lunedì 20 settembre 2010

Horomusic WJE 168 Arte



Si è svolta a Milano, dal 16 al 19 settembre 2010 la 23a edizione di "Top Audio Video Show"
Nella prestigiosa sede dell'Atahotel Quark di Via Lampedusa 11/A si sono dati appuntamento i più noti truff produttori di apparecchiature audio e video "Hi-End".

Grandissimo il successo riscosso dal nuovo giradischi ("piatto" per gli intenditori) di Horomusic: il WJE 168 Arte, che alla modica cifra di 35.000 euro circa propone un piatto accordabile (?) con una serie di caratteristiche tecnico-fuffiche che impallidiscono di fronte al vero colpo di genio: il braccio accordabile costruito con un archetto per violino.

E' evidente come il modello 168 Arte sia però indicato per ascoltare soprattutto musica classica: i risultati migliori si ottengono accordando il piatto (?) e il braccio sulla tonalità della composizione da ascoltare. [1]

Ma noi siamo riusciti ad entrare nel sito di Horomusic tramite hackeraggio dell'indirizzo ip [2] e siamo quindi in grado di svelarvi le prossime uscite della serie WJE 168, studiate dalla casa produttrice per venire incontro alle esigenze di tutti gli appassionati di musica.

WJE 168 Dark
Il braccio accordabile è costruito con legno di bara stagionato in cripta dei cappuccini (generica).
Le risonanze della musica di Bauhaus e Cure non sono mai state così oscure e funebri come con questo piatto.

WJE 168 Classic Rock
Il braccio accordabile, costruito in legno di botte di whisky bevuto da Keith Richards nel 1975, suona solo dischi registrati fino a tale data, autodistruggendosi non appena messo a contatto con un disco prodotto in seguito.

WJE 168 BS
Edizione tra le più ricercate dagli appassionati: il braccio accordabile è fatto in sudore rappreso di Boss. Caratteristica aggiuntiva del modello è la tipica pesantezza della base, che deve esere posata in loco dalla gru di sollevamento dei razzi Saturn V di Cape Canaveral.
Il modello si rifiuta di spegnersi prima di 3 ore, quindi assicuratevi di avere abbastanza tempo libero quando lo accendete.

WJE 168 Punk
Il braccetto accordabile è costruito in spille da balia usate e indossa chiodo e anfibi di ordinanza. Sputa adosso a chiunque si avvicini a meno di tre metri dall'apparecchio.

WJE 168 Avant-Garde
Il braccetto accordabile è costruito in materiale immaginario, così come il piatto. Con questa versione potete immaginare di ascoltare un disco e godervi la purezza dell'idea, senza perdere tempo con la sua realizzazione.

WJE 168 Doom-Noise-Drone-Glitch
Il braccetto accordabile è costruito con il braccetto di una fonovaligia Geloso del 1960. La puntina non c'è, tanto non serve: suonateci un disco qualsiasi e questo modello ve lo trasforma in un'esperienza doom-noise-drone-glitch indimenticabile.


Note e links:
[1] Quando ci si mette d'impegno, si può riuscire a credere a tutto...

[2] Con il solito trucco del 127.0.0.1, funziona ancora!

25 commenti:

Sull'Amaca ha detto...

e in abbinamento quale amplificatore e casse sono consigliati?

Anonimo ha detto...

TECNICO-FUFFICHE FOR EVER!

Harmonica ha detto...

E per il pop di classe? Un bel braccio d'oro non è previsto?

Euterpe ha detto...

Per il braccio di sudore rappreso ( forse meglio solidificato) del Boss,sono pronto a fare una pazzia.

silvano ha detto...

Avrei scommesso che avresti fatto una polemica sui cavi, anche se devo ammettere l'archetto-braccio ha una sua grandiosità.
Comunque per rimediare alla delusione ecco qui un piccolo assaggio dallo straordinario universo dei cavi:

La serie Kimber Select nasce dall'esigenza del fondatore Ray Kimber di ottenere cavi di segnale e di potenza senza alcun compromesso. Nulla viene lasciato al caso: reparti di ricerca e sviluppo che lavorano ininterrottamente, impiego di materie prime come rame e argento con un grado di purezza elevato, isolamento totale grazie ai materiali utilizzati e dalle sofisticate geometrie brevettate.

Kimber Select rappresenta la perfetta unione tra passione, scienza e devozione, un'unione priva di fronzoli e limiti che ha portato a prodotti che oggi sono considerati il Sacro Graal delle interconnessioni di segnale e potenza.


