domenica 30 maggio 2010

Provocazioni sparse


Polemiche varie ed eventuali, non meritano ognuna un post intero, ma così me le levo di torno:

1 - I Led Zeppelin sono un gruppo moscio e pesante, con un cantante che prende per il culo il pubblico ed un chitarrista con cipiglio matricolato da supermusicista borioso.

2 - Mick Jagger è sempre stato un falso rivoluzionario e ricco sfondato, indecente, stupido, assurdo e vagamente arrogante.

3 - Exile on Main Street è un disco oscenamente presuntuoso.

4 - David Bowie non potrebbe mai ridursi a parodia di sè stesso perchè è stato una parodia fin dall'inizio. Ampolloso e deprimente.
Ho sempre pensato che tutta quella menata di Ziggy Stardust, checca da Aldebaran, fosse una gran merda. Credo che abbia scritto i testi peggiori della storia del pop-rock.

5 - Bob Dylan è sempre stato falso. Ha passato tutta la sua carriera a fingere: la sola differenza è che una volta lo faceva bene e ora fa schifo.

6 - Il finto blues, il folk, il jazz, i "virtuosi dello strumento" sono così noiosi che mi chiedo come cazzo faccia ad ascoltarli chiunque abbia anche solo un grammo di cervello.

7 - Il principale difetto di Springsteen sono le smancerie melodrammatiche e le vacue teatralità del suo rock omogeneizzato dagli arrangiamenti dei miei coglioni.
Per chi invece si affanna a cercare il "nuovo Springsteen", continuo a pensare che al mondo non servisse neanche il primo.


P.S. (lunedì 31/5, ore 20 circa)
Note e links:
Tutte le frasi qui sopra (con le quali peraltro sono abbastanza d'accordo) non sono mie, ma sono tratte da "Guida Ragionevole al frastuono più atroce", tranne l'ultima che è da "Deliri, desideri e distorsioni", due dei tre libri di Lester Bangs pubblicati in italiano dalla Minimum Fax.

giovedì 27 maggio 2010

Giardini di Mirò - Altri Giardini


I Giardini di Mirò sono, senza alcun dubbio, un gruppo di veri appassionati di musica.
Solo a persone un po' così, un po' come noi che scriviamo e leggiamo questi blog che trattano principalmente di musica, sarebbe potuto venire in mente un progetto come questo.
Perchè dopo aver pubblicato singoli, Ep ed Lp su vinile, cd, cd-r o sotto forma di download digitale [1], compilation, remix, collaborazioni, colonne sonore, l'unica cosa che mancava era il disco-tributo.

E allora i GdM hanno chiamato a rileggere i loro pezzi gruppi appartenenti all'underground indipendente italiano, compresi alcuni gruppi ancora senza contratto, alla prima "realizzazione" ufficiale.
Il disco si intitola "Altri Giardini", e non è disponibile in maniera convenzionale - non ancora: il cd sarà venduto durante le date del tour estivo, ma per il momento si può ascoltare in streaming [2], diviso su vari siti che si occupano, più o meno, di musica italiana "indipendente". [3]

Come in tutti i dischi tributo la qualità è varia ed eventuale, con cose che proprio non mi piacciono e altre carine ma scontate, e alcune sorprese: su tutti, gli Albanopower, i Musica da Cucina e Stefano Pilia, quest'ultimo tra Richard Skelton e Oren Ambarchi - da approfondire.


Note e links:
[1] Orrore ;)

[2] E quindi, come tutte le cose in streaming, non è difficilissimo salvare gli mp3, anche se la qualità è bassina (metà delle canzoni sono a 128 e l'altra metà a 160)

[3] Questo il post sul sito dei GdM, con tutti i link ai portali musicali coinvolti nel progetto.

lunedì 24 maggio 2010

The Soul's Release


Siamo dalle parti di Message to Bears (con i quali, non a caso, hanno diviso uno split-cd per la Dead Pilot Records) e Daisuke Miyatani: The Soul's Release è lo pseudonimo usato dal californiano Alex Rich per pubblicare la sua musica.
Le composizioni sono sparse tra diversi ed esauritissimi cd e cdr, che fortunatamente Alex ha reso disponibili attraverso Bandcamp. [1]
A parte "Where The Trees Are Painted White", l'ultimo lavoro da poco pubblicato [2], potete scaricare tutti gli altri lavori [3] aggratis - oppure, volendo, potete anche lasciargli un importo a vostra scelta con PayPal.
Alex è parco di composizioni: le canzoni si rincorrono di lavoro in lavoro, in un "riciclo" creativo che trova un precedente negli Spacemen 3 di inizio carriera [4], quelli che rielaboravano continuamente più o meno le stesse canzoni tra singoli, ep e i primi due Lp, attraverso cambiamenti a volte minimi, fino a trovarne la forma definitiva.
Particolarità di The Soul's Release è la ricchezza di arrangiamenti e suoni, che li rende una versione più barocca e lussureggiante del minimalismo folk dei gruppi citati in apertura.

