mercoledì 13 febbraio 2013

Diaframma: solo su vinile

Ho appena scoperto una grande notizia per i fan dei primi Diaframma (quorum et ego), la prima stampa assoluta di:

1 - Demos 1982
2 - Live 1983

Fantastico: i demo del 1982, periodo del primo singolo "Pioggia/Illusione Ottica".
E due concerti live del 1983, periodo tra "Altrove" e "Siberia".
Roba da nostalgici, eh, ma non me la posso perdere (vedere qui a fianco la mia top ten dei gruppi italiani: chiaro, no?)

E invece no.

L'etichetta, Synthetic Shadows, li pubblica solo su vinile?
Ma cazzo.
Nel 2013.
Lo so che ne ho già parlato, ad esempio qui, a proposito di un'edizione solo su audiocassetta.
Ma lì la cosa era così snob, così settaria ed elitaristica che ci stava anche: non era musica da ascoltare, ma una confezione da comprare.
Al limite con dentro una cassetta vergine, non sarebbe cambiato quasi nulla.

Qui è diverso.
Io li vorrei sentire quei pezzi dei Diaframma.
Ma il mio giradischi s'è rotto più o meno quindici anni fa.
L'amplificatore dello stereo non ho idea se funzioni ancora, devo provare ad accenderlo.
Per ascoltare 'sti due dischi qua dovrei comprarmi un nuovo giradischi, verificare che lo stereo funzioni (se no, comprarne uno per attaccarci il nuovo giradischi) poi collegare l'uscita tape alla scheda audio del computer, registrarlo in digitale e trasformarlo in mp3, copiarlo sull'iPod e finalmente potrei ascoltarlo in macchina.
Mi sembra un pelino troppo complicato.
Mi sa che aspetto che qualcuno faccia quanto detto qui sopra e metta il rip su what.cd, e poi lo scarico gratis.
Non è un vero furto, è più una forma di autodifesa...

36 commenti:

SHRC ha detto...

Allelimo, scusa ma me la sto ridendo di gusto sotto i baffi :)
Dai, tu compralo lo stesso poi se passi per Roma il giradischi ce lo metto io. :)

Cirano ha detto...

è ora di comprare un bel piatto Torens!! Tutta un'altra musica!

Webbaticy ha detto...

Lamentatene con Fiumani, del furto che ti tocca commettere... :-D

enri1968 ha detto...

Roba da maniaci! Mi sono fatto un bel sorriso leggendo il tuo post, un bel dilemma eh?
Seriamente, sarebbe più sensato fare le due edizioni, cd e vinile, no?

allelimo ha detto...

Sapete, me lo sono chiesto anch'io, seriamente.
Un'operazione del genere (500 copie solo in vinile) ha sicuramente senso, probabilmente anche più di fare le edizioni parallele in cd e download.
Solo che non mi piace il senso che ha.

E il senso che ha, a mio parere, è il seguente.

A me, etichetta che pubblica edizioni in solo vinile nel 2013, non mi frega un cazzo che qualcuno possa o non possa ascoltare la musica contenuta nei miei dischi.
A me etichetta interessa venderli, e pubblicarli solo su vinile mi aiuta in diversi modi:
1 - mi metto al riparo dalla facile duplicazione (e successiva condivisione via web, altrimenti detta "furto") di edizioni su cd o download;
2 - do un valore aggiunto di snobismo ed elitarismo da sindrome del ritorno al vinile, con tutto il contorno di stupidate audiofile;
3 - ma soprattutto, punto sul mercato dei collezionisti.

E in questo mercato quello che conta è l'oggetto, il "prodotto" in sè.
Nel caso di un disco, il contenuto passa decisamente in secondo piano.
Il collezionista non ascolta la musica: fa la raccolta delle figurine.
Ha cominciato con i calciatori Panini a otto anni, e dopo tanti anni è rimasto più o meno lì, qualsiasi sia l'oggetto del suo desiderio.
Riempi i buchi, completi la collezione,
Nel caso dei vinili c'è pure il mercato del vinile "sealed".
Cioè, se nessuno ha mai aperto la confezione, vale di più.
E per mantenerne il valore, se la compri non la apri certo tu per ascoltarla...