La nuova serie KS 60xx è il risultato finale delle ricerche di Ray Kimber verso il raggiungimento del cavo di potenza ideale. Questa serie è costituita da tre modelli che si differenziano per il materiale conduttore utilizzato e i connettori, pur condividendo le tecnologie VariStrand, Solid Core e X38R, il materiale dielettrico privo di pigmentazione, la geometria dei conduttori a matrice multi strato.


I cavi vengono assemblati a mano a Ogden, nello Utah, Stati Uniti d'America, da un team di artigiani altamente specializzato verso il quale Ray Kimber nutre la più totale fiducia.

Joyello ha detto...

ho già ordinato il WJE 168 Avant-Garde.
:-)

allelimo ha detto...

Ho fatto un giro veloce tra i produttori linkati come partecipanti alla manifestazione (schiacciando a caso qualche link)
Per l'ampli, ho trovato il produttore Ayon, che propone il finale stereo (50 w)/mono (100 w) Odin a 17.450 euro, da abbinare al pre Polaris II a 28.990 euro.
Il sistemino con 100+100 w viene in totale poco meno di 64.000 euro.
Però il finale possiede "Valvole che in questo nuovo modello sono usate in configurazione single-ended parallelo per raggiungere ben 50 watt in purissima classe A, non viene applicato nessun tasso di controreazione negativa"
Mentre il pre possiede "2 telai con alimentazione valvolare separata con rigenerazione forma d'onda interamente valvolare"

Li abbinerei al diffusore Q5 della Magico "interamente in alluminio lavorato con CNC. Ogni diffusore pesa circa 200Kg!" e soprattutto "monta il secondo tweeter sviluppato dalla Magico. Si tratta di un componente a cupola rovesciata capace di una risposta in frequenza estesa fino a 50KHz e che mostra bassissimi livelli di distorsione", per la modica cifra di 50.000 euro circa.

La cosa fantastica è che di tutto quello che ho appena scritto non ho dovuto inventare niente... :)

Webbaticy ha detto...

Tutta gente che ha soldi da buttare via, dai...

allelimo ha detto...

Il modello per il pop di classe (WJE 168 ClassPop) è in fase di progettazione. Sembra sia dotato di braccetto accordabile in tek marino ricavato da motoscafi Riva originali anni '60, con puzza sotto il naso, monocolo e ascènto franscèse.

I cavi consigliati da silvano sono il complemento ideale agli apparecchi citati fin'ora.
Una veloce ricerca mi ha permesso di recuperarne il prezzo, che non arriva neppure a 10.000 euro per metro lineare (KS6068 da 0,9 metri a soli 9.135 euro...)

fra cristoforo ha detto...

Ma come abbiamo fatto sino ad oggi senza? Ma, allora, non abbiamo mai ascoltato la musica, l'abbiamo solo storpiata con i nostri miserrimi impiantini da due euro spaccati. Ma, cribbio, che qualcuno mi presti per un giorno almeno uno di questi gioiellini valvolari. Io devo sentire com'è la musica, almeno una volta!

Harmonica ha detto...

e no, il braccetto deve essere in osso di bacharach, altrimenti nisba.

Anonimo ha detto...

Dire che non c'è differenza da indisnob prevenuti.
C'è.
Ma la differenza, anche dopo aver avuto l'onore di provarla, non mki ha convinto che i mie attrezzi da ascoltatore non siano degni e capaci di farmi ascoltare ogni suono inciso nei miei dischi.
Del resto, quando ci sono i puristi di un qualcosa, quel qualcosa tende a germogliare all'inverosimile. Contenti loro, contenti tutti.

allelimo ha detto...

Indie-snob prevenuto, sono io, presente!
Però direi che, più che snob o puristi, serve essere completamente rincoglioniti per spendere 1.000 euro per un metro di cavo o 50.000 euro per un amplificatore.
Poi è vero, contenti loro, contenti tutti, ma a me queste cose continuano a farmi ridere ogni volta che mi ci imbatto: questo post è nato da un articolo sul "Top Audio Video Show" che ho visto sul Magazine del Corriere della Sera.

