Ho trovato sul web, sul sito della stampa, uno dei mille articoli in cui si parla della morte di Lou Reed.
Però questo è scritto da uno che non solo lo conosceva, ma poteva definirsi un suo amico, Paolo Zaccagnini.
In questo articolo c'è un aspetto di Lou Reed che non conoscevo, e di cui mi sembra non si sia parlato affatto.
"Mi sono sempre domandato e interrogato sul perche' siamo diventati cosi' amici e una risposta me la sono data e anche tenuta.
Entrambi eravamo "hors du tropeau", fuori dal gruppo, come recitava il titolo di un giornale anarchico francese della fine dell'Ottocento.
Io anarchico e lui diventato cattolico grazie all'amicizia di padre Riches, che poi lo sposo' con l'amata Laurie Anderson.
Cattolico tanto da essere padrino di battesimo, a Napoli, del figlio di Davide DeBlasio, proprietario dell'antica e prestigosa pelleteria Tramontano alla Riviera Di Chiaia. Che amico."
Ecco, era uno anche così Lou Reed, di cui di solito si dice che:
(ora scusate, segue la fiera delle banalità, citazioni dai titoli delle sue canzoni comprese)
Passeggiva sul lato selvaggio, su strade sporche, tra alcool e droghe.
Era il cantore dell'oscurità, dei vizi, della trasgressione.
Che era ribelle, anticonformista, provocatorio.
Che era il cantore dell'eroina e delle drag queen di New York.
Ma era anche uno che è diventato cattolico, e ha fatto da padrino al battesimo del figlio di un amico.
Forse per lo stesso rincoglionimento senile che si rimprovera a Giovanni Lindo Ferretti, passato dal punk filosovietico al Meeting di CL.
Forse perchè quando senti che di tempo ne hai sempre meno a qualcosa devi aggrapparti, e anche se ti aggrappi a un sogno o a un'illusione, perchè dovremmo negare quel sogno?
O magari è coraggio.
Coraggio di andare controcorrente, di ammettere le proprie debolezze, di cercare aiuto in qualcosa di più grande.
Coraggio di trovare la felicità nell'amore, accanto a una compagna, Laurie Anderson, con cui si era sposato e che gli è stata accanto fino alla fine.
Una donna che di Lou ha scritto un elogio funebre di una bellezza assoluta.
Questo:
"Al nostro vicinato: che splendido autunno! Tutto splende, e risplende di luce soffice. L’acqua ci circonda.
Lou ed io abbiamo passato molto tempo qui negli ultimi anni e, anche se siamo gente di città, questa è la nostra casa spirituale.
La settimana scorsa ho promesso a Lou che lo avrei portato fuori dell’ospedale e l'avrei portato a casa, a Springs. E ce l’abbiamo fatta!
Lou era un maestro di tai chi e ha passato gli ultimi giorni qui, felice e affascinato dalla bellezza e dal potere e dalla dolcezza della natura.
E’ morto la domenica mattina guardando fuori dalla finestra gli alberi e facendo la famosa posizone numero 21 del tai chi con le sue mani da musicista che si muovevano nell’aria.
Lou era un principe e un combattente, e so che le sue canzoni sul dolore e sulla bellezza riempiranno molta gente dell’incredibile gioia che aveva per la vita.
Lunga vita alla bellezza che scende, attraversa e si impadronisce di tutti noi."
Note e links:
[1] Lo so che questo post non è rock, ed è ad alto rischio di fraintendimento.
Ne ho fatto un altro qualche tempo in cui non parlavo male a prescindere della chiesa e dei cattolici, come sembra si debba fare per essere rock.
Però ecco, se se ne fotteva Lou Reed, che aveva un'immagine un po' più prestigiosa della mia, cosa volete che me ne fotta a me...
Blog a chiusura estemporanea
("A mio parere, secondo me, io penso che, credo ma potrei sbagliarmi, la mia umile opinione è che, se non è troppo disturbo
mi azzarderei a sostenere che" - distribuire a piacere in ogni cosa da me scritta!)
Visualizzazione post con etichetta lou reed. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lou reed. Mostra tutti i post
lunedì 4 novembre 2013
Lou Reed
domenica 27 ottobre 2013
Odio i coccodrilli
Odio i coccodrilli.
Però ecco: io ho suonato alcune cover ai tempi dei Mother of Loose.
"Yoo do Right" dei Can.
"Sister Ray", "Waiting for the Man", "All Tomorrow's Parties" dei Velvet Underground.
"Kill your Sons" di Lou Reed.
Quattro su cinque: se questo vuol dire qualcosa, dovrebbe dire chi era Lou Reed per me.
Mi mancherà.