Note e links:
[1] Ho già parlato di Bandcamp a proposito dei Leanan Sidhe, per i dettagli vedete lì.

[2] Per chi volesse comprarlo, i link sono disponibili sul sito MySpace di The Soul's Release.

[3] Ovvero i cd-ep "Demo", "Sometime, Somewhere", lo split con i Message to Bears, il singolo "Awake Among The Sleeping". Li trovate tutti su Bandcamp.

[4] Musicalmente qui non c'è nulla che ricordi gli Spacemen 3, sia chiaro: The Soul's Release sono nei dintorni del post-rock agli inizi, poi più decisamente diretti verso territori tra folk e modern classical.

venerdì 21 maggio 2010

Quattro gatti (2 secondo la questura)


Stavo pensando: ma è importante in quanti ascoltano/comprano qualcosa?
Anche a prescindere dai discorsi sulla qualità del disco [1], sia esso bello o brutto: ma che differenza fa per te che in quel momento lo stai ascoltando?
Sapere che altri fanno o no lo stesso cambia la tua percezione di quel disco?
Lo fa diventare più o meno bello o interessante? [2]

Perchè mi sfugge il rapporto tra numero di ascoltatori e qualità della proposta musicale: se è sbagliato dire che chi vende tante copie fa automaticamente brutta musica, dovrebbe valere lo stesso ragionamento anche per chi di copie ne vende poche. Mica necessariamene deve fare brutta musica.

Come dice DiamondDog sul blog di unwise, è vero che cerco di parlare di musicisti il cui pubblico è formato dai classici quattro gatti.
Ma ne parlo per due motivi: la speranza che i gatti diventino otto, e la certezza che il mio parere sull'ultimo disco di Bob Dylan o dei Rolling Stones non interessa a nessuno e sarebbe quindi perfettamente inutile. [3]

Per questo continuerò a perseguitare chi passa di qui con i dischi di Richard Skelton, Stefano Giaccone, Message to Bears, Leanan Sidhe: tutta gente che non vende certo milioni di copie, ma che - in un mondo diverso - meriterebbe di farlo.


Note e links:
[1] Argomento già affrontato a lungo sul blog di Lucien qualche mese fa quello del rapporto tra numeri di copie vendute e qualità, e finito senza conclusioni condivise.

[2] Citare "The velvet Underground & Nico" è banale, ma quello è stato commercialmente un flop assoluto. Ed è uno dei dischi più importanti della storia del rock.

[3] Con questo mica voglio dire che il mio parere su Sylvain Chauveau o Mitsuyoshi Matsuda interessi a qualcuno, ma se non altro questo può diventare utile nel momento in cui anche una sola persona si incuriosisce e li ascolta.

martedì 18 maggio 2010

Something about Joy Division


Tra i primi dischi della Vox Pop, di "Something about Joy Division" si parla su Rolling Stone on line, dove è anche possibile ascoltare in streaming tutto il cd (da sentire almeno le due cover di Afterhours e Carnival of Fools).
Il link l'ho trovato nel post di Joyello (grazie!), e la parte più interessante è - a mio parere - l'intervista a chi quella compilation l'aveva pensata e realizzata: tra gli altri, Giacomo Spazio e Charlie, dei quali si era già parlato a proposito di Vinile.

venerdì 14 maggio 2010

Audiofilia


“Sono le casse che determinano come suona il tuo sistema hi-fi. Non l’amplificatore, non il pre-amplificatore, non il lettore CD o DVD, ma solamente le casse.
Gli altoparlanti, anche i migliori, sono molto meno accurati in termini di “output rispetto all’input” di qualsiasi altro componente. Le casse sono invariabilmente l’anello debole della catena, l’anello che limita la qualità della riproduzione sonora.
Sono sempre cinicamente divertito quando un audiofili si porta a casa un amplificatore nuovo di pacca con le sue manine che scottano, lo connette trattenendo il respiro alle sue piccole e brutte casse, non più grandi di quanto sua moglie gli permetta, e finalmente fa partire la musica. Il suono è esattamente lo stesso di prima, con l’amplificatore più vecchio, più economico e meno bello da vedere, ma lui naturalmente non lo ammetterà mai. Se invece avesse speso i suoi soldi per un paio di casse migliori, il miglioramento del suono sarebbe stato indiscutibile.
” [1]

Dunque, premessa: questo post nasce dalla discussione che potete trovare nei commenti al post “cd o vinile” – quindi molte cose sono ripetizioni di argomenti già discussi lì, ma avevo promesso varie volte di fare un post specifico sull'argomento.

