giovedì 9 febbraio 2012

Alanjemaal (e Rude Pravda)

Sono andato di nuovo a vedere gli Alanjemaal[1] ieri sera, al Circolo Arci Acropolis di Vimercate.[2]
Sono molto migliorati: in particolare l'avvio del concerto è stato davvero d'impatto, due pezzi tirati con lunghi intermezzi di noise chitarristico di ottimo livello, molto più compatti e decisi di quanto non fossero stati solo un mese fa, nel concerto con Stefano Giaccone.
Ottima anche la versione di "Prete, croce, sedia, morte" che ha chiuso un concerto davvero molto godibile.

Non tutto allo stesso livello, eh: nel mezzo anche un paio di pezzi meno brillanti degli altri, e la pessima scelta di suonare come bis un pezzo annunciato come finito da poche ore, che ha rovinato il climax creato dalla coda noise del precedente e già citato "Prete...".
Però son ragazzi, col tempo si faranno e rimedieranno a questi peccati di ingenuità...

Gli Alanjemaal discendono direttamente dai Rude Pravda, attivi tra il 1993 e il 1999, dei quali Alberto ha messo recentemente on line, tramite il mai abbastanza lodato Bandcamp, le due cassette prodotte in quegli anni: "Rude Pravda" del 1995 e "Fermo/Spento" del 1998, registrate entrambe nella sala prove divisa con i Mother of Loose.
Le ho riascoltate a distanza di anni e devo dire che tecnicamente non sono niente male, soprattutto tenendo conto della limitatezza di mezzi con i quali erano state registrate: un otto piste Teac a cassette, qualche microfono raccattato qua e là, un (!) effetto digitale e un mixer minimo.
Pezzi più orecchiabili sulla prima cassetta, nella seconda comincia lo spostamento verso un suono più cattivo che sarà poi completato dalla nascita degli attuali Alanjemaal.


Note e links:
[1] Ne ho già parlato non molti giorni fa. Li trovate anche su Facebook e MySpace.

[2] La programmazione la trovate sul loro sito.

[3] Nel caso qualcuno si chiedesse come mai sono così buono oggi, lo ammetto: la recensione è stata comprata dal gruppo, al prezzo di due birre medie. Non sono poi troppo caro, no?

giovedì 2 febbraio 2012

Ascolti recenti - Febbraio 2012

Pink industry - Low Technology (1983, ristampa 2008)

Ristampa con gradito EP incluso, più inediti vari che vabbè, se avrò tempo e voglia prima o poi ascolterò (ma direi di no).
Titolo geniale (sono proprio i suoni e la tecnologia usati nel disco: si sentono TR606 e TB303, già all'epoca erano elettronica povera - e oggi invece sono oggetti di culto, mah...)
Alcuni pezzi imperdibili, su tutti il finale "This is the end": Jayne Casey era la Nico della new-wave, e i Pink Industry un gruppo che esemplifica perfettamente quella che - adesso - viene chiamata "cold-wave" o "minimal-synth" (definizioni assolutamente non usate all'epoca della pubblicazione di questi dischi) e che ha fatto nascere un piccolo culto intorno a band come questa, Schleimer K, Minny Pops, Weimar Gesang, Jeunesse d'Ivoire e tanti altri.


Tinariwen - Tassili (2011)

Mi piace il senso corale della musica, il sapore psichedelico dei suoni e il canto chiamata-risposta tra voce solista e coro.
Mi spiace l'assenza di suoni "sporchi", la relativa monotonia delle melodie - ma questo è probabilmente dovuto al mio orecchio non avvezzo a questo tipo di musica e alle sue scelte melodiche.
I testi sono ovviamente incomprensibili, e visto l'unico frammento in inglese ("Tenere you're the treasure of my soul") direi meglio così: non siamo molto lontani da "Romagna mia Romagna in fiore tu sei la stella tu sei l'amore".
Se un gruppo lombardo provasse a cantare, magari in dialetto, una roba tipo "Val Camonica sei il tesoro della mia anima" verrebbe - giustamente - tacciato di idiozia leghista molesta...


