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lunedì 29 aprile 2013

Diaframma: anche in digitale

Poichè ne avevo parlato male quando era uscita la notizia, mi sembra giusto rettificare ora che ci sono novità.
L'etichetta Synthetic Shadows di Pierpaolo de Iulis approda su Bandcamp, per il momento solo con il disco "Demos 1982" dei Diaframma, ma si spera a breve anche con tutte le altre sue interessantissime realizzazioni.

Nel post precedente avevo detto, in sintesi, che molto mi dispiaceva non poter ascoltare questi dischi pubblicati esclusivamente su vinile.
In una conversazione via Facebook Pierpaolo aveva risposto che, qualora fosse stato possibile, avrebbe reso disponibili i dischi anche per il download digitale.
Ha mantenuto la promessa: non posso che applaudire e, coerentemente con quanto già detto, acquistare al più presto il disco in formato digitale: il prezzo di 9,90 euro mi sembra piuttosto equo.

Non parlo qui del disco perchè lo ascolterò nei prossimi giorni, ma come già nel post precedente, la qualità della proposta musicale non è in discussione.
Bello o brutto che sia, nulla ha a che fare con il discorso sui formati nei quali il disco è disponibile.
Ora che c'è la scelta tra formato fisico in vinile e download digitale, ognuno può scegliere liberamente il formato che più gli aggrada, e io ne sono contento.

mercoledì 13 febbraio 2013

Diaframma: solo su vinile

Ho appena scoperto una grande notizia per i fan dei primi Diaframma (quorum et ego), la prima stampa assoluta di:

1 - Demos 1982
2 - Live 1983

Fantastico: i demo del 1982, periodo del primo singolo "Pioggia/Illusione Ottica".
E due concerti live del 1983, periodo tra "Altrove" e "Siberia".
Roba da nostalgici, eh, ma non me la posso perdere (vedere qui a fianco la mia top ten dei gruppi italiani: chiaro, no?)

E invece no.

L'etichetta, Synthetic Shadows, li pubblica solo su vinile?
Ma cazzo.
Nel 2013.
Lo so che ne ho già parlato, ad esempio qui, a proposito di un'edizione solo su audiocassetta.
Ma lì la cosa era così snob, così settaria ed elitaristica che ci stava anche: non era musica da ascoltare, ma una confezione da comprare.
Al limite con dentro una cassetta vergine, non sarebbe cambiato quasi nulla.

Qui è diverso.
Io li vorrei sentire quei pezzi dei Diaframma.
Ma il mio giradischi s'è rotto più o meno quindici anni fa.
L'amplificatore dello stereo non ho idea se funzioni ancora, devo provare ad accenderlo.
Per ascoltare 'sti due dischi qua dovrei comprarmi un nuovo giradischi, verificare che lo stereo funzioni (se no, comprarne uno per attaccarci il nuovo giradischi) poi collegare l'uscita tape alla scheda audio del computer, registrarlo in digitale e trasformarlo in mp3, copiarlo sull'iPod e finalmente potrei ascoltarlo in macchina.
Mi sembra un pelino troppo complicato.
Mi sa che aspetto che qualcuno faccia quanto detto qui sopra e metta il rip su what.cd, e poi lo scarico gratis.
Non è un vero furto, è più una forma di autodifesa...

venerdì 9 marzo 2012

Cose intelligenti dette sulla musica - sesta parte

Nuova puntata, come promesso si parla di Federico Fiumani/Diaframma (le due cose sono difficilmente scindibili).

D - Ho letto che nel 1986 andasti in analisi: le conseguenze del successo?
R - Non saprei, stavo male e per me era necessario cercare di uscire da quella situazione. Poi c'è da dire che nel 1986 la new wave declinò paurosamente, quello era il nostro habitat naturale e improvvisamente tutti si convertirono alla psichedelia e ai Metallica. Non potevo crederci.


D - Cosa ascolta oggi Federico Fiumani? E' ancorato agli amori del passato oppure ama mettersi a caccia di gustose novità?
R - Fiumani è saldamente e orgogliosamente ancorato alla musica del passato. Le deluxe edition con bonus e Dvd troneggiano nel mio reparto delle novità. Ogni volta che esce una ristampa punk, post o wave, è festa grande dalle mie parti. Finalmente un modo sano, mi dico, per spendere i miei euro.
[1]

Oddio, qui più che a una cosa intelligente siamo di fronte a una cosa di una sincerità disarmante, contrapposta immediatamente a una cazzata grande come una casa.

