venerdì 10 settembre 2010

Dischichenonciarrivoproprio: Captain Beefheart - Trout Mask Replica


Nella foto: piace proprio a tutti questo disco! E quella che ha in mano Obama è la copia lasciata alla Casa Bianca da Richard Nixon.


Eccoci qui. Quasi una richiesta questa puntata [1], ma è una "sfida" che ho raccolto volentieri.
Perchè la mia storia con questo disco è di lunga data, l'ho ascoltato per la prima volta attorno al 1985, poi una seconda volta una decina di anni dopo, e una terza volta qualche mese fa.
Ogni volta, arrivato alla fine del disco pensavo "mah" e passavo ad altro. [2]
Dopo aver letto la - veramente bellissima - recensione/saggio linkata da Sigur Ros [3] ci ho riprovato: il disco era rimasto nell'iPod e, con abnegazione e discreto sforzo di volontà, l'ho ascoltato non meno di quattro volte, dall'inizio alla fine, nel tragitto casa-ufficio e ufficio-casa. [4]

Ora.
Capisco e posso apprezzare la parte concettuale dell'opera.
Ma, come già anticipato nella discussione già citata nella nota 1, ancora prima di definire cosa sia la "piacevolezza" in ambito musicale, credo che nell'ascolto di un disco ce ne sia bisogno. Qualunque cosa sia per voi "un ascolto piacevole" [5], qui non c'è quasi nulla di quello che tale lo rende per me.
Non è che mi spavento per un po' di rumore, di disarmonia, di dissonanza.
Ma quando la dissonanza è la regola, quando il "non piacevole" è cercato ostinatamente, quando disarmonia e assenza di melodia sono tutto quello che c'è, beh, mi arrendo.
E posso anche capire la scrittura rigorosa delle parti strumentali, la ricerca di un obiettivo pienamente raggiunto, cosicchè ogni cosa che si sente sul disco è esattamente quello che Captain Beefheart voleva si sentisse.
Ma quando lo scopo è realizzare qualcosa di inascoltabile [6], perchè dovrei ascoltarlo? Se lo facessi, contribuirei a non realizzare lo scopo per il quale il disco è stato registrato...

Questo disco potrebbe essere uno scolapasta senza buchi, magari ideato da un famoso designer: forse anche bellissimo, ma inutile.
E' un disco senza musica e senza canzoni.
Ci sono alcune cose che mi piacciono lo stesso, intendiamoci: il suono delle chitarre è veramente bello, e quel suono, quel tipo di interplay tra le due chitarre che a volte si intra-sente sono secondo me la cosa che più ha influenzato i gruppi "eredi" di questo disco.
Per il resto:
- La voce è insopportabile. Le vocine e lo vocione, già non mi piacciono particolarmente nei dischi di Zappa...
- Le canzoni "a cappella" [7] sono irritanti: l'effetto "messa cantata" è obbrobrioso.
- Anche quelle poche volte che le chitarre stanno suonando "insieme", la voce non è che perda troppo tempo a seguirle: di solito continua ad andare per conto suo.
- Il basso forse c'è, forse no. Non pervenuto.
- La batteria è veramente registrata alla cazzo.
- Il missaggio, sembra fatto a seconda di chi c'era in quel momento al mixer: un tecnico del suono, un passante, il cane di Captain Beefheart, il ragazzo dei giornali o la signora delle pulizie. La voce è spesso insopportabilmente alta, a volte le chitarre spariscono del tutto.
- A volte arriva un sax suonato alla cazzo, che fa tanto figo e free-jazz. [8]

E parlando delle non-canzoni:
- C'è un brano che sembra root-blues, d'accordo. Carino. E quindi?
- Ci sono un due/tre di pezzi dove il Capitano non canta. Mi immagino la band che si ritrova in studio: "Dov'è il capo? Ha detto che oggi non viene, cià mal di pancia." E giù di corsa, tutti contenti, a registrare un pezzo senza quella cazzo di voce sopra.
- La poliritmia di cui si parla nell'articolo linkato, non la sento. "Poliritmia" sono diversi ritmi fusi insieme, non ritmi diversi in diverse canzoni (o diverse sezioni della stessa canzone), o una batteria suonata come capita.
- Le chitarre slide, (stessa fonte del punto precedente), boh. Sicuri che chi ha scritto quella parte il disco l'ha sentito? Io ho sentito una slide forse in un paio di brani.
- I testi, boh. Saranno anche bellissimi, ma non li capisco al volo, non conosco abbastanza bene l'inglese. Dovrei mettermi lì, sforzarmi di ascoltare solo il testo per cercare di capire: non è una cosa che faccio normalmente mentre ascolto un disco.
- I brani hanno un grosso pregio: sono corti. Almeno quello. Che poi sono tantissimi. Non mi capita spesso di guardare il contatore del cd ("Dove siamo, al brano nr. 15? Minchia, ancora 13?") e sperare che arrivi alla fine in fretta.
Questo è uno dei pochi dischi che mi fanno pensare "ma che bello, è finito!".[9]

Insomma, per realizzare un disco che sembri così compiutamente fatto alla cazzo, ci sono due strade: o scrivere esattamente il tutto, nota per nota, cercando continuamente di dare l'impressione di un caos casuale, per nulla controllato.
Oppure, più semplicemente, farlo alla cazzo. Come viene viene.
Se lo chiedete a me, la seconda che ho detto.


Note e links:
[1] Vedi il commento di Joyello (27/08/10 ore 13.13) e seguenti nel post Vacanze finite.

[2] Non è particolarmente originale, ma di solito mi veniva in mente la Corazzata Potëmkin.

[3] Nei commenti al post citato nella precedente nota 1.

[4] Il primissimo risultato è stato un ulteriore calo di entusiasmo all'idea di andare al lavoro, subito bilanciato da un inaspettato calo di entusiasmo all'idea di tornare a casa...

[5] Che può essere qualsiasi cosa: per me, il rumore controllato dei primi Sonic Youth, le melodie sepolte sotto il feedback dei My Bloody Valentine, le destrutturazioni sonore dell'ultimo David Sylvian, il rumorismo laptop di Fennesz, i droni minimali di Richard Skelton.

[6] Versione politcally correct: "diversamente ascoltabile".

[7] Non nel senso di "estremità anteriore del cazzo". O forse sì, ripensandoci.

[8] E qui, devo dire "no, grazie". Non mi interessa il jazz, stiamo parlando di rock. Non trovo la necessità di "nobilitare" il rock innestandovi supposte musiche più "alte", come il jazz o la musica classica.