E' un mondo per me assurdo.
Il collezionismo di supporti mediatici vari che ne prevede l'accumulo ma non l'uso: dischi da non ascoltare, libri da non leggere, film da non guardare.

silvano ha detto...

Compralo e vieni a trovarmi che lo ascoltiamo. (Piccola rivincita di un "nostalgico"!?).
ciao.
;)

tony-face ha detto...

Io ascolto prevalentemente musica da un computer. Ci lavoro davanti 8 ore al giorno, è inevitabile.

Ma, avendo conservato volutamente funzionante il giradischi (spendendo fior di quattrini) , mi godo, quando posso, i miei 6.000 vinili e ogni tanto compro ancora qualcosa in vinile per il gusto di ascoltarlo in quel modo lì.

Non so cosa ci sia dietro la decisione di pubblicare gli inediti dei Diaframma SOLO in vinile ma io la trovo un'operazione "normale", non necessariamente improntata alla speculazione sulla maniacalità di qualche fuori di testa e/o collezionista.

Hanno scelto un mezzo di riproduzione sonora desueto e ormai ad appannaggio di pochi (come d'altronde , CON TUTTO IL RISPETTO, sono gli stessi Diaframma)

allelimo ha detto...

silvano, no.
Non compro qualcosa che non posso usare.
E, molto semplicemente, non ho i soldi per rimettere insieme le apparecchiature necessarie ad ascoltare i dischi in vinile.
Altre priorità, altre disponibilità finanziarie, pace e amen.

tony-face, non sono d'accordo con le tue conclusioni.
La decisione di pubblicare qualcosa in un formato "di riproduzione sonora desueto e ormai appannaggio di pochi" io la trovo solo ed esclusivamente speculativa-commerciale.
In piccolo eh, che stiamo parlando di un'edizione limitata di 500 copie: nessuno diventerà ricco con queste tirature.

Però a me sembrerebbe più logico mettere la propria musica a disposizione del più ampio numero possibile di persone.
Parlando di musica, vuol dire pubblicarla nel maggiro numero di formati possibile, così che ognuno possa scegliere quello che preferisce.
Se devo essere forzato a scegliere un formato che oltretutto non ho modo di ascoltare semplicemente, lascio perdere...

Mi sembra che la "motivazione artistica" dietro questa pubblicazione sia veramente ai minimi termini.

Per quanto riguarda la desuetudine e l'appannaggitudine di pochi dei Diaframma, hai ragione.
Adesso non hanno certo un successo di massa, per una serie di ragioni che non è utile esaminare qui.
Però ai tempi di Siberia avevano venduto 50.000 copie di quel disco, mica noccioline. Forse delle registrazioni come queste, più o meno risalenti a quel periodo, potrebbero avere un pubblico più ampio delle 500 copie per anziani e ricchi appassionati di vinile cui si rivolgono?

silvano ha detto...

Ovviamente si cazzeggia per il gusto del cazzeggio, ma con attenzione ci si può portare a casa un signor giradischi pescando con criterio nell'usato anche con meno di 100 euro. Ma si cazzeggia, eh, non t'arrabbiare e non mi prendere troppo sul serio.
;)

allelimo ha detto...

silvano, non mi arrabbio per nulla :)
E comunque 100 euro da sbattere via per ascoltare un disco in vinile non ce li ho lo stesso...
Però, seriamente: il vinile è un giochino per pochi ricchi appassionati, come era il cd negli anni '80.
Non mi piace la "musica per ricchi".
Sarò scemo, ma a questo preferisco ancora l'ideologia punk.

silvano ha detto...

