mercoledì 14 novembre 2012

Ascolti recenti - novembre 2012

Belong - Common Era (2011)
giudizio: C

Ascoltati su consiglio di Pericle.
Bravi eh.
Però i Cure ci sono già stati, come ci sono già stati i gruppi che suonavano come loro in quegli stessi anni, ed erano la serie B dei Cure.
Questi cosa sono, la serie C?
Alcuni pezzi son anche carini, ma qual è lo scopo di questo disco?
Domando scusa, ma io non riesco ad accontentarmi della serie C...


The Black Angels - Passover (2006)
giudizio: B

Gli Spacemen 3 suonavano così, però senza il cantante che voleva essere Jim Morrison (a volte in maniera quasi imbarazzante).
Buon gruppo derivativo, con pezzi superiori alla media.
Senza infamia e senza lode.


Dresda - Diluvio (2012)
giudizio: A

Ottimo ep, tra post rock e noise.
Sono di Genova e incidono per Marsiglia Records, il che è garanzia di qualità.
Scaricato da Bandcamp, ordinata anche la copia fisica...


Fabrizio Paterlini - Autumn Stories (2012)
giudizio: C

Un disco di pianoforte solo, con rari interventi di synth e di field recordings.
Bello, ma dopo tre/quattro pezzi scende inesorabile una noia profonda e sonnifera, e visto che, come al solito, ascolto in macchina, non posso che passare ad altro.


Giardini di Mirò - Unluck ep (2012)
giudizio: A

Da ascoltare: tre brani ottimi, uno completamente inedito e due che erano già sulla versione iTunes di "Good Luck".
Niente smandolinate, ma una deriva fatta mix di drone, ambient, post-punk e anni '90, batteria affogata nel riverbero e suoni impeccabili: sono il mio gruppo preferito di adesso, punto.
In download anche gratuito da Bandcamp.


Khonnor - Handwriting (2004)
giudizio: A

L'ho scoperto per caso.
Sembra avesse 17 anni quando ha inciso questo disco, preceduto e seguito da alcuni EP.
Non c'è molto da dire: è un CAPOLAVORO ASSOLUTO, e l'ho scritto in lettere maiuscole.
Tra folk, glitch, ambient, elettronica e molto altro, un disco che da un senso compiuto all'espressione "folktronica".
Indispensabile come pochi altri.


Paper Cranes - Oh, Love! (2012)
giudizio: E

Delle volte mi trovo sull'iPod dei gruppi che non mi ricordo come e perchè ci sono finiti sopra.
Questi ne sono un esempio: devo averne letto bene da qualche parte e scaricato il loro lavoro da Bandcamp, ma è un folk-pop carino ed innocuo.
Ascoltato una volta, rimosso.


Tame Impala - Lonerism (2012)
giudizio: C

Primo ascolto: sono i Beatles, versione John Lennon zuccherosa.
Psichedelia beatlesiana impeccabile, la batteria suona come quella di Ringo e il basso spesso sembra quello di Paul.
Nel complesso, un gruppo troppo derivativo per i miei gusti attuali.


twoas4 - In Pain English (2012)
giudizio: B

Gran bel disco, lo trovate su Bandcamp in download a 2 euro, ma c'è anche la copia fisica.
Certo, la voglia di essere i Sonic Youth è grande, ma siccome ce l'ho avuta anch'io mi tocca essere più buono del solito.
Loro lo fanno molto bene, con alcune canzoni al limite del capolavoro.
E poi sono prodotti da Paolo Mauri, che suona anche il basso, e così ho DOVUTO ordinare anche il cd...


Umberto Maria Giardini - La dieta dell'imperatrice (2012)
giudizio: C

Non è male, ma boh, di questo disco non mi piace mai niente fino in fondo.


The Velvet Underground & Nico - De Luxe Mega etc. (1967/2012)
giudizio: B

E va bene, l'ho scaricato: lo sapevo che non avrei resistito.
Togliamo subito di mezzo le due versioni mono e stereo, e il disco di Nico: roba bellissima, ma non ho nè voglia nè tempo di fare il paragone con gli originali oppure tra le due diverse versioni mono e stereo precedenti.
Suonano bene, tanto mi basta.