[9] Per intenderci, che poi arriva Harmonica e ci lascia un paio di frasi contro la musica di avanguardia e a favore del pop di classe: con tanti dischi di avanguardia/noise/drone-psichedelico/field recording neppure aspetto che arrivino a metà, tasto "stop" e cancellazione perenne dall'iPod.

64 commenti:

Alessandro Cavalotti ha detto...

Anch'io ho provato un bel po' di volte ad ascoltarlo, ma sono sempre arrivato a stento a metà, prima di metter su altro. Un conto è la musica "difficile" (che so, "Lateralus" non è di certo roba che canticchi sotto la doccia), un conto è musica letteralmente inascoltabile, un insieme di note messe a caso senza un minimo di senso. Non riesco proprio ad apprezzarlo questo disco...

Simone Cavatorta ha detto...

Eh, veramente drastica come recensione, ma hai scritto più o meno quello che viene in testa anche a me quando ascolto questo disco.
Stesso sguardo preoccupato fisso sul contatore del CD (solo che io non son mai riuscito ad andare oltre la decima traccia, più o meno, per cui non ho neanche avuto il sollievo finale del "missione compiuta").
Non so, mi ha sempre frustrato il fatto di non capirlo. Questa musica viene spesso accostata a quella di Zappa, ma io non ci trovo alcun nesso, neanche alla lontana.
L'approccio di Frank è sempre molto "musicale", per quanto spesso non immediato, mentre Beefheart si muove in direzione diametralmente opposta.
Tra l'altro, il Capitano mi sta molto simpatico per cui vorrei apprezzarlo, almeno un po', ma proprio non ci riesco.
E poi, purtroppo, mi fa venire in mente questa frase di Zappa, anche se forse è una bestemmia criticare Beefheart citando Zappa, ma tant'è:

«Bene, prima di tutto diciamo che in tutte le situazioni nelle quali si suona una musica orrenda, sostenere che dietro ci sia una funzione sociale aiuta sempre ad avere un elaborato sistema filosofico che la comprenda, per razionalizzare il suo orrore. Questa è stata la mia esperienza con la maggior parte dell’avanguardia.»

Simone Cavatorta ha detto...

Aggiungo, comunque, i complimenti al post: oltre ad essere scritto molto bene, hai avuto il coraggio di dire "il re è nudo", almeno dal tuo punto di vista.
Vorrei precisare, inoltre, che so benissimo che Zappa apprezzava Trout Mask Replica e che l'ha anche prodotto, ma tenete presente che lo stessa Zappa giudicava "difficile" la musica del Capitano e... be'... Zappa è uno che fin da ragazzino ascoltava roba tipo Varese, Webern e Stockhausen come se fosse rock & roll...

Harmonica ha detto...

Ue' mi tiro fuori. Il disco non l'ho ascoltato e ora poi non mi prenderò la briga di farlo. E quella frase di Zappa che cita Simone Cavatorta come ben sai, la puoi trovare scolpita sulla pietra del mio blog, sotto il mio profilo. E non c'è bisogno di aggiungere altro...

Sull'Amaca ha detto...

Allora non so se sarei riuscito a scrivere un post così, però devo dire che mi è piaciuto.
Questo disco l'ho acquistato circa 5 anni fa e ho provato 2 volte ad ascoltarlo ma proprio non ce l'ho fatta ad arrivare alla fine dell'album. Il perché non lo so e cmq Allelimo ha ben riepilogato alcune mie impressioni suscitate dall'ascolto.?
Ora mi chiedo perché l'ho acquistato? Perché leggendo svariate recensioni e citazioni l'album in questione è considerato un caposaldo della musica ... però proprio non lo capisco e quindi resta un mistero ancora, chissà in futuro. Ciao e buon ascolto ...

Sull'Amaca ha detto...

@Allelimo ti scrivo una richiesta: Breathless, quando un post su di loro? Leggendo un vecchio post avevi scritto che ci saresti tornato ...

Webbaticy ha detto...

TMR è concettualmente un disco snob :-)

Joyello ha detto...

Bravo allelimo! Hai scritto un bel pezzo... e come ti ho detto qualche post fa, non è facile toccare gli intoccabili.
Per come la vedo io, che in sostanza sono piuttosto d'accordo con quanto hai scirtto, ho sempre pensato a TMR come ad una provocazione, un modo di affrontare un linguaggio, quello del rock, con le stesse applicazioni della "musica libera ed improvvisata" di scuola jazzistica. Epperò, dici bene tu, qui il jazz (o free jazz, nello specifico) non c'entrano niente.
Quello che voleva fare Van Vliet, suppongo, era piuttosto un esperimento, una catarsi. La leggenda vuole che abbia "obbligato" i musicisti a rimanere in sala di registrazione per 8 mesi, quasi segregati ma, ripeto, questa è la leggenda. Nella realtà, suppongo che le cose siano andate diversamente e che abbia coinvolto un gruppo di persone a lavorare a qualcosa di estremamente "diverso".
Suppongo che fosse chiaro a tutti, per primo al Capitano, che l'operazione sarebbe stata accolta in maniera controversa e forse (dico forse) gli sarebbe piaciuto leggere una critica come questa. Al contrario, all'epoca si gridò al capolavoro, al'estremismo, al dadaismo ell'arte, lasciando che critica e pubblico cadessero ne tranello di Van Vliet.
L musica di TMR è tutta scritta ma, lo sa chiunque mastichi un po' di pentagramma, questo non è sufficiente a definirne la qualità. Se date un foglio di pentagramma a uno che non conosce la musica e gli chiedete di mettere un po' di pallini a cazzo, ci sarà qualcuno in grado di riprodurla su un pianoforte. E' musica scritta ma se avesse anche qualche qualità di piacevolezza, sarebbe piuttosto casuale.
Per questa ragione, suppongo che le partiture siano state "davvero" scritte con parsimonia ed anche che ai session men sia stato chiesto di essere rigorosi. Questo avrebbe scongiurato la possibilità di ragiungere la sembianza di musica tonale che l'imporvvisazione di alcuni musicisti che "jammano" avrebbe portato inevitabilmente.
Poi c'è anche bisogno di contestualizzare: il disco è del 1969 e se fosse uscito solo due anni più tardi non avrebbe avuto lo stesso impatto. Allora, invece, in un momento in cui la musica giovanile si glorificava di grandiose pomposità, un disco come questo rimetteva in sesto l'intero immaginario del rock'n'roll.
Alla fine Matt Groening (papà dei Simpsons) dice l'unica verità su questo dico (che poi è la stessa che tutti qui dentro stiamo ripetendo): quando l'ho ascoltato la prima volta ho pensato che fosse la cosa peggiore che avesse mai ascoltato. Ora lo considera come il miglior disco rock di tutti i tempi".
Pensandoci è proprio questo. Un modo per dimostrare che anche il rock si presta a elaborazioni sperimentali. Poco importa se la genesi è "in partitura" o improvvisata.
La mia personale frase-celebre nei confronti di TMR è la seguente: Un grandissimo disco di rottura... di coglioni!
:-)