Note e links:
Sul blog si è già parlato più volte dei Velvet Underground e di Lou Reed.
Però ecco: io ho suonato alcune cover ai tempi dei Mother of Loose.
"Yoo do Right" dei Can.
"Sister Ray", "Waiting for the Man", "All Tomorrow's Parties" dei Velvet Underground.
"Kill your Sons" di Lou Reed.
Quattro su cinque: se questo vuol dire qualcosa, dovrebbe dire chi era Lou Reed per me.
Mi mancherà.
Note e links:
Sul blog si è già parlato più volte dei Velvet Underground e di Lou Reed.
martedì 6 marzo 2012
Cose intelligenti dette sulla musica - quinta parte
Intervista[1] a Lou Reed in occasione del 70° compleanno:
D - Che viene un momento nella vita di ogni rocker in cui la pressione del pubblico ti costringe a rispondere alle aspettative create dalla maschera.
R - "Nessuno dovrebbe rispondere alle aspettative di nessuno. E poi: ma quali pressioni? E allora chi lavora in miniera? Respiri tutta quella merda, paga orribile.
...
D - Mai sentito schiacciato dalla celebrità?
R - "Ripeto: la vera pressione la senti in miniera. Avere a che fare con queste stronzate della celebrità non è pressione: è un gioco".
Ecco, non è un caso che Lou Reed sia stato già ospite della rubrica "cose intelligenti...".
Perchè musicalmente sarà anche fuori forma, ma come si fa a non condividere il suo punto di vista sui "problemi" della celebrità?
Note e links:
[1] La trovate su Repubblica.
giovedì 16 febbraio 2012
Cose intelligenti dette sulla musica - quarta parte
Nella foto: Lou Reed appena dopo essere stato licenziato dalla nazionale di calcio inglese, oppure Fabio Capello appena dopo aver finito di cantare "Take a Walk on the Wild Side"
"Lou Reed sosteneva che il difficile riguardo allo scrivere canzoni comincia quando ne hai già scritte un centinaio"
Frase trovata su Sentireascoltare, all'interno di una recente intervista con Federico Fiumani dei Diaframma.[1]
Non ho idea di quando l'abbia detta, ma Lou Reed (almeno fino al probabile rincoglionimento che gli ha fatto incidere l'album con gli inutilissimi Metallica) è sempre stato una persona più intelligente della media.
In questo caso, ancora di più, visto che ribadisce una cosa che era venuta in mente a me a proposito dei Flaming Lips (ahem...) e quindi non posso che essere completamente d'accordo con lui, no?
Seriamente: il rock è quello che è, sicuramente non la musica più complessa del mondo; tu (impersonale) musicista hai anche le tue idiosincrasie (questo accordo non mi piace, questo non mi viene bene, questa sequenza armonica o melodica è più adatta alle mie capacità, etc.) e quindi sì: non è ancora stata scritta tutta la musica possibile (e mai lo sarà, per fortuna) ma forse qualche artista ha già scritto tutta la musica (bella, interessante, etc.) che gli era concesso scrivere.
Magari non sono 100, ma con tutta probabilità c'è un numero massimo di belle canzoni che una singola persona può scrivere. L'importante sarebbe rendersene conto prima di diventare ridicoli, ma non è mica facile. Nemmeno per un Lou Reed[2]...
Naturalmente sull'altro corno del dilemma c'è sempre la solita questione, sintetizzabile in "bollette e pagnotta".
E allora si possono anche scrivere canzoni inutili rendendosene perfettamente conto, e accettando una dose di ridicolo in cambio dei soldi necessari a vivere.
Non c'è nulla di male nemmeno in questo tipo di scelta, però a me interessa la musica, non lo scoperto di conto corrente dell'artista: libero di sputtanarsi, ma senza i miei soldi.
Note e links:
[1] Protagonista della prossima puntata di "Cose intelligenti dette sulla musica"
[2] Che è, maledetto lui, un vero genio. Pigro e un po' rincoglionito, vedi il già citato disco coi Metallica, ma è quello che ha scritto "Heroin", "Waiting for the Man", "White Light/White Heat", "Sweet Jane", "All Tomorrow Parties", posso continuare ma dovrei aver reso l'idea.
Poi ha scritto anche una serie di cagatine, e va bene lo stesso: basta sapere che sono cagatine e non farle passare per fantastici "pezzi minori" di Lou, che gli altri ci avrebbero fatto sopra una carriera. Un cazzo, non avesse scritto "Heroin" non sarebbe diventato Lou Reed, punto.
