Dopo quelle di ieri, altre testimonianze della nuova moda dei concerti: il ballo dei fans con le star.
Concerto dei Pink Floyd: esecuzione di "Another Brick in the Wall" con il Piccolo Coro dell'Antoniano di Bologna, già guidato da Mariele Ventre.
Tarantella finale con tutti i bimbi del coro, mentre i membri del gruppo festeggiano la loro pluridecennale amicizia prendendosi a legnate.
Concerto dei Sonic Youth: vengono invitati a ballare sul palco alcuni bambini delle elementari.
Il giovane Thurston Moore della sonica gioventù non resiste, e alla vista di quei vecchi li sfida a:
1 - battaglia di palline di carta masticata sparata con la penna bic;
2 - battaglia a cerbottana con bussolotto con spillo in punta;
3 - battaglia a colpi di fucile ad elastici (quello fatto con la molletta del bucato).
Sconfitti i suoi antagonisti, Thurston abbandona il palco, chè sta cominciando il cartone del Trenino Thomas.
Concerto di Justin Bieber: invita una mamma (scelta a caso tra il pubblico) e balla con l'anziana (32 anni) signora, tra il tripudio dei piccoli fans che apprezzano l'attenzione del loro idolo verso i vecchi.
Concerto di Rod Stewart: invita a ballare sul palco un gruppetto di sedicenni bionde, per poi trombarsele in camerino.
E' anche vero che lui lo fa da almeno quarant'anni, e quindi non se ne accorge nessuno.
Concerto di Silvio Berlusconi e Mariano Apicella: il primo invita a ballare sul palco un mucchio di troie, che si tromba lì direttamente, per poi candidarle nelle fila del PDL.
E' anche vero che lui lo fa da almeno vent'anni, e quindi se ne accorge solo la procura di Milano.
Blog a chiusura estemporanea
("A mio parere, secondo me, io penso che, credo ma potrei sbagliarmi, la mia umile opinione è che, se non è troppo disturbo
mi azzarderei a sostenere che" - distribuire a piacere in ogni cosa da me scritta!)
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giovedì 26 luglio 2012
domenica 28 febbraio 2010
I dischi che vi hanno cambiato la vita - parte 1

Quali sono i dischi che vi hanno cambiato la vita – o quanto meno il modo di vivere la “parte musicale” della vostra esistenza?
Due regole semplicissime da rispettare per partecipare al gioco, però: uno, devono essere dischi che avete ascoltato “in diretta”, diciamo al massimo entro un anno dalla loro uscita nei negozi; due, bisogna dare almeno una veloce spiegazione del perché li avete scelti.
Comincio io, ovviamente, in ordine cronologico: [1]
1976 – Pink Floyd – Wish You Were Here (1975)
Ce l’aveva il fratello maggiore del mio amico Andrea, eravamo in terza media e per un lavoro di Educazione Artistica (credo si chiamasse così) avevamo bisogno di una colonna sonora. La colonna sonora fu la “Shine on You Crazy Diamond” del lato B, e il disco fu praticamente il primo LP che ascoltai “consapevolmente”, senza peraltro capirci un gran che. Era troppo difficile per il me tredicenne :)
1977 – Queen – News of the World
Questo invece me lo sono proprio comprato, ed è stato il primo: c’erano dentro “We will rock you” e “We are the champions”, la prima è legata al ricordo delle prime birre con gli amici, la seconda alle prime feste organizzate in casa al sabato pomeriggio e i primi approcci con le ragazze (i lenti!)
1980 – The Doors – Greatest Hits
Era quello con la copertina bianca e rossa – per un ragazzo di prima liceo come me, Jim Morrison era un dio. Qualche anno dopo sarebbe diventato un mito da quattro soldi per i “freak” [2], ma quell’antologia fu la mia introduzione a un mondo magico, diverso da tutto quello che avevo ascoltato fino ad allora (Genesis, Queen, Pink Floyd, Led Zeppelin, CSN&Y, Fleetwood Mac, insomma tutti i dinosauri tipici di quegli anni).
