lunedì 4 novembre 2013

Lou Reed

Ho trovato sul web, sul sito della stampa, uno dei mille articoli in cui si parla della morte di Lou Reed.
Però questo è scritto da uno che non solo lo conosceva, ma poteva definirsi un suo amico, Paolo Zaccagnini.
In questo articolo c'è un aspetto di Lou Reed che non conoscevo, e di cui mi sembra non si sia parlato affatto.

"Mi sono sempre domandato e interrogato sul perche' siamo diventati cosi' amici e una risposta me la sono data e anche tenuta.
Entrambi eravamo "hors du tropeau", fuori dal gruppo, come recitava il titolo di un giornale anarchico francese della fine dell'Ottocento.
Io anarchico e lui diventato cattolico grazie all'amicizia di padre Riches, che poi lo sposo' con l'amata Laurie Anderson.
Cattolico tanto da essere padrino di battesimo, a Napoli, del figlio di Davide DeBlasio, proprietario dell'antica e prestigosa pelleteria Tramontano alla Riviera Di Chiaia. Che amico."


Ecco, era uno anche così Lou Reed, di cui di solito si dice che:
(ora scusate, segue la fiera delle banalità, citazioni dai titoli delle sue canzoni comprese)
Passeggiva sul lato selvaggio, su strade sporche, tra alcool e droghe.
Era il cantore dell'oscurità, dei vizi, della trasgressione.
Che era ribelle, anticonformista, provocatorio.
Che era il cantore dell'eroina e delle drag queen di New York.

Ma era anche uno che è diventato cattolico, e ha fatto da padrino al battesimo del figlio di un amico.
Forse per lo stesso rincoglionimento senile che si rimprovera a Giovanni Lindo Ferretti, passato dal punk filosovietico al Meeting di CL.
Forse perchè quando senti che di tempo ne hai sempre meno a qualcosa devi aggrapparti, e anche se ti aggrappi a un sogno o a un'illusione, perchè dovremmo negare quel sogno?

O magari è coraggio.
Coraggio di andare controcorrente, di ammettere le proprie debolezze, di cercare aiuto in qualcosa di più grande.
Coraggio di trovare la felicità nell'amore, accanto a una compagna, Laurie Anderson, con cui si era sposato e che gli è stata accanto fino alla fine.
Una donna che di Lou ha scritto un elogio funebre di una bellezza assoluta.
Questo:
"Al nostro vicinato: che splendido autunno! Tutto splende, e risplende di luce soffice. L’acqua ci circonda.
Lou ed io abbiamo passato molto tempo qui negli ultimi anni e, anche se siamo gente di città, questa è la nostra casa spirituale.
La settimana scorsa ho promesso a Lou che lo avrei portato fuori dell’ospedale e l'avrei portato a casa, a Springs. E ce l’abbiamo fatta!
Lou era un maestro di tai chi e ha passato gli ultimi giorni qui, felice e affascinato dalla bellezza e dal potere e dalla dolcezza della natura.
E’ morto la domenica mattina guardando fuori dalla finestra gli alberi e facendo la famosa posizone numero 21 del tai chi con le sue mani da musicista che si muovevano nell’aria.
Lou era un principe e un combattente, e so che le sue canzoni sul dolore e sulla bellezza riempiranno molta gente dell’incredibile gioia che aveva per la vita.
Lunga vita alla bellezza che scende, attraversa e si impadronisce di tutti noi."



Note e links:
[1] Lo so che questo post non è rock, ed è ad alto rischio di fraintendimento.
Ne ho fatto un altro qualche tempo in cui non parlavo male a prescindere della chiesa e dei cattolici, come sembra si debba fare per essere rock.
Però ecco, se se ne fotteva Lou Reed, che aveva un'immagine un po' più prestigiosa della mia, cosa volete che me ne fotta a me...

18 commenti:

Lucien ha detto...

Non penso che la fede rappresenti la linea di confine che mi fa propendere tra l'ammirazione o la mancanza di considerazione nei confronti di un uomo. Mi viene in mente Don Gallo: sono certo che se si fossero conosciuti, lui e Lou Reed sarebbero stati grandi amici.

brazzz ha detto...

molto bello il tuo post,detto da uno totalmente refrattario alla religione così come la si intende normalmente, e a quella cattolica in particolare...anche per me,comunque,come x luc,l'essere o meno credente non è una linea di confine,per cui massimo rispetto per quel che Lou era diventato..anche io voglio vederlo come un suo percorso personale(si dice così?)piuttosto che come un semplice e banale rincoglionimento senile..la vita è una ricerca della felicità,alla fin fine...o comunque una ricerca di quel che si è...

allelimo ha detto...

Lucien, neppure io penso che la fede rappresenti la linea di confine per ammirare o meno un uomo, ma in nessun senso però, nè in positivo nè in negativo.
E sì, probabilmente Don Gallo e Lou Reed sarebbero stati amici.