"Lou Reed sosteneva che il difficile riguardo allo scrivere canzoni comincia quando ne hai già scritte un centinaio"
Frase trovata su Sentireascoltare, all'interno di una recente intervista con Federico Fiumani dei Diaframma.[1]
Non ho idea di quando l'abbia detta, ma Lou Reed (almeno fino al probabile rincoglionimento che gli ha fatto incidere l'album con gli inutilissimi Metallica) è sempre stato una persona più intelligente della media.
In questo caso, ancora di più, visto che ribadisce una cosa che era venuta in mente a me a proposito dei Flaming Lips (ahem...) e quindi non posso che essere completamente d'accordo con lui, no?
Seriamente: il rock è quello che è, sicuramente non la musica più complessa del mondo; tu (impersonale) musicista hai anche le tue idiosincrasie (questo accordo non mi piace, questo non mi viene bene, questa sequenza armonica o melodica è più adatta alle mie capacità, etc.) e quindi sì: non è ancora stata scritta tutta la musica possibile (e mai lo sarà, per fortuna) ma forse qualche artista ha già scritto tutta la musica (bella, interessante, etc.) che gli era concesso scrivere.
Magari non sono 100, ma con tutta probabilità c'è un numero massimo di belle canzoni che una singola persona può scrivere. L'importante sarebbe rendersene conto prima di diventare ridicoli, ma non è mica facile. Nemmeno per un Lou Reed[2]...
Naturalmente sull'altro corno del dilemma c'è sempre la solita questione, sintetizzabile in "bollette e pagnotta".
E allora si possono anche scrivere canzoni inutili rendendosene perfettamente conto, e accettando una dose di ridicolo in cambio dei soldi necessari a vivere.
Non c'è nulla di male nemmeno in questo tipo di scelta, però a me interessa la musica, non lo scoperto di conto corrente dell'artista: libero di sputtanarsi, ma senza i miei soldi.
Note e links:
[1] Protagonista della prossima puntata di "Cose intelligenti dette sulla musica"
[2] Che è, maledetto lui, un vero genio. Pigro e un po' rincoglionito, vedi il già citato disco coi Metallica, ma è quello che ha scritto "Heroin", "Waiting for the Man", "White Light/White Heat", "Sweet Jane", "All Tomorrow Parties", posso continuare ma dovrei aver reso l'idea.
Poi ha scritto anche una serie di cagatine, e va bene lo stesso: basta sapere che sono cagatine e non farle passare per fantastici "pezzi minori" di Lou, che gli altri ci avrebbero fatto sopra una carriera. Un cazzo, non avesse scritto "Heroin" non sarebbe diventato Lou Reed, punto.
giovedì 16 settembre 2010
Cazzata Corrige: Lou Reed - Metal Machine Music

A proposito di "MMM", ieri ho scritto una discreta dose di cazzate.
Ne ho parlato basandomi sui ricordi di un ascolto fatto diversi anni fa (e mai più ripetuto), integrato dalla recente lettura di alcuni articoli di Lester Bangs sul disco in questione.
Però mi è venuto il dubbio e ho provato a riascoltarlo.
Ora, non so se per Lou Reed era una semplice provocazione. Ma direi di no.
Perchè non è un disco "bello". Non ci sono canzoni, ma solo rumori.
Che non sono però macchine, anzi.
Si sente chiaramente che il 99% è fatto di chitarre, feedback e delay.
E quindi.
Questo è davvero un disco in anticipo sui tempi. Perchè da questo disco ne discendono - letteralmente - centinaia di altri, molti dei quali non fanno altro che girare intorno alle idee messe qui dentro da Lou Reeed. Tutta la musica che parte dalla scena industriale degli anni '80 fino al drone-noise dei giorni nostri deve qualcosa a questo disco, che ha generato tantissimi figli.
Poi, tra questi figli, mica tutti hanno fatto solo cose belle ed interessanti (ma questa sembra sia una specialità limitata gli autori "pop di classe", che non sbagliano mai non dico una canzone, ma neanche un album...)
Però Fennesz, William Basinski, Richard Skelton, Ekca Liena e in generale la migliore scena drone-diy (vedi ad esempio la raccolta "Drone Poets" della mia favorita Dead Pilot Records), sono tutti passati da qui.
"MMM" non è certo un disco da ascoltare tutti i giorni. Forse neppure tutti gli anni. Diciamo che una volta ogni dieci anni potrebbe essere una dose tollerabile.
Ma è davvero un disco di avanguardia: se per Lou era uno scherzo, una ripicca verso la casa discografica, beh - vuol dire che lui era così avanti che era addirittura più avanti di sè stesso. Pensava di scherzare, e invece stava inventando un nuovo modo di fare musica.
Note e links:
Nota per me stesso: ricordati di non parlare più di cose che non hai ascoltato negli ultimi dieci anni...
Iscriviti a:
Post (Atom)