Nella mia classe c’erano almeno quattro fazioni: Progressive, West Coast, Led Zeppelin, Doors.
Il punk e la new wave? In un liceo classico? Ovviamente no, ma…
1981 – Echo and the Bunnymen – Crocodiles (1980)
… ma ad un certo punto ho cominciato a vedere sui giornali musicali dell’epoca (Rockstar e Ciao 2001) degli articoli che si riferivano a questi sconosciuti E&B come ai “nuovi Doors” e allora quando l’ho preso per curiosità e con grande scetticismo, “vediamo un po’ come sono questi nuovi Doors, mah…”
E invece. E’ bastato il primo pezzo, “Going up”, e si è aperto un mondo che fino ad allora avevo solo sfiorato. Inizia con alcuni rumori indistinti, poi ci sono delle chitarre, poi arriva una batteria mixata in crescendo, ed al culmine esplode la canzone – fino alla rullata che precede il “goiiiing aaaaap – going daaun”.
E qui c’è la terza parte, un arpeggio di chitarra su un rumori di feedback, vocals mormorate, il basso in primo piano.
Sono passati meno di quattro minuti dall’inizio del disco, ma per me la musica non sarà mai più quella di prima. Qui era tutto nuovo, i suoni, la struttura delle canzoni, i testi, la copertina… Era tutti nuovo e lo sentivi vicino a te, ti pareva di farne parte: non erano mostri sacri inavvicinabili, erano ragazzi più o meno come te.
Erano le stesse sensazioni che probabilmente avrei avuto se avessi scoperto il punk prima della new wave, ma per ragioni anagrafiche per me è stato il contrario…
Poi da qui ho scoperto tutto il resto, compreso Rockerilla (il primo numero che ho comprato aveva E&B in copertina) che è diventata la mia Bibbia musicale di quegli anni :)
E proprio su Rockerilla ad un certo punto leggo che a Firenze esiste…
1983 – Diaframma – Altrove
… questo gruppo che ha pubblicato un EP, cantato in italiano (!) che si rifà alle sonorità della new wave inglese, Joy Division in primis.
E anche questo fu un vero colpo di fulmine, per le poesie in musica di Federico Fiumani, che erano si dark ma anche profondamente legate all’angst giovanile e culturale del me giovane neo-universitario – e senza neanche il fastidio di doverle prima tradurre dall’inglese…
E la musica, naturalmente: quegli arpeggi affilati tra chorus e riverbero così tipicamente new-wave/dark, la batteria secca e, come si diceva all’epoca, “tribale” – facevano passare in secondo piano la scarsa personalità del bassista e la voce “faticosa” di Vannini, uno Ian Curtis (più) stonato – anche se perfettamente funzionale a quel suono e a quei momenti.
Dai Diaframma il passo successivo sarà la scoperta della scena new-wave italiana che mi porterà prima a pubblicare una fanzine dedicata esclusivamente alla musica alternativa italiana e dopo a comprare un basso usato e cominciare a suonare la musica che mi piaceva.
(direi che probabilmente continua – non sono ancora arrivato neanche a metà degli anni ’80!)
Note e links:
[1] La prima data si riferisce a quando l’ho ascoltato, quella eventualmente tra parentesi è l’anno di pubblicazione.
[2] Che fastidio poi quel pezzo che diceva “Tanto so già che metterai su i Doors”…
giovedì 18 febbraio 2010
Dischidimmerda: Pink Floyd - Dark Side of the Moon
Nasce dai due post precedenti, quello sugli insulti e quello su Vinile, la nuova rubrica "dischidimmerda" (e le sue varianti: gruppidimmerda, artistidimmerda)
Sarà un appuntamento fisso: quando ci vuole ci vuole, e limitarsi a parlare male di Lady Gaga e Pupo non serve a niente, tanto nessuna persona con un minimo di intelligenza li prenderebbe mai sul serio, quelli.