Anonimo ha detto...

mica male come modo di smentire chi sostiene che sei un indisnob con la puzza sotto al naso e i gusti preconcetti.
io sono d'accordo con te su questo disco parola per parola. non sono mai riuscito a amarlo, per me è un puro esercizio di stile (anche il nonsense ne ha uno)che non mi dice proprio niente e ogni volta finirlo è una pena. la musica deve dire comunque qualcosa, anche e soprattutto nella complessità e questo a me non dice niente. è facile fare qualcosa di innovativo e di avanguardia facendo qualcosa di brutto, è ovvio che nessuno prima l'abbia fatto. e forse questa volta è proprio che sostiene che è un gran bel disco a essere snob e a giocare d'atteggio.
mauro

silvano ha detto...

Mi cogli impreparato, l'ho ascoltato anni fa, non mi era piaciuto e l'avevo dimenticato. Non mi ricordo molto se non una sensazione di disturbo. Lo riascolterò.

unwise ha detto...

credo che l'imprimatur di Zappa abbia fatto molto di più per rendere famoso questo disco, che non il suo effettivo valore artistico o compositivo. probabilmente il capitano si è goduto l'interesse pubblico inaspettato facendosi anche qualche risata... di sicuro è diventato un disco che "fa figo" avere e (almeno fingere di) apprezzare, un po' come il Karpez di "tre uomini e una gamba"; anche in questo caso il mio falegname, con 30.000 lire lo faceva meglio... :)

ReAnto ha detto...

..è sullo scaffale .

Simone Cavatorta ha detto...

Insomma, qui va a finire che 'sto disco non piace a nessuno!
Ci manca solo che intervenga Scaruffi dicendo che ci ha preso per il culo e siamo a posto! :)

ReAnto ha detto...

oppure il simpaticone di Bertoncelli

DiamondDog ha detto...

Mi unisco al coro unanime, quel disco (ascoltato sempre a spezzoni) non entrerà mai in casa mia. Vade retro.
Quando poi lessi lo Scaruffi (con il quale sono in disaccordo quasi totale, con poche eccezioni fra cui i Pere Ubu) ebbi la conferma definitiva.

sassicaia molotov ha detto...

Io dico pazienza.

Sarà che quel disco ho inziato ad amarlo in tempi, contesti e situazioni e blablabla, ma pur riconoscendo il non facile approccio mi è sempre e da subito sembrata una meravigliosa sborrata di blues, rock e miscugli di droghe varie con cui viaggiare in deltaplano senza carrello.

Per un musicista ci sono almeno 24.567.0000 spunti coi quali scopare il pentagramma; poi magari ognuno ci vede quel che ci vuole vedere.

Altra faccenda, non credo sia necessario avere il fegato di sentire un doppiuo lp dall'inizio alla fine. Sennò datemi chi ha ascoltato "Tales from topographic ocean" degli Yes per intero e vi darò un malato di mente.

Quindi calma.

"Trout mask replica" è un disco ENORME però magari oggi A.D. 2010 se proprio volete dare un'occhiata a quei territori ascoltatevi gli Old Time Relijun e facciamo che va bene così.

sassicaia molotov ha detto...

@Diamond dog: Scaruffi per quanto mi riguarda dovrebbe fare il benzinaio. Ne guadagnerebbe in credibilità.

allelimo ha detto...

Joyello, non ho capito questa parte: "Per questa ragione, suppongo che le partiture siano state "davvero" scritte con parsimonia ed anche che ai session men sia stato chiesto di essere rigorosi."
Perchè "con parsimonia"? Io avrei detto "rigidamente" - oppure non ho capito quello che volevi dire.
sassicaia molotov: scopare il pentagramma, mai provato, ma dubito dia soddisfazione... :)
Però è vero che ci sono alcuni spunti interessanti: il suono delle chitarre, alcune parti di batteria, qualche giro di accordi. Mancano lo stesso le canzoni.
Poi, per me un disco è un tutt'uno, non riesco a separarlo in canzoni più di quanto riesca a separare un libro in capitoli. Voglio dire, di un libro dico che mi è piaciuto oppure no, non che il capitolo 4 è carino ma il 5 è meglio e il 7 è un capolavoro, mentre il 9 è venuto male.
Per un disco, è lo stesso.

thebrixtownmassacre ha detto...

Cazzo: Obama con TMR in mano!! Non ha prezzo :-)

Ecco, io sono una di quelle che ritiene questo disco fondamentale. Mi servirebbero 2 ore e 10 pagine per provare a spiegarne i motivi... Ma il punto del succo del nocciolo del problema, credo sia tutto ciò che è stato scritto su questo disco e che inevitabilmente condiziona le opinioni. Tra l'altro bisogna ricordare che i dischi drastici scaturiscono opinioni drastiche.

La mia fortuna è stata averlo scoperto senza aver letto nulla a riguardo, dopo essere inciampata - e impazzita - con lo splendido "Safe As Milk" (sempre di Beefheart).

Perché sarebbe un album fondamentale? In due parole perché squarcia la testa, letteralmente. Mi ha fatto sentire cose che non immaginavo fossero possibili. Ho sentito fastidio ma anche bellezza, ho sentito dentro un'attitudine unica mai vista prima. Attitudine. Ma non è certo un album da ascoltare nel tragitto casa-ufficio. Si ascolta in altri momenti e nemmeno spesso. Non è quello il punto.

E comunque, pur non ascoltandolo spesso, ci sono diversi pezzi che mi ronzano in testa, spesso, anzi molto spesso... dunque deve per forza contenere melodie tutt'altro che sfuggevoli. Credo che mi abbia sinceramente e musicalmente sconvolta. Magari, se lo avessi scoperto in momento diverso e con pregiudizi diversi non sarebbe successa la stessa cosa, non avrebbe avuto lo stesso impatto...

thebrixtownmassacre ha detto...