Non sono ricco, sono un impiegato e mia moglie è un'insegnante, figlio di operai e c'ho pure il mutuo da pagare. E' solo una questione di passione. E il tuo ragionamento è un po' manicheo: vinile= ricco...non è proprio così. I dischi me li compravo anche quando nei negozi erano "tagliati" e li davano via come adesso danno via i cd (i cd costavano un botto e me li son permessi solo a "mercato maturo"). Personalmente mi rompe abbastanza che ci sia questa moda del vinile e che ormai il disco nero costi come l'oro, tanto è vero che, quando compro, compro prevalentemente cd e poi liquida (molto + a buon mercato e con molta più scelta). ciaooo.

allelimo ha detto...

silvano, non mi interessa la tua specifica situazione economica, con "pochi ricchi appassionati" intendo altro (vedi più avanti).
Ma il mio ragionamento non è manicheo, semmai troppo sintetico.
Espando ed evidenzio i punti chiave:

Il vinile ADESSO, DA UNA DECINA D'ANNI CIRCA, è diventato un giochino per pochi ricchi appassionati, così come NEGLI ANNI '80 era un giochino per pochi ricchi appassionati il cd.
Se ricordi i prezzi: il cd è stato inventato nel 1982, i primi player costavano circa 2 milioni di lire (e lo stipendio medio era di circa 800 mila lire al mese), un cd nuovo costava 30 mila lire contro le 8 mila circa di un LP.
Allora e fino a metà degli anni '90 si comprava il vinile PERCHE' COSTAVA MENO DEL CD, poi con gli amici si duplicavano i dischi su cassetta.

Quindi sì, chi ascolta i suoi vecchi vinili non è necessariamente un ricco appassionato.

Chi invece OGGI decide scientemente di "PASSARE AI VINILI" (cerca pure sul web per vedere quanto sia "di moda" il ritorno all'analogico. Magari sul forum di what.cd) AI PREZZI DI OGGI è UN RICCO APPASSIONATO.
Perchè OGGI un disco in vinile NUOVO costa più dell'equivalente cd o file digitale, e gli apparecchi necessari per l'ascolto del vinile COSTANO PIU' di quelli necessari per cd e file.

Il tutto anche senza voler considerare l'esistenza di un mercato collezionistico in cui i DISCHI IN VINILE si scambiano a prezzi RIDICOLI in base all'edizione e alla rarità, e non al loro "valore" artistico.
Pagare un oscuro LP degli anni '70 tra i 100 e i 200 euro perchè è la PRIMA EDIZIONE, mentre la seconda vale 25 euro e la ristampa su cd 10, a me sembra tra il folle e l'idiota.

E' questione di passione?
Sì, ma non per la musica: per gli oggetti che la contengono e che consentono di riprodurla.
Non mi stancherò mai di dirlo: non mi interessano nè gli uni nè gli altri.

fuzz ha detto...

notizie come queste mi provocano esplosioni di gioia :)

Evil Monkeys ha detto...

Non disperare... su twitter mi ha risposto (alla condivisione di questo post) @ArmagideonTimes , produttore del disco: testuali parole

"Forse riusciremo a renderli disponibili in versione digitale se ci sarà permesso."

attendo risposta alla mia successiva domanda "chi è che potrebbe non permetterlo"

allelimo ha detto...

fuzz, a me no.
Più che esplosioni di gioia, un vago senso di giramento di coglioni e di presa per il culo...

Evil Monkeys, non mi dispero per nulla.
Vista la situazione sia generale che particolare della vendita di contenuti musicali, non sono certo io che devo correre dietro a chi li produce per dargli il mio denaro.
Casomai, sono loro che devono fare il possibile per indurmi a sganciargli i miei soldi.
:)

fuzz ha detto...

Precisazione, la mia gioia è dovuta alla pubblicazione su vinile, non alla non pubblicazione in altri formati.
Avendo possibilità di scelta, vado sull'edizione in vinile, senza per questo ritenermi snob. Il mio giradischi ha 25 anni, ai tempi avevo investito una somma discreta, cosa che non ho mai voluto fare per il lettore CD, e che ormai non farò piu. Se devo andare in digitale opto per il download. Vero che la versione in vinile costa qualcosa in piu del CD (normalmente 5$ extra, a meno che il vinile sia doppio) ma personalmente li spendo volentieri.
Devo dire che quando (cosa frequente) l'uscita è solo in digitale non mi sento preso per il culo, ok la considero una lieve ingiustizia, ma peggio per loro, io il cd non lo compro mi accontenterò dei file digitali, soldi risparmiati. Faccio qualche rara eccezione per chi merita veramente, in quel caso il mio acquistare il CD è un puro sostegno all'artista.
Ah e non sono un collezionista, compro sempre l'edizione piu economica e odio le limited edition.

allelimo ha detto...

fuzz, preciso anch'io: il giramento di coglioni e il senso di presa per il culo non è dovuto all'edizione in vinile (liberissimo ognuno di ascoltare la musica attraverso i pezzi di plastica che preferisce) ma all'edizione ESCLUSIVAMENTE su vinile.
Voglio/pretendo di poter scegliere LIBERAMENTE il pezzo di plastica di cui sopra, o almeno il download, che sempre su pezzo di plastica - diverso - finisce.