Neon - Oscillator (1979?, 2008)
Neon - Crimes of Passion Redux (1987-1988, ristampa 2011)

Grazie alla Spittle Records (e a Soulseek, ahem...) sono stati pubblicati:
1 - "Oscillator", in teoria il primo concerto dei Neon nel 1979?
Non capisco come possa esistere una registrazione così tecnicamente valida di quel concerto, nè quanti cazzo di synth usassero all'epoca i Neon.
Mi sa tanto di falso.
Se sbaglio, domando scusa.
2 - la riedizione della trilogia "Crimes of Passion", tre EP post-Rituals (cioè l'unico LP pubblicato dai Neon, tolte antologie e ristampe varie).
Come tutti i dischi del gruppo fiorentino, sempre un pelo in ritardo sui tempi.
Ora il problema non si pone, è tutto "passato e nostalgia", ma loro, anche per casini vari esterni, arrivavano sempre un pochino dopo.
I tre EP raccolti (spero in ordine cronologico, se no sto dicendo cazzate) vanno in dimuinendo, il primo buono, il secondo passabile, l'ultimo scarso.


Kryptasthesie - The Bodynaut/Dream Machine (1996)

Questo è un gruppo che mi sarebbe dovuto piacere, e invece boh, non sono mai riuscito ad andare oltre un generico apprezzamento.
E sì che li ho sentiti la prima volta ai tempi di VM, con la loro prima cassetta, quando erano più wave che altro, e li ho sempre seguiti fino ai dischi per la inglese Delerium, e abbiamo pure suonato allo stesso "festival" di Vado Ligure di una marea di anni fa.
Ho recuperato grazie a Soulseek (ecchepalle, direte voi, e ciavete ragione) questo EP con due pezzi, che mi ero perso quando uscito.
Beh, "The Bodynaut" è veramente fantastico, malinconico e psichedelico quanto basta per piacermi molto.
Il resto, prima o poi lo riascolto.


Altre robe:
Steeplejack - Serena Maboose (1987)
Me li ero persi all'epoca, recuperati grazie all'ottimo blog "Native Bride". Rock, un po' di chitarre acide qui e lì, nel complesso trascurabili.
O forse tali mi sembrano perchè non li ho consciuti "in diretta" (e succede spesso). Però difficilmente li ascolterò una seconda volta.

Minox- Lazare (1986, ristampa 2008)
Gruppo che ha perso quasi tutto il suo fascino con gli anni.

Aaron Martin - Grass Wounds (2009)
"Modern classic", violoncello e archi vari. Nè bello nè brutto, quindi inutile.

Emphemetry - Twinklebox/Old Dreams (2012)
Due nuovi pezzi in download gratuito solo digitale.
Molto pianofotrte, pezzi belli, ma non all'altezza del recente cd.

Fovea Hex - Here is Where we Used to Sing (2011)
Promettevano molto da quello che avevo letto: invece, tolto l'ovvio paragone vocale con Nico (a volte la cantante rasenta il palgio, sia per il timbro che per le scelte melodiche, che rifanno Nico pari pari) il disco rimane in un ovvio e poco interessante mix di folkerie acustiche.

Gonjasufi - MU.ZZ.LE (2012)
Nuovo disco, boh.
Interessante perchè (almeno per me) è un suono "mai sentito prima" (o poco sentito), però a differenza del precedente "A Sufi and a Killer", lunghissimo ed estenuante, è corto (10 pezzi) ma suonato/registrato/prodotto malissimo, con suoni brutti e canzoni che fanno fatica a venir fuori dalla povertà tecnica delle registrazioni.
Non lo capisco, ma può darsi che si meriti un riascolto.

Nadja - Excision (2012)
Ci ho provato, ne ho scaricato uno a caso tra i millemila esistenti.
Due casi: sono stato sfigato e ne ho scaricato uno dei più brutti, oppure i Nadja suonano proprio così.
Ci sono tutti i clichè della musica drone/noise, senza nemmeno uno spunto che sia meno che banale e poco interessante. Magari proverò con un altro disco, ma non credo.

Natural Snow Building - Chants of Niflheim (2011)
Drone-folk-psichedelico per il duo francese, che in questo lavoro oscilla tra banalità drone e interessanti spunti acustici, non lontanissimi dagli ultimi Flying Saucer Attack.
Musica comunque "pesante", eh, ma sono un gruppo da seguire.

Mark Lanegan Band - Blues Funeral (2012)
Ecco, appunto: funerale per la musica di Mark Lanegan, un disco oltre il brutto.


Note e links:
Oggi non ciò voglia, usate Google che i link si trovano.

sabato 28 gennaio 2012

Giampiero Riggio - Separations (2007-2012)

Esordisce come meglio non potrebbe "La Vigna Dischi"[1], neonata etichetta di Trapani Mazara del Vallo (provincia di Trapani), con la riedizione di "Separations", disco del 2007 del "trapanese di Kassel" Giampiero Riggio.[2]
Disco già molto bello, ora impreziosito da sette remix/rielaborazioni dell'originale più un pezzo inedito.
In questo disco c'è "Separations IX (Springtime)"[3], che è il pezzo che mi ha fatto innamorare della musica di Giampiero. Lo potete ascoltare da Bandcamp, e già che ci siete potete scaricare l'album in modo gratuito e legale, perchè 'sti idioti dell'etichetta hanno deciso di regalare il disco. Gentaglia, come quelli della Woolshop Productions.