PS "pregiudizi diversi" non ha molto senso...!!! intendevo senza pregiudizi. Sono fusa e dopo Allelimo mi fa l'analisi di tutte le parole che scrivo ;)

Comq ricordo che di quest'album mi aveva attirato la copertina, tra le più belle della storia.

allelimo ha detto...

Chiara "thebrixtownmassacre": per fortuna che c'è qualcuno cui questo disco piace :)
Di "Safe as Milk" direi che è un altro disco, qui stavo ragionando di "TMR", a prescindere dagli altri dischi del Capitano, perchè l'unico suo lavoro universalmente riconosciuto come un capolavoro è questo.
E rimanendo a TMR, non ho capito quando secondo te sarebbe giusto ascoltarlo: non spesso e "in altri momenti"? Ma se un disco non ti fa venir voglia di ascoltarlo spesso, ha senso definirlo un capolavoro? Io direi di no.
Ho già riconosciuto la possibile valenza concettuale dell'opera. Il che non fa - per me - un "bel" disco.
E' difficile da ascoltare, certo, e ci sono dentro cose "nuove", nel senso di non fatte prima. Ma anche questo non si traduce automaticamente in una cosa "bella", come già detto anche da altri qui sopra.

A margine, due cose:
1. Tragitto casa-ufficio, perchè no?
Io ci metto circa un'ora all'andata e un'altra al ritorno: salgo in macchina, spengo il cellulare e ascolto musica, che poi in ufficio lavoro, e a casa ci sono moglie e figli.
Riesco così, tutti i giorni, a dedicare un paio di ore all'ascolto della musica, perchè diavolo non dovrebbe andare bene il tragitto casa-ufficio?
2. Non faccio l'analisi di tutto quello che scrivi, ma questo tuo timore potrebbe essere una cosa buona: ti ha costretto a rileggere quello che hai scritto, mica tanti lo fanno! Vuoi vedere che magari mi diventi pure una giornalista migliore?
Ad esempio, oggi ti segnalerei che "scaturire" è un verbo intransitivo :)

brazzz ha detto...

non so,non sono mai riucscito ad avere una opinione su TMR..d un certo 'punto di vista è un disco fondamentale,e brixton lo ha già spiegato bene..dall'altra..mai riuscito ad ascoltarlo tutto..

thebrixtownmassacre ha detto...

Chettepossino Allelimo: ho fatto in passato l'errore di non rileggere commenti scritti su blog ma non certo gli articoli che pubblico... Spero comq di migliorare sempre sia come giornalista che come blogger.

Credo che un disco possa essere considerato un capolavoro anche se non si ha voglia di ascoltarlo spesso. Se per capolavoro intendiamo un album innovativo e diverso da tutto quello fatto prima e in grado di influenzare quello fatto dopo...

Quanto al consiglio di non ascoltarlo nel tragitto casa-ufficio è solo una mia modesta opinione, per come "vivo" TMR... Essendo canzoni che includono una quantità di suoni e di idee davvero overwhelming - così ti faccio incazzare :-) - qualsiasi altra cosa che succede intorno (guidare ecc) mi distrarrebbe troppo per apprezzarlo o ascoltarlo davvero. In genere l'ascolto sul divano con una sigarettina speziata. Questo è solo un mio consiglio, tutto qui. ciao.

allelimo ha detto...

Mah, tutti i dischi che per me sono "capolavori" li ascolto spesso, o li ho ascoltati spesso in passato.
Anche questa cosa dell'influenza, se mi parli di "VU&N" mi vengono in mente un millemila gruppi influenzati da quel disco, per TMR boh.
D'accordo, alcuni aspetti della musica di Pere Ubu, Residents, Sonic Youth sono stati influenzati da questo disco. Ma non mi sembra più di "alcuni aspetti".
Anche "diverso da tutto il resto", per non ripetermi cito le parole scritte poco sopra da mauro: "è facile fare qualcosa di innovativo e di avanguardia facendo qualcosa di brutto, è ovvio che nessuno prima l'abbia fatto."

Capisco che sia molto più figo dire che TMR è bello bellissimo e fondamentale, ma se, come dice brazzz, poi non si riesce ad ascoltarlo, mah...

Sul tragitto casa-ufficio, per me o così o niente. Però ecco, guidare in coda in tangenziale non è proprio una cosa così impegnativa da distrarre da tutto il resto :)

Sull'inglese, seriamente: per parlare con gli inglesi è molto utile, per parlare con gli americani è indispensabile, per parlare con gli italiani, al posto di "overwhelming" preferisco "travolgente". Ma son fisime mie :)

thebrixtownmassacre ha detto...

Boh, non riuscirei ad ascoltare TMR in coda in tangenziale, mi manderebbe scema... forse è lì il problema!

Se fa figo o meno non mi interessa, per me è un grande album di un grande artista che ha saputo parlare solo quando aveva cose da dire per poi dileguarsi dalla scena. Cosa che purtroppo nessuno sa fare, vedi bronto-dino-lestosauri in circolazione.

Uno degli "aspetti" di cui parli è proprio l'attitudine, scusa se mi ripeto ma non riesco a pensare a una parola migliore. Quella ispira più di qualsiasi altra cosa: sono le palle che mancano alla stragrande maggioranza di dischi. E un altro è quel suono di chitarra... mentre scrivo mi viene appunto in mente un riff assurdo, cazz, geniale! E' un disco stracolmo di idee.

Ma non deve piacere per forza, ci mancherebbe. Tra l'altro c'è una moltitudine di gente che nomina TMR senza averlo mai ascoltato, proprio perché, come dici tu, fa figo. Quello mi fa incazzare. Dedicherei a loro il tuo post.

Comq la tua opinione sarà condivisa da molti... soprattutto dalla mia amica Vera che quando glielo suonavo mi odiava e supplicava di smettere :)

Lucien ha detto...

Ho letto con interesse, ma non posso avventare giudizi, perché le devo aver ascoltato (poco) troppo tempo fa, di modo che non ricordo quasi nulla. Già questo potrebbe essere un segnale.
A questo punto, me lo devo procurare...

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

un disco celebratissimo che non ho mai capito. ma nemmeno mi sono sforzato troppo di farlo

Joyello ha detto...

alle, hai ragione, c'è un refuso. La frase corretta dovrebbe aver avuto un "senza" al posto del "con"... ma una serie di copia-cancella-incolla...l'hanno trasformata così.
Ovviamente hai ragione tu: Rigidamente e senza parsimonia.
:-)

Ah, comunque forse una cosa non s'è capita ma... a me TMR piace! :)

Anonimo ha detto...

the brix in che senso "glielo suonavi"?

allelimo ha detto...