Le opinioni da me espresse qui sono, per quanto possibile, corredate da una giustificazione documentale tecnico/scientifica – nel tentativo di portare un po’ di razionalità ed oggettività in un campo dove sembra esisterne poca.
Poi, intendiamoci: se uno sente – o immagina, ma è lo stesso - ugualmente le differenze, anche dove è tecnicamente dimostrato che non esistono, va bene lo stesso: ognuno è libero di spendere i suoi soldi nella maniera che preferisce!

Da un forum in inglese: “Audiophilia isn't even about the sound, it's an obsessive compulsive disorder.”
Cioè “L’audiofilia non ha nemmeno a che fare con il suono, è un disordine ossessivo-compulsivo.”
Forse un po’ eccessivo come parere – però proviamo a partire da una divertente passeggiata tra le assurdità più evidenti (alcune al limite della truffa vera e propria) leggendo questo articolo, completo di tutti i link necessari per farsi quattro sane risate sul mondo audiofilo.

Insomma, qui troviamo una manopola del volume in legno (!) da 485$ che è puro genio commerciale, oppure i mitici cavi della corrente da 13.400$, gli ultra tweeters da 1Ghz (!) di frequenza da 400$ (nella foto qui sopra), il demagnetizzatore di dischi in vinile da 418$, e via di seguito, di puttanata in puttanata :)

Questa branca della patafisica (o della magia) in inglese viene chiamata anche “Audiophoolery” [2] termine che purtroppo è impossibile tradurre…

Comunque, una volta finita l’edificante lettura reperibile al link citato prima, qualcuno potrebbe cominciare a chiedersi se, anche al di là di queste evidenti esagerazioni, magari anche le apparecchiature “audiofile” meno estreme non soffrano della stessa sindrome.
Perché cercando i nomi delle apparecchiature hi-fi citati da silvano si trovano sui siti presentazioni degli apparecchi (Meridian e Krell, da quanto ho capito, “audiofili” ma non di fascia estrema) che hanno più a che fare con la magia che con qualunque altra branca del sapere umano: come diavolo fa un lettore cd a “correggere gli errori fatti durante la registrazione o il mastering” o un pre-amplificatore ad avere “Una larghezza di banda che si estende a 300 khz [3], promuovendo una bassa distorsione [4] e una fase corretta [5] nella banda udibile”?
La prima è pura magia, la seconda è fuffa pseudo-scientifica.

Bene, cercando in rete si trovano vari e dettagliati studi scientifici [6] che dimostrano come le differenze tra, ad esempio, un amplificatore da 500$ ed uno da 5.000$ [7] non sono percepibili in un test ABX [8] eseguito correttamente [9].

Qui mi permetto di sottolineare ancora una volta l’importanza di un test ABX eseguito correttamente.
La psicoacustica esiste, e dimostra alcune cose – ad esempio che tra due segnali audio di diverso volume, quello più alto sembrerà sempre migliore.
E state certi che il negoziante che sta cercando di vendervi un ampli da 5.000 euro questa cosa la sa, e o è stupido o la sfrutta a suo favore… o pensate davvero che abbia un qualsiasi interesse a dimostrarvi il contrario e vendevi un ampli da 500 euro? :)

E d’altronde le orecchie funzionano in modo curioso, l’effetto placebo (dato dal sapere cosa stai ascoltando o dal vedere l’apparecchiatura che sta suonando) esiste, ed è possibile essere perfettamente convinti che quello che “deve” suonare meglio suoni effettivamente meglio!
Proprio per questo un test ABX è l’unica maniera per togliere tutti gli elementi ambigui dalla valutazione comparativa.
Un generico test in un negozio (senti il Pioneer – e adesso il Meridian… Ah si come suona meglio il secondo!) non dimostra un bel nulla, con buona pace di tutti.
Poi si può scegliere, naturalmente: se uno crede, crede! Di fronte alla religione o alla magia, nessuna dimostrazione scientifica sarà mai riconosciuta valida :)