Harmonica: minchia che cattiveria, Burt è ancora vivo! Questo è essere pop-stronz, non pop-snob :)

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo sull'assurdità di spendere tanto.
Ma proporzionalmente si può dire che sia la stessa che spendere quasi 1000 euro per un cellulare. Diciamo che chi ha tanti soldi, può spenderli anche così. Almeno è un impianto che ti rimane per una vita e se sei un ascoltatore iperpurista non li rimpiangi. Io certamente non ne spenso neanche 500 per un cavo, però a ognuno il suo. Voglio dire, per me comprarsi una macchina da 100.000 euro è una stronzata ancora più grande, sono punti di vista. Quello che dico è che, nell'assurdità che appare a una persona "media" spendere queste cifre per strumentazione audio, se ti trovi a casa di qualcuno che ce l'ha la differenza la senti. Questo non vuol dire che senza tutto questo l'ascolto sia scadenze, a me va benissimo così.

allelimo ha detto...

Direi di no.
Spendere tanto, posso capire. Spendere tantissimo, a fatica ma posso ancora capire.
Dopo, basta.
Perchè proporzionalmente un impianto da 150.000 euro è la stessa cosa di un cellulare da 50.000, non di uno da mille.
Chi ha tanti soldi può farne quello che vuole, ma una truffa rimane una truffa: se compro una Ferrari, vado in pista e arriva a 300 km/h.
Se compro casse con "una risposta in frequenza estesa fino a 50KHz", date le orecchie umane e gli strumenti musicali, non me ne faccio un cazzo. Perchè non c'è modo di ascoltarli, i 50Khz...
I "telai con alimentazione valvolare separata con rigenerazione forma d'onda interamente valvolare" e il "tasso di controreazione negativa", sono fuffa pseudo-tecnologica: patafisica.
Dei cavi, per non riscrivere le solite cose, ne ho già parlato e rimando qui :)

il garage di Joe ha detto...

rimane sempre il solito assioma:

chi ama la bella musica, un bel disco, un bel pezzo, lo ama anche ascoltato da una radiolina cinese da 3 euro. chi ama il suono, il sonoro, è un altro discorso. la musica prescinde dal sonoro.
spendere anche 2000 euro per un impianto non signfica affatto amare la musica.

Anonimo ha detto...

Spendere 2000 euro per un impianto non significa amare la musica.
Ma è difficile che chi ama la musica e quindi ascoltarla lo faccia su una radiolina cinese da 3 uero.
Esiste sempre la giusta via di mezzo, non esageriamo. Nè spendere milioni nè ascoltarla senza sentire la metà dei suoni.
Certe cose rasentano il ridicolo e sono chiaramente prese per i fondelli (non che mi dispiaccia per chi ci si fa prendere), però è vero che c'è un abisso tra ascoltare musica con le cassine a pile e ascoltarla con delle casse di buona qualità. E questo rimanendo sempre su costi logici e accetabili, non certo quelli raccontati nel post. Tutto il resto è affare di chi ritiene che la propria qualità di ascoltatore, ma anche di persona, dipenda da quanti soldi ha speso per esserlo.
S.

allelimo ha detto...

Postulato dell'audiofilo:
Chi spende millemila euro per "lo stereo", poi ascolta lo stereo, non la musica.
Postulato della radiolina cinese:
Chi ascolta la musica sulla radiolina da 3 euro, non avendo senso ascoltare la radiolina, deve per forza ascoltare (anche male, eh) la musica.
Teorema di allelimo:
Io, dovendo proprio scegliere tra le due cose, scelgo la seconda.
Corollario al Teorema di allelimo:
Chi spende 50.000 euro per un amplificatore è completamente rincoglionito. Ricco, eh, ma rincoglionito.

Zib ha detto...

Scusa eh, una precisazione su
"...una risposta in frequenza estesa fino a 50KHz", date le orecchie umane e gli strumenti musicali, non me ne faccio un cazzo. Perchè non c'è modo di ascoltarli, i 50Khz...":
I suoni a 50kHz l'orecchio umano non li sente, però i 50kHz risuonano con le altre frequenze in un ambiente modificandole, rendendo il suono più ricco. Le frequenze non sono indipendenti fra loro: il fatto che una frequenza non sia udibile non vuol dire che non influenzi le altre che invece lo sono, sovrapponendosi ad esse. vedi un concerto suonato con la stessa identica strumentazione e dal vivo ascoltato in un auditorium o in un teatrino: la geometria modifica collettivamente tutte le frequenze, tra cui anche i 50kHz.
Questo non per dire che spendere 50.000 euro per un amplificatore sia giusto o sbagliato (io non li spenderei neanche per l'impianto intero), ma che è meglio andarci piano a dire che sono bidoni creati per rincoglioniti che abboccano comprando prodotti con nomi molto fighi e che in realtà sono delle colossali prese per il culo. Attenzione a dire questo, puoi criticare chi spende milioni per migliorare il suono all'inverosimile, ma bisogna essere molto molto competenti (non musicalmente) per poter dire che non esiste alcuna differenza nell'ascolto. Non è affatto vero. Puoi dire che per te non ne vale assolutamente la pena e io sono d'accordo con te.
E sono d'accordo comunque con chi ha scritto che comprare un SUV da 100.000 euro è una stronzata ben maggiore. Questo a mio parere, ovviamente.
Poi la storia della radiolina mi sembra retorica esasperata. Su una radiolina cinese da 3 euro ascolti di merda la musica e se sei un ascoltatore persino non appassionato, in proporzione a quanto puoi permetterti e vuoi spenderci, di sicuro la sostituisci con qualcosa di decente.

