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martedì 9 aprile 2013

20 canzoni - settima parte

Estratto da "Alta fedeltà", un altro brano.
In cui si parla dei primi cinque artisti Che Andrebbero Fucilati Se Venisse la Rivoluzione Musicale, e di come vengono viste le persone che hanno gusti musicali diversi dai nostri.
Qui siamo all’inizio del libro e la visione è ancora molto "ortodossa", poi le cose cambiano...
""Anna è una fan dei Simple Minds", confida Dick, incoraggiato dal successo con Richard Thompson.
"Oh, bene", non so cosa dire. Questa, nel nostro universo, è una notizia sconcertante. Noi li odiamo, i Simple Minds. Erano al primo posto nella nostra classifica dei primi cinque complessi o cantanti Che Andrebbero Fucilati Se Venisse la Rivoluzione Musicale. (Michael Bolton, gli U2, Bryan Adams, e, sorpresa sorpresa, i Genesis venivano tutti dopo i Simple Minds. Barry voleva sparare anche ai Beatles, ma gli feci notare che qualcuno l’aveva già fatto.) Non arrivo a capire come Dick si possa essere messo con una fan dei Simple Minds, è un po' come se si fosse fidanzato con un membro della famiglia reale, o un ministro del governo ombra: a sconcertarmi non è tanto l’attrazione in sé, quanto il pensiero di come abbiano fatto a conoscersi...
"Ma credo che stia cominciando a capire perché non dovrebbe esserlo. Vero?"
"Forse. Un po’."
Si sorridono. È una cosa piuttosto raccapricciante, a pensarci su."


Cesare Malfatti - Sembra quasi felicità
Canzoni di oggi: Cesare Malfatti, ex-chitarrista dei La Crus e molte altre cose, nel suo primo disco "solo" di un paio di anni fa.
Come cantante è al limite dell'improponibile, ma questa canzone, con il testo di Alessandro Cremonesi, cioè il terzo (e nascosto) La Crus, è un gioiellino.
E per una volta, è una canzone d'amore che lascia poco spazio alla tristezza: sembra - quasi - felicità...




Cowboy Junkies - Sun Comes Up, it's Tuesday Morning
Mentre con i Cowboy Junkies ci rituffiamo nella malinconia, aiutati anche dalle atmosfere country del pezzo. Peraltro, bellissimo, e il video credo renda molto bene le atmosfere della canzone. Nel testo, il significato della frase "I Kind of like the feel of those extra few feet in my bed" mi ha lasciato dubbioso per parecchio tempo. Per fortuna all'epoca avevo diversi amici inglesi, altrimenti non sarei mai riuscito a venirne a capo:: quel maledetto "feet" in inglese è anche una maledetta unità di misura, e il significato quindi è "quasi mi piace avere quei pochi centimetri di spazio in più nel mio letto".


lunedì 3 gennaio 2011

Cowboy Junkies - Sun Comes Up, it's Tuesday Morning

O è un caso oppure sono proprio i miei gusti ad essere fatti così, ma ogni volta che mi viene in mente una canzone per un post della serie "tecnica", comincio ad analizzare la canzone di cui voglio parlare e mi accorgo, ogni volta, che la struttura è semplicissima.
Anche "Sun Comes Up, it's Tuesday Morning" non sfugge alla regola: e sì che i Cowboy Junkies sono già di loro un gruppo anomalo.
Canadesi, e basterebbe questo ad essere strano per dei Cowboys, che in più sono anche "Junkies", tossicomani. Non esattamente la prima parola che si associa alla figura del Cowboy.

E parlando di musica, anche lì siamo solo vagamente dalle parti dei Cowboy: suonano piuttosto una via di mezzo tra il country, il blues e il folk, "americana" ma vent'anni prima che il termine diventasse di uso comune, e per fortuna avendo cura di non limitarsi mai ad essere esattamente nessuna di quelle cose.
Il mood delle canzoni è blues, malinconico, la strumentazione è country (la lap steel guitar, soprattutto), le canzoni stanno da qualche parte tra rock e folk.
Sono elettricamente acustici, e pure abbastanza noiosi sulla distanza di un album completo. Ma se penso ai Cowboy Junkies mi vengono in mente subito due canzoni straordinarie: la prima è una cover, "Sweet Jane" naturalmente (e naturalmente dei Velvet Underground), tratta dal primo leggendario album dei fratelli Timmins, quello registrato nella chiesa sconsacrata direttamente su un dat[1].
Grande interpretazione ed arrangiamento[2], lo stesso Lou Reed aveva detto che quella dei Cowboy Junkies era la versione del pezzo che lui preferiva.

L'altra canzone è, ovviamente, "Sun Comes Up, it's Tuesday Morning".
Tecnicamente, usa gli accordi di un blues (E A Bsus4), ma del blues non usa nè la struttura nè la cadenza. Non sono assolutamente esperto di musica country, ma da quello che sono riuscito a "scoprire" questa non è neppure una situazione troppo strana per il country.
Nessuna informazione ho trovato invece sulla seconda particolarità della canzone: è composta da due parti leggermente differenti, che potremmo forse identificare come Chorus I e Chorus II[3], che si ripetono alternandosi per tutto il pezzo, una dopo l'altra, quasi due parti complementari.
La prima parte (Chorus I - 8 battute) è:
E - A - B sus4 - A
E - A - B sus4 - A
la seconda parte (Chorus II - altre 8 battute) è:
A - E - A - E
A - E - B sus4 - A

Queste due parti si alternano per 5 volte durante la canzone, e il testo non si ripete mai, scorrendo in un racconto dall'inzio alla fine che ignora la diffferenza tra i due Chorus.
Una particolarità del canto di Margo Timmins è come lega la fine del secondo Chorus all'inzio del primo: le ultime parole vengono cantate sul primo accordo del Chorus seguente, e pronunciate senza soluzione di continuità con la prima parola del Chorus seguente, dopo la quale c'è una breve pausa che "stacca" le parole successive: questo rende ancora più indefinito il passaggio tra i due Chorus, che si legano in modo molto naturale uno con l'altro.[4]
Una breve intro strumentale e una coda finale (dominata dall'assolo di pedal lap steel) incorniciano un pezzo che, a distanza di tanti anni, non mi sembra aver perso nulla del suo fascino.


Note e links:
[1] Dat sta per digital audio tape, ovvero una parolaccia (un registratore che registra numeri, orrore...)

[2] Accidenti, un'altra parolaccia... Domando scusa, oggi mi scappano.

[3] Ho deciso di usare la terminologia proposta da Franco Fabbri (vedi ad esempio le parti dedicate nel libro "Il suono in cui vivamo" all'analisi strutturale delle canzoni di musica popular), la differenza tra la struttura Chorus/Bridge (C/B) e quella Strofa/Ritornello (S/R) va ben al di là della semplice differenza lessicale. Impossibile farne un riassunto in due righe, ma in estrema sintesi la prima è tipica delle canzoni pop/rock, mentre la seconda è tipica della "canzone italiana".

[4] Questo spostare la parte cantata rispetto al susseguirsi degli accordi strumentali è uno stile che si può sentire molto bene, ad esempio, in parecchie canzoni di Nick Drake.