Sul sito di La Vigna c'è una presentazione dalla quale mi piace trarre queste parole:
La Vigna vuole guardare a queste terre vastissime, valorizzando quanto di buono c'è in provincia di Trapani. Vuole vivere (e far vivere) le stesse emozioni che si provano bevendo un ottimo bicchiere di syrah davanti ad un camino d'inverno, o uno chardonnay fresco di fronte il mare di Mazara, d'estate. O un Marsala di quelli che i grandi imprenditori agricoli della zona hanno saputo far resuscitare. Vogliamo coltivare uve di qualità, perché siamo in tanti a credere che in questo angolo d'Africa ci siano talenti inespressi o che - se espressi - restano sotto terra, in attesa di germogliare. La Vigna vuole farli fiorire, in un modo o nell'altro, foglia dopo foglia, acino dopo acino, "filare" dopo "filare".
Per quanto mi riguarda, progetto degno di attenzione e partito benissimo, da seguire con attenzione.

Di Giampiero Riggio dovrebbe anche essere in uscita a breve il nuovo lavoro, "Seasons of the Emergence", di cui sono disponibili alcuni preview su Bandcamp e Soundcloud.

Note e links:
[1] La Vigna Dischi: sito ufficiale, Bandcamp e Facebook.

[2] Giampiero Riggio: qui il suo sito ufficiale, e qui si è già parlato di lui su questo blog.

[3] Il video di Springtime su Youtube.

venerdì 27 gennaio 2012

Comunicazione di servizio: commenti in sequenza di Blogspot

Finalmente ho risolto il "problema" dei nuovi, fastidiosissimi, "commenti in sequenza" di Blogspot, e il relativo formato dell'ora che era andato a puttane.
Per disabilitarli e ripristinare l'ora corretta bisogna andare in impostazioni/commenti e impostare la voce "Posizionamento modulo dei commenti" a "Pagina intera" o "Finestra popup"; se invece l'impostazione è "Incorporato sotto il post" vengono abilitati i commenti in sequenza.

giovedì 26 gennaio 2012

Skrillex vs The Doors

Notizia (?) da Sentireascoltare: collaborazione tra tale Skrillex (?) e i Doors (quello che ne resta, almeno).
E' possibile guardare il video della collaborazione seguendo il link qui sopra. Ma fatelo solo se siete forti di stomaco (o non avete mai avuto nessun interesse per i Doors).
Io l'ho fatto, e mi è venuto da pensare: I Doors, accidenti.
Quando li ho scoperti avevo 15/16 anni, ed era stata una folgorazione: volevo essere Jim Morrison.
Che aveva tutto per diventare l'eroe di un adolescente: bello, giovane, famoso, cantante rock, carismatico e pieno di figa.
Anche morto, vabbè, ma questo era assolutamente secondario.
"We want the world and we want it now", cazzo sì, completamente d'accordo.

Poi, ecco: già i Doors[1] sono un gruppo che si fa fatica a prendere troppo sul serio dopo l'adolescenza, come le poesie e i testi di Jim.
In più loro, i sopravvissuti, ce l'hanno messa tutta per sputtanarsi fino all'inverosimile.
Perchè non bastavano i dischi registrati subito dopo la morte di Morrison, non bastavano le necrofilie di "American Prayer", non bastavano i cofanetti celebrativi, non bastavano neppure gli orridi spettacoli dei XXI Century Doors[2], il baraccome messo in piedi da Manzarek e compagni con Ian Astbury, l'ex cantante dei Cult.
Non bastavano.
Ci voleva pure 'sta puttanata galattica con Skrillex (?) per dare la mazzata finale alla credibilità di Manzarek e Krieger, che per l'occasione (?) hanno pure fatto pace con Densmore.
Che tristezza.


Note e links:
[1] Hanno, questo sì, un suono senza tempo: i "gruppi beat con organetto" sono venuti tutti dopo, cloni più o meno (di solito meno) riusciti dell'originale.