Sono d'accordo con thebrixtownmassacre sui lestosauri, sull'onestà/integrità artistica del Capitano e anche sulla dedica a chi reputa TMR un capolavoro senza averlo mai ascoltato.
Poi, per non esagerare con l'essere d'accordo, direi che forse è più condivisibile il parere di chi lo giudica un capolavoro senza averlo ascoltato: se quello che fa di TMR un capolavoro è l'aspetto concettuale di disco volutamente inascoltabile, quello è forse l'atteggiamento più corretto nei suoi confronti :)

thebrixtownmassacre ha detto...

@Allelimo: Wow quanto andamo d'accordo, incredibboli! :)
Allora facciamo che io non lo chiamo capolavoro, che è una parola pesantona e piena di responsabilità. Lo chiamo fondamentale, importante, ha lasciato un bel segno e influenza generazioni future. E comq tieni presente che non tutti lo reputano "volutamente inascoltabile"!

@anonimo: "glielo suonavo" dallo stereo ;-)

EV ha detto...

Eccoci alle solite. Davanti ad un'opera d'arte incomprensibile e/ o inguardabile si grida al genio e al capolavoro. Come detto da qualcuno sopra, si sprecano le lodi tra la grande critica musicale e tra la meno grande, che si adegua per non apparire meno competente o plebea. Come davanti al vestito nuovo dell'imperatore, appunto.
In TMR non c'è niente di ascoltabile, di piacevole, non c'è comunicazione, non c'è musicalità (che a volte riesce a essere presente persino nel puro rumore). Ha tutta l'aria di essere una presa in giro, una parodia, una trappola perfetta per i grandi nomi della critica che hanno gridato al capolavoro. Per me resta inascoltabile e non rintraccio proprio niente del capolavoro nè del lavoro fondamentale. Naturalmente i giudizi sono giudizi e se a te, thebrixtownmassacre, piace davvero così tanto o fa parte del tuo personaggio lo sai solo tu. Io, avendo leggiucchiato qualcosa di tuo, mi permetto di avere qualche dubbio e me ne scuso nello stesso momento in cui li esprimo.
EV

thebrixtownmassacre ha detto...

EV, non ho ben capito quale sia il tuo dubbio e il discorso sul "personaggio". Posso dirti che mi sono fissata con Beefheart molti anni prima che scrivessi di musica e ripeto, ho avuto la gran fortuna di avvicinarmici senza pregiudizi, senza aver letto recensioni di "illustri critici" senza sentire altro che una gran curiosità per un album di Beefheart che non conoscessi ancora e per una trota-uomo fucsia in copertina.

Capisco bene che non possa piacere e si possa trovare anche "sgradevole" in certi punti... ma non capisco come si possa negare in modo così assoluto che abbia idee pazzesche di chitarra e dire sia tutto inascoltabile.

Una curiosità, le altre cose di Beefheart vi piacciono un minimo? Per dire Ice Cream for Crow? Magari vi fa schifo di default la sua voce e quel beat isterico e quelle liriche assurde e allora diventa ancora più difficile l'ascolto?

vabò quel che penso l'ho detto da un pezzo inutile ripetermi. Però dare del personaggio a chi ha gusti diversi è un altro bel pregiudizio ;-) ciao!

brazzz ha detto...

ice cream è un disco bellissimo,se vuoi un parere..riguardo a TMR..credo sarebbe interessante leggere,nella biografia di Zappa scritta da Barry Miles,il capitolo dedicato alla nascita dell'album..

Webbaticy ha detto...

Secondo me gli ultimi tre dischi che fece sono i migliori in assoluto, in particolare un bootleg live del 1981 su cui ho fatto un post tempo fa mi fa impazzire. Credo che l'ultimo CB abbia "inventato" il math-rock e chissà cos'altro avrebbe potuto fare se non si fosse ritirato a soli 40 anni.
Di TMR posso capire che le varie leggende e gli ingombranti scritti ad esso dedicati possano fuorviare (specialmente per chi pensa che PS farebbe meglio a fare il benzinaio o darsi all'ippica), è un rompicapo di dolorosa rottura e non l'ho sentito più di un paio di volte, per questo non mi sento di esprimere un parere diretto....

EV ha detto...

Conosco e amo molto gli altri dischi del Capitano.
Trovo TMR uno scherzo, un' esasperazione senza senso voluta e cercata dall'autonomia ritmica di ognuno degli strumenti (che suonano spesso, come dichiarato, a caso) e della voce (sempre magnifica) e dalla destrutturazione integrale, un gioco isterico senza contenuto oltre alla volontà di creare qualcosa di inaccessibile, caotico e insensato, oltre che fine a sè stesso.
Come diceva il grande Frank, parlare di musica è come ballare di architettura, ma io sono convinto che questa del Capitano sia stata solo una provocazione e che abbia riso tanto delle grida al miracolo dei grandi nomi. In questa chiave di lettura TMR è un capolavoro certamente, di ironia, di gioco, di superiorità ma non di musica.
Ovviamente rispetto chi ha gusti diversi dai miei, mi succede troppo spesso di uscirci a cena per non farlo. Da quello che ho letto di tuo, però, mi permetto di avere qualche dubbio sulle motivazioni che generano il tuo amore per questo disco. Però ti prego, non cominciamo una polemica personale, i miei dubbi resterebbero tali e la tua antipatia per me crescerebbe a dismisura.
Ciao, EV

allelimo ha detto...

Scusate, mi permetto di puntualizzare che qui stiamo parlando di TMR, non degli altri dischi di Captain Beefheart. Che sono anche bellissimi o bruttissimi, ma nessuno li ha mai citati come "capolavori della storia del rock" (ahemm...)

Riprendo una mia frase precedente:
"Di "Safe as Milk" [e di tutti gli altri dischi di Captain Beefheart] direi che è un altro disco, qui stavo ragionando di "TMR", a prescindere dagli altri dischi del Capitano, perchè l'unico suo lavoro universalmente riconosciuto come un capolavoro è questo."

Webbaticy ha detto...

Bè e che è sta storia?
Non si può provocà nè divagà? :-)

allelimo ha detto...

No no, è solo che mi sembra ininfluente rispetto all'argomento, che non è "Captain Beefheart è un genio?" ma "TMR è un capolavoro?"
La risposta mi sembra possa e debba tranquillamente prescindere dalla bellezza o bruttezza dei dischi che non sono TMR :)

Maurizio Pratelli ha detto...

non lo ascolto da tempo immemore.....