silvano ha detto...

Sei un terribile snob cagacazzo Ale, però sei simpatico e tutto tranne che stupido. Epperò come faceva notare uno degli anonimi è più una stronzata spendere 100000 euro per un'auto che non 10 o 20 mila euro se ami la musica. Non essere capzioso quello che ho detto prima non significa che chi non li spende (i 10 o 20mila) non ami la musica...Si possono con gusto spendere poche centinaia di euro e ascoltare in modo corretto e dignitoso. La storia della radiolina da 3 euro è terribilmente snob. Non diciamo cazzate con un signor impianto si ascolta la musica in un altro modo, si capisce ciò che succede (quasi) come quando la si ascolta dal vivo. Poi queste cose di solito le dicono gli snob che non hanno mai ascoltato (anche in fiera, perchè no?) un vero impianto con i controcazzi.
Io sono sempre disponibile a farti ascoltare un impianto vero e vedrai che nei libri (se fossi tu ad ascoltare con laradiolina cinese da 3 euro) ci sono anche le parole, una trama, dei personaggi, non solo la copertina di cartone rigido...ci sono parole nelle pagine e storie.
:-DDDDDDD

allelimo ha detto...

Oh mammasignùr, ma qui stiamo parlando di fisica acustica, non di magia.
L'orecchio umano può udire frequenze fino a 20KHz circa.
Il limite poi cala con l'età, un essere umano adulto mediamente arriva a sentire 16/18 KHz.
Gli strumenti musicali arrivano a produrre suoni grosso modo intorno ai 16KHz.
Due microfoni "standard" per microfonare live una chitarra (Shure SM57) o una voce (Shure SM58) hanno una risposta in frequenza di circa 50Hz-15KHz.
Un microfono da studio di ottimo livello come il Neumann U87 arriva a circa 20Khz.
Si potrebbe andare avanti, citando le risposte in frequenza dei registratori a nastro, dei mixer, dei dischi/cd/mp3, ma se ne è già parlato anche qui.
Una cosa che però mi sento di dire è che non conosco nessun musicista "audiofilo": vorrà dire qualcosa?

I fatti sono che oltre i 20KHz non c'è musica, al limite c'è rumore - che in ogni caso non siamo in grado di sentire, registrare o riprodurre.
Oltre i 20KHz c'è però tantissimo spazio per i geni del marketing, che dai e dai riescono a convincere qualcuno che la magia esiste: rimangono per me mitici gli ultra tweeters da 1Ghz (!) di frequenza da 400$ l'uno, che funzionano per osmosi e non devono essere collegati all'amplificatore, ma semplicemente appoggiati sopra le casse pre-esistenti.
Si può vendere qualsiasi cosa ai rincoglioniti, anche il PDL funziona così...

silvano: ma è ovvio che tra una radiolina da 3 euro e il mio iPod (250 euro) con cuffie decenti (50 euro) è meglio il secondo.
Il "Teorema" testè annunciato parlava di scelta obligata tra due specifiche circostanze, e io lì continuo a scegliere la radiolina... :)
Secondo me, chi ama la musica può spendere sicuramente 10 o 20 mila euro, probabilmente li ho spesi anch'io in tutti questi anni. Ma in dischi, cd e concerti, non in apparecchiature stereofoniche :)

Anonimo ha detto...