[2] Aggiornamento: ero andato a memoria, senza controllare.
Il nome corretto era "The Doors of the 21st Century", poi corretto, in seguito a una questione legale con Densmore, in "D21C", "Riders On The Storm" e "Ray Manzarek e Robby Krieger from The Doors". Boh.

mercoledì 25 gennaio 2012

Ascolti recenti - gennaio 2012 (parte seconda)

Howth Castle & Kina - La diserzione degli animali dal circo (1989)
Howth Castle - Rust of Keys (1990)[1]

Due dischi per me mitici, mai risucito a trovarne una copia fisica in questi anni.[2]
Li ho recuperati ultimamente grazie a Soulseek, forse la fonte migliore per la musica indipendente italiana: cioè ho scaricato gli mp3.
Ovviamente era molto meglio prima, quando non riuscivi a trovare i dischi in vinile. Adesso invece, anche se non trovi i dischi, puoi ascoltare la musica, ma non va bene: era meglio prima lo stesso.
I due dischi sono, come al solito, ma che ve lo dico a fare?, bellissimi: una qualsiasi canzone cantata da Giaccone + Lalli non mi ha mai deluso.
Altamente e caldamente consigliati.


When The Clouds - The Longed For Season EP (2011)[3]

"When the Clouds" è il progetto solista del salernitano Francesco Galano: fantastico primo pezzo, da qualche parte tra glitch, post-rock e indietronicherie assortite, bellissimi suoni e ottima registrazione. Una folgorazione.
Poi, il secondo pezzo è uguale, e il terzo anche, e il quarto etc.
Fossimo a scuola, si beccherebbe giusto un 6: il minimo per non essere rimandati.
In questo disco ci sono tutti i pro e i contro dei dischi fatti in casa con il computer: è comodo perchè, se vuoi fare un pezzo con i bonghi invece che con la batteria, non devi perdere tempo a convincere il batterista che per una volta può suonare anche i bonghi.
Ma è scomodo perchè non c'è un batterista che ti possa dimostrare, suonando, che l'idea dei bonghi è una cazzata e la batteria ci sta molto meglio.


Schleimer K - Wounded Wood (1983, ristampa 2011)[4]

Avrei potuto prendere il vinile originale e organizzare un test di confronto con la resa sonora del remaster, o anche no: ho scelto l'anche no.
Schleimer K erano un buon gruppo di serie B, all'epoca "scoperti" grazie al pezzo su Free 8303.[5]
All'epoca sembravano molto più elettronici e duri di quanto non suonino a risentirli adesso: suoni tra Daf ed elettro-dark, voce imbarazzantemente petermurphyana, atmosfere molto più post-punk/dark di quanto non sembrasse allora.
Nel complesso, solo per nostalgici e appassionati del periodo.


Starfuckers - Metallic Disease (1990)[6]

Altro recupero via Soulseek, me lo ricordavo come un bell'album tra rock e noise, con influenze Sonic Youth.
Riascoltato oggi, ci sono 10 cover degli Stooges (però con il titolo cambiato) mixate pure malissimo, con la voce troppo fuori rispetto agli strumenti.
In seguito hanno fatto cose che ricordo come notevoli e inascoltabili, mi sa che mi tengo il ricordo, senza andare a verificare di nuovo.


Ghost and Tape - Live (2011)[7]

Pseudonimo di Heine Christensen, danese residente a Barcellona che ha pubblicato il suo primo album omonimo per la giapponese Schole Records nel 2011.
Questo è un ep con tre pezzi live, liberamente scaricabili dal sito dell'etichetta: indietronica, ambient, field recordings, tape loops etc. non particolarmente originale ma gradevole.
E' pubblicato dalla Rural Colours, net label che distribuisce le copie fisiche delle sue produzioni per abbonamento, rendendole comunque (quasi) tutte disponibili per il download gratuito.


Note e links:
[1] Per Franti/Howth Castle/etc, potete partire da Stella*Nera

[2] Meta-citazione, sono fighissimo. Chi non l'ha capita, peste lo colga.

[3] Sito di When the Clouds

[4] Sito degli Schleimer K

[5] Su Free, confronta gli ottimi post di Sull'Amaca.

[6] Sito degli Starfuckers

[7] Download dalla pagina di Rural Colours

venerdì 20 gennaio 2012

Bruce Springsteen - Wrecking Ball

Beh, fantastico: il nuovo disco[1] di Bruce Springsteen si chiama "Wrecking Ball", ovvero "Palla da demolizione".
Sarebbe stato di gran lunga più appropriato, con un leggero spostamento dei termini, "Demolizione delle palle"...

Note e links:
[1] La notizia (?) è tratta da Sentireascoltare.