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venerdì 10 settembre 2010

Dischichenonciarrivoproprio: Captain Beefheart - Trout Mask Replica


Nella foto: piace proprio a tutti questo disco! E quella che ha in mano Obama è la copia lasciata alla Casa Bianca da Richard Nixon.


Eccoci qui. Quasi una richiesta questa puntata [1], ma è una "sfida" che ho raccolto volentieri.
Perchè la mia storia con questo disco è di lunga data, l'ho ascoltato per la prima volta attorno al 1985, poi una seconda volta una decina di anni dopo, e una terza volta qualche mese fa.
Ogni volta, arrivato alla fine del disco pensavo "mah" e passavo ad altro. [2]
Dopo aver letto la - veramente bellissima - recensione/saggio linkata da Sigur Ros [3] ci ho riprovato: il disco era rimasto nell'iPod e, con abnegazione e discreto sforzo di volontà, l'ho ascoltato non meno di quattro volte, dall'inizio alla fine, nel tragitto casa-ufficio e ufficio-casa. [4]

Ora.
Capisco e posso apprezzare la parte concettuale dell'opera.
Ma, come già anticipato nella discussione già citata nella nota 1, ancora prima di definire cosa sia la "piacevolezza" in ambito musicale, credo che nell'ascolto di un disco ce ne sia bisogno. Qualunque cosa sia per voi "un ascolto piacevole" [5], qui non c'è quasi nulla di quello che tale lo rende per me.
Non è che mi spavento per un po' di rumore, di disarmonia, di dissonanza.
Ma quando la dissonanza è la regola, quando il "non piacevole" è cercato ostinatamente, quando disarmonia e assenza di melodia sono tutto quello che c'è, beh, mi arrendo.
E posso anche capire la scrittura rigorosa delle parti strumentali, la ricerca di un obiettivo pienamente raggiunto, cosicchè ogni cosa che si sente sul disco è esattamente quello che Captain Beefheart voleva si sentisse.
Ma quando lo scopo è realizzare qualcosa di inascoltabile [6], perchè dovrei ascoltarlo? Se lo facessi, contribuirei a non realizzare lo scopo per il quale il disco è stato registrato...

Questo disco potrebbe essere uno scolapasta senza buchi, magari ideato da un famoso designer: forse anche bellissimo, ma inutile.
E' un disco senza musica e senza canzoni.
Ci sono alcune cose che mi piacciono lo stesso, intendiamoci: il suono delle chitarre è veramente bello, e quel suono, quel tipo di interplay tra le due chitarre che a volte si intra-sente sono secondo me la cosa che più ha influenzato i gruppi "eredi" di questo disco.
Per il resto:
- La voce è insopportabile. Le vocine e lo vocione, già non mi piacciono particolarmente nei dischi di Zappa...
- Le canzoni "a cappella" [7] sono irritanti: l'effetto "messa cantata" è obbrobrioso.
- Anche quelle poche volte che le chitarre stanno suonando "insieme", la voce non è che perda troppo tempo a seguirle: di solito continua ad andare per conto suo.
- Il basso forse c'è, forse no. Non pervenuto.
- La batteria è veramente registrata alla cazzo.
- Il missaggio, sembra fatto a seconda di chi c'era in quel momento al mixer: un tecnico del suono, un passante, il cane di Captain Beefheart, il ragazzo dei giornali o la signora delle pulizie. La voce è spesso insopportabilmente alta, a volte le chitarre spariscono del tutto.
- A volte arriva un sax suonato alla cazzo, che fa tanto figo e free-jazz. [8]

E parlando delle non-canzoni:
- C'è un brano che sembra root-blues, d'accordo. Carino. E quindi?
- Ci sono un due/tre di pezzi dove il Capitano non canta. Mi immagino la band che si ritrova in studio: "Dov'è il capo? Ha detto che oggi non viene, cià mal di pancia." E giù di corsa, tutti contenti, a registrare un pezzo senza quella cazzo di voce sopra.
- La poliritmia di cui si parla nell'articolo linkato, non la sento. "Poliritmia" sono diversi ritmi fusi insieme, non ritmi diversi in diverse canzoni (o diverse sezioni della stessa canzone), o una batteria suonata come capita.
- Le chitarre slide, (stessa fonte del punto precedente), boh. Sicuri che chi ha scritto quella parte il disco l'ha sentito? Io ho sentito una slide forse in un paio di brani.
- I testi, boh. Saranno anche bellissimi, ma non li capisco al volo, non conosco abbastanza bene l'inglese. Dovrei mettermi lì, sforzarmi di ascoltare solo il testo per cercare di capire: non è una cosa che faccio normalmente mentre ascolto un disco.
- I brani hanno un grosso pregio: sono corti. Almeno quello. Che poi sono tantissimi. Non mi capita spesso di guardare il contatore del cd ("Dove siamo, al brano nr. 15? Minchia, ancora 13?") e sperare che arrivi alla fine in fretta.
Questo è uno dei pochi dischi che mi fanno pensare "ma che bello, è finito!".[9]

Insomma, per realizzare un disco che sembri così compiutamente fatto alla cazzo, ci sono due strade: o scrivere esattamente il tutto, nota per nota, cercando continuamente di dare l'impressione di un caos casuale, per nulla controllato.
Oppure, più semplicemente, farlo alla cazzo. Come viene viene.
Se lo chiedete a me, la seconda che ho detto.


Note e links:
[1] Vedi il commento di Joyello (27/08/10 ore 13.13) e seguenti nel post Vacanze finite.

[2] Non è particolarmente originale, ma di solito mi veniva in mente la Corazzata Potëmkin.

[3] Nei commenti al post citato nella precedente nota 1.

[4] Il primissimo risultato è stato un ulteriore calo di entusiasmo all'idea di andare al lavoro, subito bilanciato da un inaspettato calo di entusiasmo all'idea di tornare a casa...

[5] Che può essere qualsiasi cosa: per me, il rumore controllato dei primi Sonic Youth, le melodie sepolte sotto il feedback dei My Bloody Valentine, le destrutturazioni sonore dell'ultimo David Sylvian, il rumorismo laptop di Fennesz, i droni minimali di Richard Skelton.

[6] Versione politcally correct: "diversamente ascoltabile".

[7] Non nel senso di "estremità anteriore del cazzo". O forse sì, ripensandoci.

[8] E qui, devo dire "no, grazie". Non mi interessa il jazz, stiamo parlando di rock. Non trovo la necessità di "nobilitare" il rock innestandovi supposte musiche più "alte", come il jazz o la musica classica.

[9] Per intenderci, che poi arriva Harmonica e ci lascia un paio di frasi contro la musica di avanguardia e a favore del pop di classe: con tanti dischi di avanguardia/noise/drone-psichedelico/field recording neppure aspetto che arrivino a metà, tasto "stop" e cancellazione perenne dall'iPod.