Simone Cavatorta ha detto...

Sul fatto che questo disco non abbia influenzato nessuno mi viene da dire "meno male!" O meglio, qualche influenza l'avrà anche avuta - mi vengono in mente alcune cose di Tom Waits - ma mai con esiti così radicali.
Un caso analogo è quello di Metal Machine Music (anche lì c'è chi ha gridato al capolavoro).
Generalizzando un po', direi che quando un artista rompe completamente con la tradizione e propone un linguaggio nuovo, la cosa viene considerata in sè e per sè una conquista, per cui si parla di "rottura degli schemi", "rivoluzione", addirittura di "progresso". Ma come abbiamo già ampiamente detto, nuovo non è automaticamente sinonimo di bello.
Mi vengono in mente, nella pittura, i tagli di Fontana, oppure i quadri avvolti in sacchi di plastica nera di Schifano, per non parlare della "merda d'autore" di non so chi.
Nella classica, invece, mi viene in mente la rivoluzione dodecafonica di Schönberg, che ha portato la musica contemporanea ad essere un fenomeno per addetti ai lavori, visto che all'ascoltatore medio (me compreso) risulta semplicemente insopportabile.
Per quanto riguarda la letteratura, poi, mi viene in mente il flusso di coscienza di Joyce, che all'epoca venne salutato dai critici come rivoluzione da cui non si sarebbe mai tornati indietro, nel senso che - a loro avviso - da lì in avanti gli scrittori "seri" avrebbero potuto scrivere solo così (un po' come è avvenuto con la dodecafonia per quasi tutti i compositori "seri"). Be', grazie a Dio, per la letteratura non è stato così. Perchè poi, in effetti, l'Ulisse di Joyce è anche bello o è solo importante? Premetto che io ne ho letto solo alcune parti per cui non posso giudicare (stesso impatto di TMR ma potenziato per mille), però mi pare che anche alcuni critici, oggi, si pongano il problema. Più di una volta, infatti, ho sentito parlare di 'sto libro in termini di opera capitale ma, allo stesso tempo, poco fruibile, farragginosa... un commento che mi è rimasto impresso è che quello stile, oggi come oggi, è un "ramo secco della letteratura"... così come TMR, forse, è un ramo secco della musica, con tutta l'importanza storica che comunque è giusto attribuirgli.

Anonimo ha detto...

Concordo con EV, il cuoredibue ha preso per il culo il mondo della critica musicale e loro ci sono cascati in pieno!
Andrea

Il Sugna ha detto...

e il duo di piadena ?

Anonimo ha detto...

Ma parlare solo di quello che si conosce, o che comunque si comprende, no eh?

EV ha detto...

Scusa anonimo, ma chi ti ha riferito che qui si parli di ciò che non si conosce? E chi ti fa credere che qualcosa non piace perchè non si comprende? Se ti sforzassi forse potresti tu comprendere che è possibile che qualcosa non piaccia pur conoscendola e avendoci messo il tempo, la voglia e la caparbietà di comprenderla, leggendo anche quanto scritto a larghe mani dalla critica e non solo.
Per cui, anonimo, accetta con rassegnazione l'idea che quello che a te piace possa anche non piacere per motivi diversi dall'ignoranza o dalla stupidità.
EV

allelimo ha detto...

Grazie EV, ho deciso da qualche tempo di non rispondere più agli anonimi, ma la tua risposta qui sopra è esattamente quella che avrei scritto io :)

Anonimo ha detto...

E' la chiave di lettura che date (alcuni di voi, sicuramente non tu che ti sei punto, EV, e nemmeno il buon allelimo) che trovo sbagliata ed è riassunta così: "il cuoredibue ha preso per il culo il mondo della critica musicale e loro ci sono cascati in pieno!".
Questo concetto travalica il fatto che possa un'opera piacere o meno (cosa legittima e rispettabile, ovviamente), ma giunge a considerare quell'opera come una non opera, uno scherzo, una boutade, una casuale accozzaglia di suoni! Come se ci fosse una regola invariabile nella sequenza di note, stravolta la quale non è più nemmeno musica.
Tutto può essere musica, la storia della musica "popolare" (intesa a 360°) degli ultimi 30-40 anni ha dimostrato che può esserlo anche il mero rumore (potrei citare decine di esempi di artisti, anche da voi sicuramente apprezzati).
Altrimenti la musica sarebbe un elemento statico ed invariabile, quando invece a mio avviso l'arte musicale c'è soprattutto quando si inventa qualcosa e si "gioca" con le forme musicali (esattamente quello che succede in questo disco, che forse ha il solo difetto di essere sin troppo innovativo e sperimentale, tanto che ancora oggi deve essere integralmente assimilato - che poi possa non piacere a qualcuno o a molti è un altro discorso). Negli altri casi c'è sterile ripetizione di quanto creato da altri, cioè a mio avviso mero inutile intrattenimento.
Ecco, mi è partita quella infelice frase (e mi scuso) perché qui leggo di solito interventi ben più aperti ed illuminati, e mi sembrava strano leggere certi commenti (in effetti solo alcuni), scusate se lo scrivo, un pò banalotti.
Spero di essere stato un pò più chiaro stavolta. Non volevo attaccare nessuno in particolare, meno che mai Allelimo che seguo da tempo in questo bel blog.
E non sono nemmeno un fan del capitano, nè mi azzardo ad affermare che nei miei ascolti preferiti ci sia TMR, che sinceramente mi piace ma non integralmente. Mi piacciono diverse tracce (alcune sono bellissime a mio avviso), ma altre le trovo anch'io ostiche e cerebrali. Capisco, insomma il punto di vista di chi lo trova difficile da reggere dall'inizio alla fine.
Pace.
Ah, prima o poi mi registrerò pure io, così non sarò il solito anonimo cui non rispondete!
:-)

allelimo ha detto...

Futuro non più anonimo: il punto principale dell'identificarsi come non anonimi è semplicemente la possibilità di farsi riconoscere, senza equivoci :)
Ad esempio, mi sembra di capire che tu sia lo stesso anonimo del lapidario commento precedente: io non avrei mai pensato che i due ultimi anonimi interventi fossero stati scritti dalla stessa persona.