Ignorare, o far finta di ignorare, che OGGI la musica si ascolta prevalentemente nel suo formato digitale mi sembra, dal punto di vista commerciale, una sorta di auto-mazzata nei coglioni.

Se non posso scegliere il formato che meno mi costa e più mi aggrada, evito sicuramente l'acquisto.
Come farò in questo caso.

Joyello ha detto...

Non so se la produzione sia la stessa che si occuperà (a breve) di un'operazione analoga per la discografia dei CSI (e più in la anche dei CCCP) ma da quello che so, si tratta di edizioni che prevedono i codici per il download GRATUITO ad alto bitrate dell'opera completa. In pratica gli "oggetti" sono solo di corredo, conoscendo il modo di fruirne più generico di oggi (l'mp3) non cambierebbe nulla se fossero venduti i CD e la scelta è virata sul vinile per questioni "estetiche". Il prezzo di questo dei diaframma non lo conosco ma quello dei CSI (tre album singoli, più due album doppi, alcuni mai usciti in LP -tipo I Quiete-, più libro fotografico 30cm X30cm con foto inedite e a colori, più codici per scaricare versioni 320kpbs e/o flac) costerà 115 euro. A me sembra equo.
i CD sono regolarmente in catalogo. Se sono quelli che la gente vuole, può comperarli singolarmente e ripparseli. :-)

Joyello ha detto...

E' vero, avrei potuto andare a guardare prima di scrivere ma, no: quella che pubblica questi due LP non è la stessa che pubblicherà CSI. Quindi non so che dire. Magari basta provare a chiedere se, con l'LP viene venduto anche un Digital Download.

allelimo ha detto...

Joyello, l'edizione è solo su vinile, limitata a 500 copie.
C'è il link al sito dell'etichetta nel post.
Chiedere all'etichetta se esisteranno altre versioni tipo download digitale, l'ha già fatto Evil Monkeys (vedi commento del 14/02 ore 16.19), ti riporto la risposta (molto democristiana, eh): "Forse riusciremo a renderli disponibili in versione digitale se ci sarà permesso".

Lo so che su, per dire, Bandcamp, ci sono decine di lavori "fisici" che comprendono il download digitale gratuito: è uno dei modi che preferisco per comprare qualcosa e dare un sostegno diretto a un gruppo che mi piace.

Il fatto che questo sia invece ESCLUSIVAMENTE disponibile su vinile, a me mi fa girare i coglioni.
Giramento dal quale è nato il post.

Joyello ha detto...