La parte sul 1986 è, per chi c'era, paurosamente vera.
Ci siamo passati tutti, e per chi al momento era coinvolto in prima persona in qualcosa (musica, gruppi, locali, fanzine) è stato un punto di non ritorno.
Nel suo piccolo, VM muore quell'anno, insieme a tante cose molto più grandi e importanti. I Weimar Gesang, ad esempio, non sopravvivono a lungo oltre quell'anno: all'improvviso non solo la moda era cambiata, ma si faceva direttamente a gara a chi parlava peggio di quello che solo sei mesi prima veniva incensato. Vero Rockerilla? Vero Claudio Sorge?[2]

A me non è capitato di andare in analisi (più prosaicamente, sono andato a fare il servizio civile proprio quell'anno), ma ho avuto un certo "sbandamento" musicale: il post-punk, di punto in bianco, non esistva più, e io sono passato dai primi dischi solisti di David Sylvian a tentazioni jazz (Paolo Fresu, John Surman, l'ECM), per fortuna rientrate in fretta: in Inghilterra ed in USA stavano nascendo cose davvero nuove, dai Dinosaur Jr ai J&MC, dai Sonic Youth ai MBV, e di lì a poco avrei cominciato a suonare la chitarra invece del basso...
E' stato comunque un periodo di confusione, di cui avevo già parlato nel post a proposito di Vinile. Io personalmente ne sono uscito (musicalmente parlando) a forza di chitarre in feedback...

Passando alla cazzata grande come una casa, nella seconda risposta dell'intervista citata si cade rovinosamente sull'orgoglio di essere ancorati al passato.
Detto da uno nato con la new-wave, parola non per nulla composta con il termine "nuovo", mi sembra una brutta cosa. Probabilmente l'analista cui si era rivolto Fiumani non era tra i migliori.
E anche ammettendo che "new" era solo il 50% del termine new-wave, e anche ammettendo che non siamo al livello quasi incredibile dei mods di oggi che parlano di "future in the past", e anche ammettendo tutto quello che volete: che delusione.
La raccolta di figurine, sia pure in cd/dvd e DeLuxe Edition, mi mette adosso una tristezza incredibile. Così, approfitto dell'umore e vado a riascoltarmi "Altrove"...


Note e links:
[1] Intervista tratta da Ondarock.

[2] Qui ci sta una spigolatura da "Vinile", anzi due, dal numero 4.

Rockerilla n.102
Nel numero del febbraio 1989 della gloriosa rivista ligure, la parola STOOGES compare 26 volte, di cui 13 in un articolo dedicato ai gruppi italiani "emergenti". Ci si lamenterà ancora in futuro sulle stesse pagine della scarsa originalità della scena nazionale? Spero di no. (Stella Lux)

Garage-Rock
Genere musicale morto e sepolto ma artificialmente resuscitato, sta passando di moda un'altra volta. L'ultima, si spera. (Stella Lux)

venerdì 24 febbraio 2012

Ascolti recenti - febbraio 2012 (parte seconda )

Pink Military - Do Animals Believe in God? (1980)
Il primo disco usato che ho comprato al Discomane, era forse il 1981?
Una rivelazione duplice:
- c'era un posto a Milano dove si potevano comprare dischi usati che nei negozi "normali" non si trovavano, e oltretutto a un cazzo (se non ricordo male i prezzi all'epoca erano 5.000 lire per gli lp appena usciti)
- i Pink Military erano un gruppo incredibile. Non ancora decadenti ed elettronici come saranno nella successiva incarnazione come Pink Industry,[1] ma già molto interessanti.
Da quel giorno lì avrei passato e speso quantità assurde di ore e soldi per la musica.


Emphemetry (2003 - 2007)
Ascoltato tutto il materiale reperibile sul web (due singoli, uno vecchissimo e uno meno) sulla falsariga dell'ottimo cd d'esordio. Gruppo che continuerò a seguire con attenzione.


Giampiero Riggio (2012)
Sul suo Bandcamp ci sono due pezzi etichettati come "anteprima" di un album (?) intitolato "Season of the Emergence" (?) che in teoria avrebbe dovuto essere disponibile nel gennaio 2012, e sul suo Soundcloud c'è un terzo pezzo con la stessa etichetta.
Non ne so nient'altro, ma sono pezzi molto belli. Aspetto l'album (?) con fiducia.



Julia Holter - Tragedy (2011)
Avendone lette meraviglie, mi aspettavo chissachè, e invece è un disco indeciso, va di qua e di là senza mai indovinare una canzone in nessuna direzione.
Quando ti viene voglia di saltare un pezzo (skip) di solito vuol dire che il pezzo è noioso, se la cosa si ripete per tutti i brani dell'album vuol dire che il disco è proprio brutto.