A me sembra strano che non si sia parlato di questo aspetto di Lou Reed.
Perchè la religione (in generale) è una cosa che ultimamente mi interessa.
Dopo esser stato, come dice bene brazzz, refrattario alla religione per diversi anni, ho scoperto in questi ultimi anni che c'è gente che, partendo dalla religione, fa cose che nessun altro fa (almeno qui a Muggiò, Lombardia)
Ed è una cosa che mi da molto da riflettere.
Se vedo dei ragazzi di 17/18 anni che passano il sabato pomeriggio a far giocare i bambini più piccoli all'oratorio, ecchecazzo, li ammiro.
Io non l'ho e non l'avrei mai fatto alla loro età, ero troppo preso dai cazzi miei per interessarmi agli altri.
Vedere persone adulte che si impegnano a vario titolo nella vità della comunità, usando il loro tempo libero per aiutare, anzi, per servire gli altri, mi manda in crisi. Non riesco a non pensare che siano persone migliori di me.
A prescindere dall'aspetto confessionale: ci fossero altre organizzazioni che facessero le stesse cose, probabilmente penserei le stesse cose anche di loro.
Solo che non ci sono.

Lucien ha detto...

Beh, comunque esiste anche il volontariato laico.
La mia esperienza è meno positiva della tua: avendo frequentato da giovanissimo parrocchia e una scuola privata ho visto cose che mi hanno parecchio disturbato. Tant'è che mio figlio non è neppure battezzato (e felice); ci penserà lui se vorrà un giorno. Continuo, a distanza di anni, ad avere pochissima fiducia nella Chiesa, nonostante questo Papa che ammiro.

Lucien ha detto...

Aggiungo che è fondamentale, come in tutti gli ambiti, distinguere le persone (Don Milani, Don Gallo, i volontari, ecc...) dall'Istituzione a volte rappresentata nei posti che contano da persone indegne.

brazzz ha detto...

nemeno mio figlio è battezzato,e credo ci sia qualche distinguo da fare..un conto è la chiesa comeistituzione,e per carità,felice di starne lontano,un conto è il volontariato,che tutto sommato è personale x definizione,e può essere anche laico..e comunque non mi riferivo a questi aspetti,ma proprio a una certa ricerca di spiritualità alla quale mi sono avvicinato.preferirei però chiamarla filosofia,piuttosto che religione...il concetto di religione,nell'uomo, è storicamente accostabile solo a scorciatoie per l'anima,e a lotte di prevaricazione...

enri1968 ha detto...

Alle bel post,mi va d'aggiungere qualche cosa.

A) Il problema della stampa in generale italiana è che spesso non va in profondità, magari avranno preso la classica biografia con saggio critico e ci avranno ricamato sopra.

B) Sull'ultimo nr di Internazionale c'è un bel articolo "L'inimitabile Lou Reed" mi pare tratto dal Guardian, l'ho trovato interessante e curioso, cercatelo.

C) Mi piace la riservatezza di Lou Reed, il tema della fede magari arriva sempre quando meno te lo aspetti, sicuramente Lou Reed sarebbe andato d'accordo Don Gallo e azzardo: con San Francesco no?
D'altronde l'album Magic and Loss ...

silvano ha detto...

I cammini personali e le scelte personali, vere, vissute, non sono in alcun modo sindacabili.

Immagino si possa essere cattolici, o religiosi in senso lato, in molti modi esattamente come si può essere laici in molti modi.

Chi si mette il vestito della festa e va a messa la domenica mattina e poi magari passa il resto della settimana a fottere il prossimo, e chi camminando sul lato selvaggio della strada, sforzandosi di vedere le cose da un proprio tormentato punto di vista, sempre in direzione ostinata e contraria, alla fine trova che qualcuno il medesimo percorso contro tutto e tutti lo fece 2000 anni fa...verità o leggenda che sia, rimane un ideale.

Francamente non ho mai capito perchè si dia contro per partito preso a Giovanni Lindo Ferretti (post coversione), comunque la si pensi, ed io ad es. non la penso come lui, non mi sembra se ne possa mettere in discussione l'onestà intellettuale.

Medesimo discorso vale per Reed...chi potrebbe sostenere che abbracciando la religione si sia omologato? Anzi, così a sentimento, mi verrebbe da dire che Reed ancora una volta, data la sua vita e storia, ha imboccato al bivio the wild side of the street.

ciao, silvano.

SHRC ha detto...

Premesso che sono di Roma e non mi scandalizzo per qualcuno che si professa cattolico, io tornerei un attimo alla notizia:
Ma siamo sicuri che è vera? Sarebbe uno scooppone della madonna.
L'unica fonte è dagospia (tutti gli altri hanno ripreso) e nessun altro conferma, anche a livello internazionale.
Wikipedia inglese, come tutti gli altri, del resto, dice che Lou Reed è ebreo.
Ma non è che 'sto Zaccagnini si è inventato tutto?

silvano ha detto...

Anche se fosse una bufala il Lou Reed cattolico, cambierebbe poi il senso del post? Non mi pare, non è questione di etichette ma di essenza. Almeno mi parrebbe, se ho capito bene.