Beh, sai, poi bisogna vedere come funzionano certe cose. Provo a farla breve (ma non garantisco): per certe operazioni si avvia una sorta di preorder (che è una specie di crowdfunding meno esplicito) dichiarando la disponibilità entro "periodo tot" di 500 copie di un disco. Se il preorder funziona e ne vengono ordinati in anticipo almeno 300, si procede alla produzione (300 copie di un disco a 180grammi da vendere a 12 euro, significa andare in pari. Le altre duecento DEVI darle per perse tra copie promozionali, regali alla morosa e a mamma e papà).
Generalmente si tratta di materiale di nicchia per il quale l'etichetta ha la concessione SOLO per pubblicazione in tiratura limitata e su un unico supporto.
Un paio di esempi che conosco bene:
Medical Records ha stampato i primi due dischi dei CHRISMA in 500 copie LP ma non ha potuto stampare su altri supporti nè per il download, perché le edizioni sono di proprietà Polygram/Warner che non hanno dato nessuna liberatoria se non quella per una limited edition dell'LP che, per altro sarebbe dovuto uscire con la grafica rifatta, che non avesse nulla in comune con quella originale Polugram.
La SR di Roma ha chiesto (A ME PERSONALMENTE) la liberatoria per stampare il materiale del mio primo gruppo (EvaBraun) ed io l'ho concessa SOLO per la stampa in CD. La motivazione è semplice: Trovo corretto che chi produce quel CD ci guadagni (diciamo rientri delle spese, che è più plausibile) ma il materiale è piuttosto "di culto" (per non dire scadente) e mi sembra giusto che a pagare sia solo chi desidera possedere il cimelio fisico. Gli altri, per me, possono avere i file mp3 gratuitamente. Dal momento che non è possibile controllare che la distribuzione del DD sia regolare fornita gratuitamente, ho scelto di autorizzare solo il CD, del quale possono fare stampe e ristampe che vogliono. Se ci son tanti "matti" che lo comprano, a me fa piacere...
Quindi, non so... cerco solo di fare l'avvocato del diavolo ma, forse Diaframma è un nome vincolato da qualche diritto di proprietà oppure il "Preorder" ha convinto che 500 copie in LP fosse il formato più sensato. La risposta che ti hanno dato dall’etichetta farebbe proprio pensare che per fornire i files, sia necessario essere autorizzati dai proprietari delle edizioni (i quali, probabilmente non sanno nemmeno che questo LP. L’esigua tiratura esenta dai doveri di questo genere).

Gatecrasher ha detto...

“2 - do un valore aggiunto di snobismo ed elitarismo da sindrome del ritorno al vinile, con tutto il contorno di stupidate audiofile;”

La Rave Up (e sottoetichette) di Pierpaolo De Iulis ha sempre pubblicato solo su vinile,e se tu conoscessi la sua storia ED IL GENERE DI DISCHI CHE PUBBLICA,eviteresti di scrivere certe castronerie.
Quali? Beh,per esempio quelle a proposito delle stupidate audiofile,che suonano quantomeno esilaranti considerato il genere di proposta della Rave Up che tu,è evidente,ignori bellamente.

“3 - ma soprattutto, punto sul mercato dei collezionisti.“

Una volta di più,se ce ne fosse bisogno,dimostri di non sapere di cosa stai parlando.
La Rave Up non è la Matador,a chi si dovrebbe rivolgere se non ai collezionisti?
Ma non si tratta degli ottusi ai quali fai riferimento,o perlomeno non nella maggioranza dei casi.
Quelli sono solo una delle tante facce della medaglia.
Ma tu,partendo prevenuto e soprattutto-reperita iuvant-non avendo la benché minima idea di chi stiamo parlando,preferisci fare di tutta l’erba un fascio.


Mi scappa da ridere.
Il vinile giochino per ricchi appassionati? Ma dove? Ma quando? Queste sono affermazioni fuori dal mondo,e valgono forse solo nel caso delle edizioni per audiofili,che però rappresentano una fetta minoritaria della torta vinile,tornata in questi anni a mungere latte in quantità peraltro interessanti.
Ci sono tantissimi under 25 (come il sottoscritto) che comprano vinile,chi per moda,chi per passione,chi perché in giro ed al pc ci sono gli mp3 (gratis nel 90% delle edizioni contemporanee) e quindi a casa preferisce avere/possedere un oggetto più bello e ‘consistente’ rispetto al cd.

“OGGI un disco in vinile NUOVO costa più dell'equivalente cd o file digitale”?

No,manco per niente.
A parte che è sbagliato parlare per massimi sistemi perché c’è caso e caso,la verità è che la maggiorparte delle edizioni in vinile al giorno d’oggi costano una manciata di euro in più rispetto alle corrispondenti edizioni in CD.
E per quanto riguarda alcuni generi,i prezzi si equivalgono perfettamente o c’è uno scarto irrisorio non superiore ai 3 euro.
Sorprende il fatto che queste affermazioni provengano da chi i vinili afferma di non comprarli.Un pianeta che conosci benissimo eh?