Diaframma - Niente di serio (2012)
Visto il titolo, basterebbe scrivere "nomen omen", e la recensione sarebbe già finita.
Ma invece, posto che:
1 - i Diaframma di "Siberia" erano, insieme ai Weimar Gesang, il mio gruppo new wave italiano preferito;
2 - "3 Volte Lacrime" e "Boxe" non li ho mai digeriti;
3 - la successiva carriera solistica di Fiumani (purtroppo e con tutto il dispiacere possibile) non ce l'ho fatta a seguirla;
4 - di loro molto si parla in questi giorni, ho deciso di ascoltare un loro (un suo) album dopo eoni;
posto tutto questo, parliamone un po' per esteso.

Allora: Federico Fiumani non ha ancora imparato a cantare, ma questo si può anche perdonare. Purtroppo ha anche disimparato a scrivere belle canzoni.
In tutto il nuovo disco non c'è nè un'idea melodica nè un'idea strumentale degna di questo nome.
Purtroppo 2, pure i testi sono diventati di una banalità sconsolante, pieni di frasi fatte.
Con qualche spunto qui e là, questo glielo voglio riconoscere, ma in media bleah!
Il coretto "eee eee e e" "aaa aaa a a" di "Madre Superiora" è davvero imbarazzante.
Basso e batteria, ci sono? Credo di sì, ma sul registro di classe li segnerei come "assenti non giustificati". Anche qui, non un'idea, un giro memorabile, un passaggio un po' meno che banale.
Domando davvero scusa a Federico Fiumani, che è stato uno dei miti della mia passione per la musica italiana, ma accidenti, quanto è brutto questo disco...


Chelsea Wolfe - Apocalipsis (2011)
Accidenti, che colpo di coda nonna Siouxsie!
Un disco veramente notevole, che mescola con gusto le atmosfere e la vocalità dei classici dark-wave del gruppo con le sonorità di questi anni. Inaspettato e piacevole.
Come dite? Chelsea Wolfe non è il nuovo nome d'arte di Siouxsie and the Banshees, ma una "nuova" artista? Oops...



Deviniance - Samsara (2009)
Gruppo metal finlandese o svedese o qualcosa del genre, ne avevo letto bene su un blog di cui mi fido. Inascoltabile, post-metal con voce urticante.


Anatomy of the Bear - Awakening (2010)
Parte bene, poi è la solita solfa, post-rock con crescendo strumentali, chitarre smandolinate etc.
Peccato perchè sembrava promettente, ma devo smetterla di ascoltare 'ste cose qui, non me ne piace più una da anni.


Benoit Pioulard - Lyon (2011)
Sulla i ci andrebbe l'accento circonflesso, maledetti francesi.
Cantautore interessante, sulle tracce di Nick Drake (sentiero pericolosissimo ed accidentato, quasi tutti quelli che ci provano prima o poi scivolano).
Qui ci sono quattro canzoni chitarra e voce decenti, ma purtroppo la voce non è un granchè e la chitarra anche.


Da "Breakfast Jumpers":[2]

Songs For The Sleepwalkers - Our Rehearsed Spontaneous Reactions (2011)
Sono un gruppo carinissimo, il che è il loro pregio ed il loro limite insieme: troppo carini.
Ci fosse un po' di sporco, di graffi, di rumori.
Invece è tutto prefetto e - purtroppo - abbastanza noioso.
Però i pezzi ci sono, la stoffa pure, possono diventare un gruppo da seguire.

Verily So (2011)
Poco interessanti, dopo un ottimo primo pezzo ("Wax Mask") si perdono dietro troppe cose, confuse e non definite.

Soul of my Shoes (2011)
Anche qui, si parte bene con il primo pezzo, poi purtroppo c'è una voce improponibile e un brano francamente imbarazzante come "Propaganda". Peccato perchè ci sono parti strumentali interessanti.

Malaise - Malaise (2011)
Leggero, quasi impalpabile il folk (ben suonato e ben cantato) di questa cantante/chitarrista nata a Lisbona e residente a Milano. Gradevole ma nulla più.


[1] Recensione di Low Technology dei Pink Industry.

[2] Se ne è già parlato, uno dei migliori blog per seguire la scena indipendente italiana.

domenica 28 febbraio 2010

I dischi che vi hanno cambiato la vita - parte 1


Quali sono i dischi che vi hanno cambiato la vita – o quanto meno il modo di vivere la “parte musicale” della vostra esistenza?
Due regole semplicissime da rispettare per partecipare al gioco, però: uno, devono essere dischi che avete ascoltato “in diretta”, diciamo al massimo entro un anno dalla loro uscita nei negozi; due, bisogna dare almeno una veloce spiegazione del perché li avete scelti.