Invece molte persone per altri versi intelligenti, gradevoli, simpatiche, riescono a prendere sul serio cose tipo Pink Floyd, Genesis, Queen, Litfiba... insomma ce n'è di cose da dire, e visto che tanto gli insulti arrivano in ogni caso, almeno mi posso divertire un po' anch'io!
E quale disco potrebbe essere più adatto alla prima puntata di questa rubrica di "Dark Side of the Moon" dei Pink Floyd? ;)
Disco epocale per tutti i manager delle multinazionali discografiche, costato relativamente poco visto i fantastiliardi che ha poi fatto guadagnare a chiunque abbia avuto a che fare commercialmente con esso.
E' anche uno dei dischi più venduti di sempre [1], il che ha permesso ai suoi autori di dedicarsi a cose "serie" [2] e di non doversi più preoccupare di dover scrivere un disco decente in seguito.
Disco adorato fino all'isterismo da chi ha gridato allo scandalo quando quell'altro furbettino - ormai quasi cinquantenne - di Wayne Coyne ha osato "rifarlo", aiutato da altri scapestrati giovinotti come Henry Rollins o Peaches.
Imperdibili alcuni commenti che parlano dei Flaming Lips come di una "giovane band di psichedelia" [3] composta da freak strafatti (!)
Ad esempio quello del mio buon amico Andrea, mi sembra abbastanza significativo ed equilibrato [4], pur non riuscendo a capacitarsi di come qualcuno "possa pretendere di superare l'assolo di Gilmour in Time" oppure "replicare il giro di basso di Money superando Roger Waters".
Ora, fatto notare che stiamo parlando di musica e non di formula uno, e quindi questa ansia di sorpasso non si capisce bene da dove venga, l'assolo di "Time" è l'epitome della banalità gilmouriana, e il giro di basso di "Money" è di una semplicità estrema, visto che Waters è qualsiasi cosa tranne un bassista tecnicamente significativo.
Ma non abbiamo ancora affrontato il discorso musicale in senso stretto.
Le canzoncine del disco a me sembrano banalotte anzichenò, una versione convenzionale di idee già espresse meglio nei dischi precedenti, a loro volta banalizzazioni delle idee di Syd Barrett.
Tutto "Dark Side" è infarcito di effettacci scenografici: gli orologi e le sveglie, il cuore che batte, i registratori di cassa, che tanto fanno "musica di avanguardia" ma per tutti (ricordo bene il me stesso sedicenne che pensava che fosse "una figata"...)
Oppure i rumorini prodotti da un synth come il VCS3 [5], usato come fosse un giochino strano all'unico scopo di stupire; il tutto tenuto insieme ("Ehi mi hanno detto che è un concept album, cioè c'è una storia dentro, troppo forte!") dal missaggio furbino furbino di un Alan Parsons [6] ("In quadrifonia! Che figata! Sai che si sentono i passi che vanno da una cassa dello stereo all'altra? Ah non hai lo stereo? Vieni a casa mia che lo ascoltiamo, è da sballo!").
Anche se in effetti non si può negare che "Dark Side" sia una pietra miliare del rock. E come tutte le pietre miliari è pesante, inamovibile e messa in posa dall'autorità costituita.
Note e links:
[1] E io faccio veramente fatica a capire come qualcuno possa citare questo fatto come una cosa positiva, viste la cattive compagnie che si trovano in quella cricca lì, quella dei dischi che hanno venduto più di tutti gli altri...
Una classifica abbastanza completa ed attendibile mi sembra quella di wikipedia.
Bello notare che tra i dischi da salvare citati qui sotto nel post "Un disco solo" ce ne sia giusto uno (!) tra i più venduti di sempre, cioè Abbey Road (al 26° posto).
E bello anche notare che, invece, nella lista del Vaticano ce ne sono ben cinque (Thriller 1°, Dark Side 3°, Rumours 11°, Supernatural 34°, Morning Glory 53°)
Vorrà pur dire qualcosa...
[2] Ad esempio Nick Mason e la sua collezione di auto storiche...