“Gli apparecchi necessari per l'ascolto del vinile COSTANO PIU' di quelli necessari per cd e file”?
Ma anche no.Al giorno d’oggi piatto,puntina,testine e casse si recuperano a prezzi assolutamente vantaggiosi,e ci si costruisce un impianto di tutto rispetto con una spesa alla portata di tutti.

allelimo ha detto...

Caro Gatecrasher, hai ragione tu: scrivo solo castronerie e non ho la minima idea di quello di cui parlo.

Il vinile è il modo più comodo, economico e di qualità per ascoltare la musica, certo che sì. A volte tendo a dimenticarmene, ma cosa vuoi, sono troppo giovane per aver mai avuto a che fare con i padelloni neri.

Fantastico comunque il tuo paragrafo sul costo del vinile rispetto al cd e al download: io ho scritto:
"OGGI un disco in vinile NUOVO costa più dell'equivalente cd o file digitale"
Tu mi rispondi:
"No,manco per niente.
A parte che è sbagliato parlare per massimi sistemi perché c’è caso e caso,la verità è che la maggior parte delle edizioni in vinile al giorno d’oggi costano una manciata di euro in più rispetto alle corrispondenti edizioni in CD.
E per quanto riguarda alcuni generi,i prezzi si equivalgono perfettamente o c’è uno scarto irrisorio non superiore ai 3 euro."

Non ho nulla da aggiungere: è un capolavoro!

ps - con Pierpaolo de Iulis ho avuto uno scambio di idee proprio ieri su Facebook, ed è stato un bel po' più educato di te.
Pensare cose diverse non implica non sapere di cosa si parla, ma solo avere idee diverse.

lele ha detto...

scusate se mi intrometto, vi leggo ma non scrivo mai. e vado pure off-topic...mi dareste le coordinate per le ristampe dei C.S.I. che sono state nominate più sopra?
p.s.: cmq sti due vinili dei diaframma a 11 euro non mi sembrano un furto...certo se non hai più il giradischi capisco la frustrazione...
grazie.lelel.

allelimo ha detto...

Delle ristampe dei CSI non so nulla, devi chiedere a Joyello, magari sul suo blog: c'è il link nella colonna di destra, il blog è "Fard Rock".
I due dischi a 11 euro, certo che non è un furto, ma mi sembra che tale ipotesi non sia stata sostenuta da nessuno...
:)

Gatecrasher ha detto...

Allelimo,hai scritto castronerie a proposito di questa ristampa e dell'etichetta che la cura.

Per esempio quelle riferite alle "stupidate audiofile",dimostrando di non avere idea del genere di dischi che pubblica Rave Up.

Il vinile più comodo? Lo scrivi tu.
Economico? Lo scrivi tu.
Di qualità? Per carità,lo scrivi tu.

Ho sostenuto argomentazioni ben diverse nel contrastare il mare magnum di inesattezze ed imprecisioni che hai disseminato nei commenti sopracitati.

Un LP costa più dell'equivalente edizione in CD? Generalmente sì,ma si tratta di uno scarto di POCHI EURO nella maggiorparte dei casi.
Quindi le tue farneticazioni sul vinile come "roba da ricchi" suonano quantomeno esilaranti.
Ci sono tantissimi giovani squattrinati che cavalcano la moda del vinile anche grazie a prezzi tutt'altro che inaccessibili

Solo le edizioni da audiofili hanno prezzi effettivamente insormontabili,ma rappresentano una fetta di mercato minoritaria.

E' evidente che parli di un mondo che non conosci,del resto mi pare di capire che non compri vinili da tempo.

Pierpaolo gestisce l'etichetta e probabilmente nel discutere con te ha dovuto cedere il passo ad un registro più diplomatico,io sono un giovane imberbe più fumantino ma l'educazione non è venuta certo meno,su.

allelimo ha detto...

Gatecrasherino mio,
ti avevo già dato ragione su tutta la linea nel precedente commento.
Visto che ci tieni, ripeto: hai ragione tu, io non conosco le cose di cui parlo e quindi scrivo solo castronerie e farneticazioni esilaranti.
E tu sei stato educatissimo nel farmelo notare, anzi: grazie.

Sul costo del disco in vinile, hai ragione tu: costa pochi euro di più dell'equivalente edizione in CD, scemo io a sostenere il contrario (?)