Sinceramente però: a volte sperimenti e innovi, ma sei semplicemente sulla strada sbagliata. Mica tutto quello che è "nuovo" e "avanguardia" deve essere automaticamente valido (o non valido).
Non so, dopo la registrazione su nastro "open reel" si è passati alla musicassetta ed allo stero8. Beh, chi ha inventato lo stero8 aveva sperimentato ed innovato, ma il formato è morto così in fretta che non so quanti se ne ricordino adesso :)
A me, TMR fa l'effetto di uno stereo8, di un Betamax, di un mini-Disk o di un Laser Disc: tutti prodotti innovativi, sì, ma che andavano nella direzione sbagliata!

Simone Cavatorta: mi sembrano calzanti i vari esempi (la merda di autore era di Piero Manzoni), in particolare quello di "Metal Machine Music".
Lou Reed ha scritto quello che è il "mio" disco preferito in assoluto, "VU&N".
Lester Bangs scriveva meraviglie di MMM.
Anche secondo Scaruffi è uno dei migliori dischi di Lou Reed.
A me, sinceramente, mi sembra ancora peggio di TMR, posto che si possa fare una classifica di questo tipo. E' un altro disco fatto per NON essere ascoltato. Mi adeguo, e non lo ascolto.
Ce l'ho, eh. L'ho anche "messo su" una volta. Poi basta.
Perchè ok la provocazione, la ricerca concettuale, la provocazione, l'importanza, l'influenza su quello che viene dopo e "épater le bourgeois", ma se un disco non è fatto per essere ascoltato, non ascoltiamolo e morta lì.

Anonimo ha detto...

Va beh, ma il parallelismo con Metal Music Machine mi pare alquanto ardito. Quest'ultimo non l'ho mai ascoltato, perché ho sempre letto essersi trattato di un qualcosa (?) realizzato da Reed in rotta di collisione con la casa discografica. Dovendo necessariamente pubblicare un nuovo lavoro, per ripicca registrò dei suoni improvvisati ad minchiam, e li diede alla casa discografica. Una mera provocazione, quindi.
Che poi qualcuno, al solito per distinguersi, ne scriva in modo positivo è possibile, ma qui è una parte credo assolutamente minoritaria (giusto il solito scaruffi, e chi altri? Ecco cosa scrive tra l'altro scaruffi: "Reed genera cacofonie astratte che non hanno alcun svolgimento logico", che poi come faccia a valutarlo quale la cosa migliore di Reed resta un mistero, anzi a dire il vero no, si capisce benissimo perché lo fa).
TMR non c'entra proprio nulla con la musica cacofonica, con un'opera meramente concettale-illogica (vediamo chi l'ascolterà!), con la evidente provocazione Reediana.
TMR ha dei brani con una struttura certamente non improvvisata (o comunque mai pienamente), non è frutto del caso o del caos. Non la vedo opera meramente provocatoria, ha dei suoni e dei limiti ben fissati. Si capisce che c'è un impianto sonoro, logico, ben definito. Che c'è un lavoro umano dietro, che poi porti ad un risultato più o meno piacevole per alcuni, o per molti, è un altro discorso.
Ripeto secondo me qual'è il problema: è troppo innovativo, ha saltato interi decenni di sviluppo e metamorfosi musicali, ha anticipato gli sviluppi futuri talmente tanto che ancora oggi è avanti e viene percepito da molti come un qualcosa di alieno, di troppo strano, di inusuale.
Un pò la reazione che ci può essere tutt'oggi nei confronti di certi lavori di Frank Zappa, ancora troppo innovativi e strani per trovare ampi consensi di ascolto.
Ma io, ad esempio, quando sento alcuni recenti lavori di Waits ci sento parecchio di TMR, soprattutto per l'uso della voce.
Direzione sbagliata non direi proprio, insomma, direzione da salto nel buio forse si.
Ma per dire, anche certi lavori dell'immenso Tim Buckley sono tutt'ora anni luce avanti rispetto all'evoluzione cantautoriale. Non trovo epigoni rispetto ad opere quali "Lorca" o "Starsailor". Troppo avanti anche oggi, ma non mi sognerei mai di dire che sono mere provocazioni o che sono inascoltabili.

Webbaticy ha detto...

D'accordissimo su Tim Buckley. Quei due dischi che citi sono così "avanti" che anche oggi non sono capiti, e nemmeno da me che preferisco sempre buttarmi nella calda e felicissima sicurezza di un Dream Letter o di un Happy/Sad. Ma prima o poi mi metterò in pari anch'io :-)

allelimo ha detto...

Dalla fine: certo che "Lorca" o "Starsailor" non sono nè provocazioni nè inascoltabili. Ma non c'entrano neanche una beata cippa con TMR, nè musicalmente nè concettualmente.
Per me TMR non è "avanti", è semplicemente di lato, su una strada senza uscita.
"Avanti" erano, non so, i Velvet Underground che in pieno "flower power" cantavano di eroina e rapporti sadomaso, e suonavano cose come "Sister Ray".
Oppure i Neu! che nei primi anni '70 anticipavano la new-wave di 10 anni e gli Stereolab di 20 anni.

O magari TMR è così avanti che non siamo ancora arrivati a metterci in pari con quel disco?
Per quanto mi riguarda, spero di no...
MMM e TMR, scusami, ma prima di paragonarli fai come ho fatto io, ascoltali tutti e due. Se no, mi viene voglia di rimandarti a leggere il tuo primo commento... :)

Anonimo ha detto...

Ahahaha, grande allelimo! :-)
Hai proprio ragione, dovrò provare ad ascoltare anche MMM.
In realtà, sapendo già che è una stro***ta dichiarata, senza logica e cacofonica, non ne ho mai avuto voglia.
Ma credimi, lo farò, deciso. :)
Il paragone con i due dischi di Buckley non era, ovviamente, riferito alla sostanza della materia musicale (diversissima con TMR), ma solo per dire che ci sono lavori così innovativi che a distanza di 40 anni possono comunque considerarsi "attualmente" rivoluzionari.
@Webbaticy: prima o poi però mettiti in pari con "Lorca" e soprattutto "Starsailor". Sono sicuramente meno ostici di TMR. (ho scritto recentemente sul tuo ottimo tuning maze 3.0 a proposito di Matt Elliott, ovviamente da anonimo :-) ).
Dai, datemi un nome che vi piace, così mi registro. Mi sono stufato di restare anonimo.

Webbaticy ha detto...

Sono un grande amante di TB e non credere che disdegni quei due dischi. Li trovo fantasiosi ed avanguardistici, però resto più legato alle cose più melodiche che ha fatto. Ovvio che non si può stilare un paragone con CB, chè sono due cose lontane anni luce.