La stessa cosa si può dire, grossomodo, per tutti i componenti elettrici ed elettronici (siano essi analogici o digitali) nel percorso di un segnale audio, la cui realizzazione materiale è ragionevolmente vicina al 99,99% di accuratezza”.
Discorso diverso per le casse (o le cuffie) che sono il limite estremo del percorso di un segnale audio, fondamentalmente una massa vibrante che trasforma un impulso elettrico in uno spostamento di aria – e qualsiasi realizzazione in questo campo non può che essere – sempre – ben lontana da un accuratezza paragonabile a quella raggiunta in tutti gli altri anelli della catena.

Ma per gli audiofili tutto questo non ha significato – se hanno speso 10.000$ per un amplificatore che rispetto a quello di prima offre (a livello di specifiche tecniche) per esempio un miglioramento nel THD dello 0.01% - beh, allora deve suonare diverso! Anche solo per l’effetto placebo, ma mica potrai ammettere con te stesso che hai buttato via 10.000$ e non senti nessuna differenza :)
Quindi ti auto convinci, cominci a credere ai fantasmi ed alle fate, “come non la senti la differenza? Ma dai, è chiarissima!”
E non esiste una sola prova documentale di un test in cui queste differenze siano state rilevate all’ascolto.
Poi, intendiamoci, le differenze nelle specifiche tecniche ci sono – solo che nessuno può ascoltarle.


Note e links:
[1] Alla parola “casse” si può anche sostituire la parola “cuffie”, il risultato non cambia: questo più o meno riassume quello che io penso dell’argomento.
Tratto da "The Audiocritic"

[2] Da “fool”, stupidotto, sempliciotto: in inglese il primo aprile è “Fool's Day”

[3] L’orecchio umano può arrivare a sentire frequenze fino a circa 20 khz, e il limite cala con il passare degli anni: un adulto normalmente arriva a 16/18 khz.
Gli ingegneri della Philips mica hanno scelto la frequenza di campionamento del CD a casaccio: 44,1 khz cioè, in base al Teorema di Nyquist-Shannon, il doppio della più alta frequenza riproducibile pari a 22,05 khz – cioè qualcosina in più di quello che un orecchio umano è in grado di sentire. La scelta della frequenza di 48 khz per il DAT (e poi dall’ADAT) è dipesa più da ragioni commerciali che da considerazioni psico-acustiche.
Tutte le altre frequenze di campionamento sono multipli di una di queste due di “base” (88 e 176 piuttosto che 96 e 192) ma non servono a nulla.
Esauriente spiegazione matematica di quanto detto fin'ora qui.
La bit-depht (16 o 24) invece rappresenta solo la gamma dinamica registrabile: a 16 bit la gamma dinamica (differenza tra il suono di volume più basso al suono di volume più alto) è di 96 db, a 24 bit è di 144 db teorici (limitati nel mondo reale a 120 db)

[4] La distorsione non ha evidentemente nulla che vedere con la risposta in frequenza.

[5] In un impianto audio la fase o è corretta oppure no, non esistono vie di mezzo. Dipende solo dal fatto di rispettare o meno la polarità dei connettori che vanno dall’ampli alle casse. E oltretutto l’orecchio umano la ignora quasi completamente: in studio di registrazione non è insolito registrare un cantante che ascolta la base non attraverso una cuffia ma attraverso due casse collegate in opposizione di fase – provare per credere, se il microfono è piazzato correttamente non c’è praticamente leak della base nella traccia del cantato, perché i due segnali in opposizione di fase si cancellano una volta registrati – ma il cantante sente lo stesso la base sulla quale canta.

[6] Ovvero svolti con metodologie e condizioni documentate e riproducibili.

[7] In particolare questo studio sugli amplificatori.

[8] Ripeto la definizione tratta dal post sugli mp3: Il test ABX o doppio cieco consiste nel paragonare due fonti audio conosciute (A e B) ad una terza (X) selezionata di volta in volta a caso tra le prime due.

[9] Un altro mitico test in doppio cieco metteva a paragone un cavo audio per collegare le casse da 10.000$ al metro con una stampella in metallo per abiti – indovinate un po’? Esatto, nessuna differenza percepibile…

giovedì 13 maggio 2010

E tutto il resto è brutta musica fatta solamente con la batteria


"Senza parole"


Note e links:
La batteria in foto è quella di tale Mike Portnoy, che (direi per fortuna) non conosco...