SHRC ha detto...

Su un post intitolato Lou Reed in cui si fanno certe affermazioni shock sul cantante mi è venuto da chiedermi se fossero vere oppure no.
Cambia qualcosa rispetto alla discussione? forse no, però non lo vedo neanche così fuori luogo.

Robbin ha detto...

Se posso permettermi, chi non apprezza la religione cattolica o (espandendo il cerchio)quella cristiana non può che comunque apprezzare i fedeli se si tratta di persone degne di stima e affetto :) Lou Reed lo conosco semplicemente come personaggio ma penso fosse degno di stima e affetto,da parte dei fans sicuramente! :)

allelimo ha detto...

Lucien, probabilmente esiste, ma deve essere ben nascosto visto che in 50 anni io non sono mai venuto in contatto con il volontariato laico.
La mia esperienza è molto diversa dalla tua: da piccolo non ho MAI frequentato l'oratorio o la parrocchia.
Giocavamo per strada e nei campi, l'oratorio era inutile e troppo lontano.
Dalla scuola privata gestita gestita dai preti sono stato invece cacciato in 2 liceo, quindi figurati tu se ho avuto un'esperienza positiva o se ho pregiudizi favorevoli verso gli ambienti religiosi...

Poi da genitore ho visto che OGGI per i ragazzini, nei paesi come quello dove abito io non esiste centro di aggregazione diverso dalla parrocchia e dell'oratorio.
Che è pieno di volontari, ragazzi poco più grandi di quelli che lo frequentano, e adulti che li coordinano.
Tutta gente che ho conosciuto e di cui mi fido.
A me, che vi devo dire, piace.
Ai miei figli anche, e quando sono lì sono tranquillo.

allelimo ha detto...

Poi, ovvio che si debba distinguere tra istituzione e persone.

Ma è interessante anche il tema introdotto da brazzz: la ricerca della spiritualità, che non è esclusiva della religione, ma è tipica di noi esseri umani.

enri1968 e silvano, in effetti la vostra risposta a una delle mie domande (perchè si è parlato così poco del Lou Reed cattolico?) è plausibile: Lou ha scelto la riservatezza.
Scelta personale e insindacabile.

SHRC, siamo sicuri che è vera, direi di sì.
Zaccagnini non è il mio giornalista preferito e Dagospia non è un sito che frequento, ma o siamo in presneza di due mitomani oppure la storia è vera.
A meno che i due, oltre che mitomani, abbiano pure falsificato questi articoli: quello che parla del battesimo con Lou Reed padrino, e quello che parla dell'amicizia di Lou con il padre del battesimato.

enri1968 ha detto...

Ecco l'articolo in inglese da The Guardian:
http://www.theguardian.com/music/2013/oct/27/lou-reed-velvet-underground-rock-music

Sull'ultimo nr de Internazionale è tradotto

SHRC ha detto...

L'amicizia con De Blasio ed il battesimo del figlio (che non metto in discussione) di per se non significano niente (basta il nulla osta del vescovo ed il padrino lo può fare chiunque).
In realtà neanche D'agostino sembra così convinto della cosa (http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/cristo-che-rock-il-cardinal-ravasi-twitta-lou-reed-its-such-a-perfect-day-65403.htm).
Resta Zaccagnini, che è uno solo contro tutto il mondo che in questi giorni sta parlando di Lou Reed senza fare cenno alla sua fede religiosa.

Sia chiaro, non voglio passare come quello che vuole negare la cosa.
Per quanto mi riguarda se Lou Reed ha avuto una conversione in fin di vita ben venga.
Resta il fatto, però, che una notizia del genere ha bisogno di altre conferme; la testimonianza di una sola persona (per quanto lo avesse conosciuto direttamente) non può bastare.

allelimo ha detto...

SHRC, anche volendo ammettere che Zaccagnini, per sa dio quali motivi suoi voglia spargere la falsa notizia della conversione di Lou Reed (che non è nemmeno cattolico lui, che gli viene in tasca?) il senso del post non cambia, come aveva già detto prima silvano, o anche brazzz.
Non è l'etichetta che conta ("cattolico", "ebreo", "ateo") ma l'essenza.

Che ti possa sembrare una notizia "shock" e bisognosa di conferme però direi conferma la mia tesi: ci vuole più coraggio ad andare controcorrente che ad assecondarla.

enri1968, bell'articolo, c'è anche la citazione di Lou Reed che preferisco: "one chord is fine, two chords is pushing it and three chords means you're playing jazz", prima o poi ci faccio un post.
ma la traduzione italiana in rete non si trova?

enri1968 ha detto...

La traduzione non c'è da quello che finora ho visto però farne ina scansione in pdf ... opss spero che qualcuno non spicchi denuncia....
Fra l'altro a fianco dell'articolo c'è un ritratto di Lou Reed che poi sarebbe servito da copertina a Coney Island Baby, il ritratto in b&n è molto meglio della copertina dell'album.

Attendo con impazienza il tuo post!