Comincio io, ovviamente, in ordine cronologico: [1]

1976 – Pink Floyd – Wish You Were Here (1975)
Ce l’aveva il fratello maggiore del mio amico Andrea, eravamo in terza media e per un lavoro di Educazione Artistica (credo si chiamasse così) avevamo bisogno di una colonna sonora. La colonna sonora fu la “Shine on You Crazy Diamond” del lato B, e il disco fu praticamente il primo LP che ascoltai “consapevolmente”, senza peraltro capirci un gran che. Era troppo difficile per il me tredicenne :)

1977 – Queen – News of the World
Questo invece me lo sono proprio comprato, ed è stato il primo: c’erano dentro “We will rock you” e “We are the champions”, la prima è legata al ricordo delle prime birre con gli amici, la seconda alle prime feste organizzate in casa al sabato pomeriggio e i primi approcci con le ragazze (i lenti!)

1980 – The Doors – Greatest Hits
Era quello con la copertina bianca e rossa – per un ragazzo di prima liceo come me, Jim Morrison era un dio. Qualche anno dopo sarebbe diventato un mito da quattro soldi per i “freak” [2], ma quell’antologia fu la mia introduzione a un mondo magico, diverso da tutto quello che avevo ascoltato fino ad allora (Genesis, Queen, Pink Floyd, Led Zeppelin, CSN&Y, Fleetwood Mac, insomma tutti i dinosauri tipici di quegli anni).
Nella mia classe c’erano almeno quattro fazioni: Progressive, West Coast, Led Zeppelin, Doors.
Il punk e la new wave? In un liceo classico? Ovviamente no, ma…

1981 – Echo and the Bunnymen – Crocodiles (1980)
… ma ad un certo punto ho cominciato a vedere sui giornali musicali dell’epoca (Rockstar e Ciao 2001) degli articoli che si riferivano a questi sconosciuti E&B come ai “nuovi Doors” e allora quando l’ho preso per curiosità e con grande scetticismo, “vediamo un po’ come sono questi nuovi Doors, mah…”
E invece. E’ bastato il primo pezzo, “Going up”, e si è aperto un mondo che fino ad allora avevo solo sfiorato. Inizia con alcuni rumori indistinti, poi ci sono delle chitarre, poi arriva una batteria mixata in crescendo, ed al culmine esplode la canzone – fino alla rullata che precede il “goiiiing aaaaap – going daaun”.
E qui c’è la terza parte, un arpeggio di chitarra su un rumori di feedback, vocals mormorate, il basso in primo piano.
Sono passati meno di quattro minuti dall’inizio del disco, ma per me la musica non sarà mai più quella di prima. Qui era tutto nuovo, i suoni, la struttura delle canzoni, i testi, la copertina… Era tutti nuovo e lo sentivi vicino a te, ti pareva di farne parte: non erano mostri sacri inavvicinabili, erano ragazzi più o meno come te.
Erano le stesse sensazioni che probabilmente avrei avuto se avessi scoperto il punk prima della new wave, ma per ragioni anagrafiche per me è stato il contrario…
Poi da qui ho scoperto tutto il resto, compreso Rockerilla (il primo numero che ho comprato aveva E&B in copertina) che è diventata la mia Bibbia musicale di quegli anni :)
E proprio su Rockerilla ad un certo punto leggo che a Firenze esiste…

1983 – Diaframma – Altrove
… questo gruppo che ha pubblicato un EP, cantato in italiano (!) che si rifà alle sonorità della new wave inglese, Joy Division in primis.
E anche questo fu un vero colpo di fulmine, per le poesie in musica di Federico Fiumani, che erano si dark ma anche profondamente legate all’angst giovanile e culturale del me giovane neo-universitario – e senza neanche il fastidio di doverle prima tradurre dall’inglese…
E la musica, naturalmente: quegli arpeggi affilati tra chorus e riverbero così tipicamente new-wave/dark, la batteria secca e, come si diceva all’epoca, “tribale” – facevano passare in secondo piano la scarsa personalità del bassista e la voce “faticosa” di Vannini, uno Ian Curtis (più) stonato – anche se perfettamente funzionale a quel suono e a quei momenti.
Dai Diaframma il passo successivo sarà la scoperta della scena new-wave italiana che mi porterà prima a pubblicare una fanzine dedicata esclusivamente alla musica alternativa italiana e dopo a comprare un basso usato e cominciare a suonare la musica che mi piaceva.

(direi che probabilmente continua – non sono ancora arrivato neanche a metà degli anni ’80!)

Note e links:
[1] La prima data si riferisce a quando l’ho ascoltato, quella eventualmente tra parentesi è l’anno di pubblicazione.

[2] Che fastidio poi quel pezzo che diceva “Tanto so già che metterai su i Doors”…