mi sa che state facendo un discorso senza senso.
nessuno compra una cassa con risposta in frequenza estesa fino a 50kHz al costo di 50.000 euro perchè ha una risposta in frequenza estesa fino a 50kHz. questo perchè esistono migliaia di casse con quella caratteristica (che comunque non è esatto dire che è ininfluente, perchè esistono sintetizzatori che possono produrre quella frequenza tranquillamente) che costano dai 100 euro in su. Quelle casse hanno ben altre caratteristiche, insieme a quella, che la fanno acquistare da chi ha i soldi ed ha voglia di spenderli per ascoltare la musica al massimo della purezza e della qualità invece che ad andare a troie o a regalare le tette e il culo nuovo alla moglie.
e mi sembra strano che tu questo non lo dica e che faccia apparire quel prezzo giustificato da una caratteristica molto comune, non facendo parola delle altre caratteristiche che ha.
forse dovresti ascoltare le stesse cose con impianti diversi, prima di essere così certo che questa gente sia rincoglionita. questo davvero mi infastidisce di te, la tua mancanza di umilità assoluta, la tua mania di onnisapienza, spesso basata sull'esperienza parziale o il preconcetto, cose che offuscano la tua intelligenza, che in molte occasioni dimostri, e la tua apertura mentale.
io non posso permettermi di spendere milioni per il mio impianto audio, ma conosco la differenza avendola sperimentata. nonostante questo continuo ad ascoltare la musica con il mio discreto impianto e le mie discrete casse, non da 3 euro nè con le cuffiette dell'ipod.

Anonimo ha detto...

ps: mi chiamo leonardo

allelimo ha detto...

Leonardo: a me il discorso non sembra senza senso, mi sembra anzi seguire un filo logico ben definito: per spendere certe cifre (diciamo dai millemila euro in su) in apparecchiature stereofoniche magari non è necessario essere completamente rincoglioniti, ma la cosa certo aiuta.

La mia mancanza di umiltà e la mia mania di onniscenza, boh, sinceramente non mi sembra. Scrivo solo di cose che più o meno conosco: musica, strumenti musicali, un po' di tecnologia legata alla registrazione ed alla riproduzione sonora (analogica e digitale), qualche accenno a computer, sistemi operativi e linguaggi di programmazione.

Non mi risulta di aver mai espresso opinioni su pittura, scultura, cinema, teatro, televisione, medicina, fisica quantistica, astronomia e astrologia, educazione fisica, scienza delle finanze, matematica II, storia della filosofia, geografia, e un miliardo di altri argomenti.
Certo, visto che scrivo un blog, quando parlo di quello che conosco tendo a pensare di aver ragione e a sostenere le mie opinioni. Se questa è mancanza di umiltè, ok, non sono umile. Oltre che snob :)

E' curioso il fatto che a tuo parere parlo di Hi-Fi senza saperne nulla e senza aver mai provato ad ascoltare musica su diversi impianti: ti assicuro che l'ho fatto, nel corso dei miei 47 anni di vita ho avuto occasione di ascoltare parecchi impianti audio.

Ma qui io non sto parlando di chi spende 500 euro per un amplificatore (tanti, ma capibili).
Sto parlando di chi ne spende 50.000.
Gli audiofili che spendono 50.000 euro per un amplificatore non ascoltano la musica: ascoltano l'amplificatore. Dimostrami il contrario e ballerò il ballo dell'umiltè nudo in Piazza del Duomo a Milano in orario da concordare.

I 50 KHz, scusami ma:
- ho letto una pubblicità a caso di una coppia di casse costosissime, il resto della descrizione metteva in evidenza che "Il cabinet di questi diffusori è interamente in alluminio lavorato con CNC. Ogni diffusore pesa circa 200Kg!" e mi sembrava meno significativo dei tweeter da 50 KHz.
Se tu mi assicuri che invece sono una cosa comune - e in effetti, adesso che ci penso, anche il mio portafogli ha dei tweeter da 50Khz, si sentono esattamente allo stesso modo degli altri tweeter analoghi: silenziosissimi... :)
- il sintetizzatore che produce frequenze di 50KHz, ti prego, dimmi marca e modello che corro a comprarlo.

Sullo spendere soldi come si vuole, in fuffa audiofila piuttosto che in troie, libero ognuno di fare quello che gli pare, ci mancherebbe altro!
Spero di essere libero anch'io di pensare che 50.000 euro in figa (o equivalente) sono spesi molto meglio che 50.000 in un preamplificatore "senza tasso di controreazione negativa".

Moribond ha detto...

io con le mie casse da molto riesco a sentire anca i odori; quando canta quel scuregione di Povia bisogna stare lontani però do ragione al nonimo anca se a volte nelle oferte non si capisci un cazo