[3] Il loro ultimo disco significativo è (a mio parere) "Transmission From Satellite Earth" del '93 - poi hanno deciso che, tra lavorare e vivere vendendo dischi bruttini, era meglio la seconda.
[4] Davvero eh, nessun intento ironico qui - dovreste vedere cosa hanno scritto quelli che si sono incazzati davvero - basta cercare sul web!
[5] Per un uso creativo del quale ci si può rivolgere a Brian Eno, ai King Crimson, a Edgar Froese o ai Tangerine Dream.
[6] Che in futuro si macchierà, peraltro, di crimini sonori ben peggiori con il famigerato "Alan Parson Project" e il suo occhio nel cielo.
mercoledì 3 febbraio 2010
Pink Floyd: A Nice Pair

Chi frequentava i negozi di dischi usati [1] negli anni '80/'90 non può non ricordarsi di questo disco: le copie usate in vendita erano innumerevoli... :)
Copie figlie dell'acquisto "incauto" di molti “appassionati” dell'epoca: "Oh un disco doppio dei Pink Floyd! Ma che canzoni sono? E' nuovo? Boh, comunque sono forti, hai sentito il battito del cuore all'inizio di "Dark side of the moon"? Si, che figata, troppo bello! Cià che lo prendo, quant'è?"
Credo che si siano svolte innumerevoli conversazioni simili a questa in quegli anni - poi naturalmente, dopo 2/3 tentativi di ascolto, il malcapitato doppio andava ad ingrossare le fila dei suoi fratellini di seconda mano.
E' facile immaginare le reazioni di chi si aspettava canzoni al massimo di pop un po' strano alla "Dark side" o "Wish you were here", oppure più avanti chi arrivava a "Nice Pair" partendo dal pop - neanche più un po' strano - di "The Wall": dal negozio di dischi al negozio di dischi usati in una sola settimana era il percorso più comune di questa "sfortunata" raccolta... :)
Perchè naturalmente "A Nice Pair" altro non era che la ristampa in coppia dei primi due lp dei Pink Floyd, cioè "The piper at the gates of the dawn" e "A saucerful of secrets".
Vale a dire: l'unico lp registrato con Barrett in formazione e quello registrato durante i mesi in cui Syd veniva estromesso dal "suo" gruppo.
Il primo è il disco di un gruppo che ha completato il passaggio dal beat/pop psichedelico a volte ingenuo dei primi singoli al ruolo di capofila dell'underground psichedelico della Londra di fine anni '60: su "The piper..." ci sono "Astronomy Domine" ed "Interstellar Overdrive" - due pezzi in cui la chitarra di Syd Barrett surclassa ogni cosa che David Gilmour farà nei 45 anni successivi :)
E su "Saucerful..." c'è "Set the Controls for the Heart of the Sun" che parla ancora lo stesso linguggio, e c'è l'ultimo pezzo di Barrett con i PF.
Poi, di lì a poco, Syd pubblicherà due dischi bellissimi e poco venduti [2] e abbandonerà le scene, mentre i suoi ex compagni pubblicheranno dischi sempre meno belli ed interessanti e sempre più venduti [3], tra facce oscure della luna e un "vorrei che tu fossi qui" detto mentre si vede che stai pensando esattamente il contrario...
Note e links:
[1] A Milano c’erano il mitico Discomane sull’Alzaia Naviglio Grande, poi i due Metropolis di Viale Padova e di Via Procaccini, Rossetti vicino a Piazza S.Agostino, la sezione usato di Psycho in Via Molino delle Armi, le varie sedi del Libraccio…
[2] Ovviamente “The Madcap Laughs” e “Barrett”, anche loro ristampati “in coppia” con l’originale titolo di “The Madcap Laughs / Barrett”– ma questi non era mica facile trovarli usati :)
[3] E naturalmente assurgendo al rango di straricchi e stracchi dinosauri del rock, gonfi di niente dal punto di vista artistico, ma talmente amati dall’appassionato “medio” di musica che guai anche solo a pensare di parlarne male… ;)
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