I giovani che cavalcano la moda del vinile, beati loro.
Io non ce la faccio più a cavalcare nient'altro che una sedia a rotelle, con una coperta ben tirata sulle ginocchia per non prendere freddo.

ps - io non ho mai comprato nè "vinili" nè "cd" nè "mp3", ma solo musica, che, guardacaso, è l'unica cosa che mi interessa.
Del tipo di plastica su cui detta musica è incisa, davvero: mai fregato un cazzo.

allelimo ha detto...

Nel caso qualcuno non l'avesse capito: io non ho parlato male dei dischi in questione.
Primo, perchè quando ne ho scritto non erano ancora disponibili, e secondo, perchè anche una volta disponibili non avrò modo di ascoltarli.

Ma così, aprioristicamente: probabilmente mi piacerebbero entrambi, pur al netto dell'inevitabile carica di nostalgia che si porterebbero dietro.

Il post dice che mi sarebbe piaciuto poter ascoltare questi dischi, e che mi dispiaccio del fatto che, essendo disponibili solo come dischi in vinile, non potrò farlo.
Non mi sembra di aver detto una cosa fuori dal mondo, ma si vede che oltre a non sapere di cosa parlo non capisco quello che scrivo...

Joyello ha detto...

Dico solo quello che posso dire: Sono in preparazione 500 copie di un cofanetto con la discografia completa dei CSI (Tre album singoli + due album doppi -in quiete/maciste/la terra... raggruppati + libro 30x30 cm con foto inedite e bellissime).
A breve partirà il preorder, presumo che l'uscita sia... autunnale. Quando e se potrò dire di più ve lo dirò. Per ora non c'è niente.
Se la cosa poi funzionerà, è previsto anche un analogo lavoro sui CCCP

lele ha detto...

ok grazie per le info sull'uscita dei c.s.i.
per la cronaca, per i diaframma bisogna aggiungere 10 euro per le spese spedizione, quindi il totale fa 32 euro.

enri1968 ha detto...

Molto punk e DIY le operazioni sui Diaframma e CCCP e CSI, bah roba da collezionisti e dov'è lo spirito "Non pagare più di XXXX".
Peccato.

Cmq qui potete trovare una bella presentazione all'album dei Diaframma scritta da Paolo Cesaretti (fanzine FREE e IDL Industrie Discografiche Lacerba), vale la pena di leggerla...
Diaframma Demos 1982

allelimo ha detto...

enri1968, probabilmente lo spirito punk invece c'è, e c'è anche il prezzo davvero non esoso.
Rimane a me sgradita la scelta di pubblicare solo su vinile, ma tant'è...

Bella la presentazione che hai linkato, mi accresce il rimpianto di non poter ascoltare queste registrazioni.

fuzz ha detto...

ma non è vero che non potrai ascoltare queste registrazioni, semplicemente non potrai(non vuoi) possederle. Gia puoi ascoltarti diversi brani su soundcloud (https://soundcloud.com/armagideon-times) per l'opera completa pazienta che mi arrivi l'orrido vinile.

allelimo ha detto...

fuzz, credo di non aver mai definito "orrido" il vinile.
Preferisco altri formati, tutto qui: ascoltare il vinile, oggi come oggi, mi richiederebbe delle spese che non sono in grado di affrontare.

enri1968 ha detto...

allelimo, in ultima analisi si, cmq sulla fruibilità ovvero massima condivisione invece resta relegato in una nicchia.

Paolo Cesaretti ha scritto veramente bene, colto lo spirito della Firenze e Italia underground anni'80.

Anonimo ha detto...

Io preferisco il CD rispetto al vinile. Ma ho anche un giradischi, per le cose che non si trovano in CD.

Per chi dice "Gli apparecchi necessari per l'ascolto del vinile COSTANO PIU' di quelli necessari per cd e file" ...

se vuoi ascoltare bene un CD o un file (lossless) serve esattamente lo stesso impianto che serve per ascoltare il vinile, e anche un DAC decente per collegare il computer allo stereo (mica ascolterai la musica con le casse del computer collegate alla scheda audio interna?)