Ora ho capito chi sei, (è ora che ti disanonimi) direi di lanciare un sondaggio fra i lettori di PTB su che nome assegnarti.

A me la prima cosa che è venuta in mente, è una cazzata, però mi fa ridere: "Natale in casa Wizzent" di Elio e Le Storie Tese, in cui compare un personaggio che si chiama "Ottorottokk". Come ti sembra? :-)

Anonimo ha detto...

Mi piace l'idea del sondaggio.
Ottorottokk sarà la prima opzione, allora (mmh.....).
:-)

Anonimo ha detto...

Beh? Non mi vorrete fare registrare davvero col nick "Ottorottokk"? :-)
Dai su, almeno tu Allelimo, spara un nome, dai. :)
Io direi "Liarloser".

Anonimo ha detto...

Ah, sto ascoltando (ovvero, subendo) per colpa tua Metal Music Machine!
Esattamente come me lo aspettavo, e come potrei registrarlo anch'io!
:-)

Traumatons ha detto...

Ahahahah...Son d'accordissimo con te! Lo comprai in vinile anni fa e non son mai stato in grado di finirlo sto disco. Non che non ascolti roba ostica, anzi, tra i miei album preferiti c'è roba altrettanto inascoltabile ( Royal Trux, Earth, ecc ecc ) ma qui , a parte "Moonlight On Vernmont", mi sembran le prove che facevam noi a 14 anni dove nessuno era in grado di andar a tempo ecc ecc...Poi de gustibus.

sassicaia molotov ha detto...

@Allelimo: non mettere limiti a cosa può dare soddisfazione :-)
per quanto riguarda TMR, è proprio l'insieme dell'album la sua forza, ma credo che il mio giudizio dipenda dal fatto che i miei primi ascolti risalgono alla metà degli anni '70 quando si era più abituati ad ascoltare certe sperimentazioni oppure (e questo è un mio parere) in gioventù si è più aperti e disposti ad entrare in territori ostici e sconosciuti.
La sperimentazione attuale è completamente differente nell'approccio e nel contesto e posso capire che ascoltare TMR oggi sia molto molto difficile.
Probabilmente può calzare l'esempio dell'aratro che una volta tracciato il solco viene messo da parte ad arrugginire.
Per me, comunque, resta un grande disco.

allelimo ha detto...

sassicaia molotov: scusa ma quanti anni hai? Non so perchè ma mi ero messo in testa che fossimo grosso modo coetanei.
Se è così e tu a metà anni '70 ascoltavi TMR, beh, complimenti vivissimi. Io a 12 anni (1975) ero più o meno arrivato a "Ma che mu, ma che mu, ma che musica maestro" di Raffella Carrà :)
L'esempio dell'aratro mi sembra bello, dubito però che il vinile o il cd di TMR possano arrugginire, dici che vale la pena di fare la prova?

Johnny Basement ha detto...

sempre a scrivere minchiate, vedo! maricon! ;))) e ti vogliamo bene, è inutile che dici di no!

allelimo ha detto...

Guarda, scrivere minchiate è la mia specialità, se poi per questo qualcuno mi vuole bene non lo so :)
Però usare "maricon" ("finocchio") come insulto, beh, è straordinario.
Posso suggerire altre varianti in lingua, per le prossime occasioni: "negro" ma in inglese ("nigger"), "terrone" ma in milanese ("terùn"), "comunista" ma in francese ("communiste"), "ebreo" ma in tedesco ("jude"), "leghista" ma in arabo ("الدوري") e via non-politicallycorrect-eggiando...

sassicaia molotov ha detto...

@Allelimo: ho avuto un buon tutore in mio padre che mi ha tirato su con una pila infinita di 45 giri e un mangiadischi negli anni '60. C'è chi deve sorbirsi babbi ubriachi & maneschi, a me è andata meglio.
In effetti a 11 anni ero infatuato di Roxy & elsewhere di Zappa ed avevo qualche problema di interrelazione coi miei coetanei.

allelimo ha detto...

sassicaia molotov: ti rinnovo i complimenti, il mio primo ascolto "serio" è stato "Wish you were here" a tredici anni (e non l'avevo mica capito...)

Anonimo ha detto...

Se per "inventare" si intende "tirare fuori qualcosa di nuovo dal nulla" non solo Beefheart non ha inventato niente, ma credo proprio che nessuno mai lo abbia fatto.
Il discorso allora è capire cosa identifica il genio come tale, e le strade da percorrere che mi balzano subito in mente sono 2:
1) Il genio è colui che sa ridescrivere il mondo che lo circonda per farne qualcosa di artisticamente bello; più è bello, più comunica sensazioni piacevoli o crea luoghi di incontro emotivi, più il creatore è geniale.
2) Il genio è colui che sa ridescrivere in maniera artisticamente originale il mondo che lo circonda, che diventa il SUO mondo. Detta filosoficamente è il soggetto che si appropria dell'oggetto. L'uomo che si avvicina all'essere Dio. Più è originale e autentico il suo prodotto, più è geniale il produttore.
Ora qui si entra nel terreno del relativo, poichè non c'è niente e nessuno in grado di dire esattamente quale delle 2 opzioni, o magari la sintesi tra le 2, sia quella giusta; è una questione di scelta personale. Ognuno la orienta in base al proprio carattere.
E ' chiaro che Beefheart è l'imperatore visionario dei geni del 2° tipo. Il re indiscusso. Fare qualcosa di bello è l'ultima cosa che gli passa per la testa. Il Capitano "vomita" quello che sente nella maniera più sincera possibile, assicurandosi che tutto, ma proprio tutto, venga espulso. E lo fa attraverso una forma, e qui sta il nocciolo della sua genialità, che non è una forma: una non-forma, o meglio, una sintesi estremamente sconvolta di tutte le forme conosciute; la musica di Beefheart è pura sostanza, vere e proprie ondate di spirito che travolgono l'ascoltatore. L'obiettivo è sfondare la linea sgretolando ogni barriera precostituita per penetrare nelle viscere, sondare ed esplorare sezioni sconosciute e tenebrose, e senza una seconda finalità premeditata. L'istinto da solo guiderà.
Ma il Capitano non pensa nulla di tutto questo. Nè prima nè dopo averlo fatto.
Ridescrivo: Il Capitano sente e "crea" quello che sente. Sente lo spirito del negro schiavo, la foga e la schizofrenia di un maniaco, e crea Trout Mask Replica.
Il più grande disco rock di tutti i tempi.