commenti alla stessa:
"- C'era già una rivista Suono in edicola....ma trattava di alta fedeltà...è la stessa?
Max Stefani - Sì, è la stessa opportunatamente modificata.
- Fantastico....in una sola rivista, esperti di Musica e di Audiofilia. :)
Max Stefani - e che esperti!! bottazzi, vites, marcoccia, valenti, tettamanti, amodio, trombetti, bellachioma..."
Ora.
Voi lo sapete come la penso su audiofilia, rock classico e stampa musicale italiana.
Mi domando: c'era proprio bisogno di un'altra rivista di musica in edicola?
Oltretutto fusa con una rivista che parla di
Ovviamente la rivista non l'ho letta: non è ancora uscita.
Ma in questi tempi fatti di web, blog, Facebook, e decine di altre fonti di informazione indipendenti e gratuite, posso tranquillamente dire che difficilmente lo farò mai?
Note e links:
[1] Non è vero, lo so benissimo cosa pensare, e la frase è un evidente espediente retorico...
[2] Chi volesse saperne di più può cercare Max Stefani su Facebook.
C'è anche un sito web, ma non è ancora aggiornato.
[3] Poi magari sarà la rivista più bella del mondo, e allora mi cospargerò il capo di cenere e domanderò perdono. Ma chissà perchè non credo proprio che succederà...
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