Le Scepter Sessions: i pezzi sono grosso modo indistinguibili dagli originali, a parte alcune variazioni davvero minime (alcuni mix leggermente diversi, alcune takes alternative, una voce con più o meno riverbero, etc.)
La variazione più grossa in assoluto è l'inizio di "Heroin": in tutte le versioni qui presenti diverse da quella ufficiale, Lou canta "I just know where I'm going" invece di "I don't know just where I'm going".
Volendo stare a menarsela, lo spostamento di senso del testo è notevole, visto l'argomento: nella prima versione Lou Reed sa solamente dove sta andando, in quella pubblicata non sa davvero dove sta andando.
La realtà però (secondo me etc.) è che metricamente la versione pubblicata rende meglio.

C'è una cosa "strana", ma non avendo il libretto del cd non so se magari lì è spiegato.
Alcuni dei pezzi delle Scepter Sessions sono indicati come "tape sourced", altri come "vinyl sourced".
I primi si sentono molto meglio dei secondi, come è ovvio: quelli vinyl sourced hanno rumorini vari ed eventuali: fruscii, click e pop.
Però io avevo capito che le Scepter Sessions originali erano "perdute", e l'unica testimonianza fosse il vinile "ritovato" qualche anno fa (la storia è in giro ovunque sul web, non la ripeto)
O avevo capito male io, o sono stati ritrovati anche i nastri (ma non tutti?), boh.

Seguono le prove alla Factory, e queste sono piuttosto interessanti, soprattutto "Miss Joanie Lee", che è una specie di prova generale per Sister Ray.
Divertente la prova con Nico che tenta di cantare "There she goes again" ("I have to learn that!") che sembra esattamente quello che è, un nastro di quelli che ogni gruppo registra in sala prove per riascoltare quello che sta facendo.
Bellissimo il punto in cui Nico sbaglia, gli altri si fermano ma non tutti insieme e batteria e basso continuano con il riff - ho decine di cassette in sala prove in cui facciamo le stesse identiche cose!
Il che può voler dire due cose: noi eravamo uguali ai Velvet (ahem), oppure i Velvet erano un gruppo come tutti gli altri - solo molto più bravi.
Direi buona la seconda.

Il live al Valleydale Ballroom, Columbus, Ohio, esticazzi!
Comincia con "Melody Laughter", che c'era già sul cofanetto con la banana di qualche anno fa, ed è ancora un pezzo che sembra avanguardia 45 anni dopo.
Poi c'è Nico dal vivo, ma si sente appena appena cosa succede: la qualità sonora migliora con i pezzi seguenti.
A parte "Nothing song", pallosa, ma forse era la base per un'esibizione/balletto/cazzo-ne-so, il resto è un vero documento sonoro dei Velvet pre-primo disco.

17 commenti:

p65 ha detto...

la segnalazione letteralmente era: "a mio avviso tra le cose piu' interessanti negli ultimi anni" per cui: 1-mai parlato di musica rivoluzionaria (semmai possa esistere) 2-un cicinin riduttivo parlare di Cure di serie C...ad un ascolto piu' attento ci puoi beccare certamente reminescenze wave 80 miscelate ad atmosfere a la Slowdive...e a me tanto basta, nel 2012. Poi, oh, per carita'...:)

allelimo ha detto...

Pericle/p65: solo per il fatto di aver usato la parola "cicinin" potrei promuovere i Belong dalla serie C alla serie B :)
Seriamente però, non trovo grossi motivi di interesse in un gruppo che si rifà totalmente al passato come loro, ricreando anche un suono, oltre che un modo di scrivere le canzoni, nel quale non riesco a trovare nessuna traccia di personalità.
A mio modo di vedere, nel 2012 sono semplicemente furoi tempo massimo.

p65 ha detto...

sara' che in tempi che non mi appartengono chi si rifa' al passato (interpretandolo in modo intelligente) suscita il mio interesse. Vedo che il mio intervento ha ristabilito una collocazione piu' adeguata. Chissa', magari con un "ciumbia" passano in serie A :) a parte gli scherzi, comprendo, anche se non condivido. Ma va bene cosi'

allelimo ha detto...

p65, vedi, io ricordo una bellissima striscia di Mafalda di Quino.
Diceva, più o meno: i miei tempi sono questi, qui e ora.
(Se la trovo la scannerizzo e ci faccio un post...)
Ecco, io la penso ancora così: finchè sono vivo, questi tempi mi appartengono eccome.
Prima di nascere non erano ancora i miei tempi, dopo che sarò morto non lo saranno più.
Nel mezzo, e per il momento sono ancora lì, questi sono i miei tempi.
:)

Marco Goi - Cannibal Kid ha detto...

questo khonnor me lo vado a cercare subito!
non capita molto spesso di sentirti bene di parlare tanto bene di un disco...

allelimo ha detto...

p65, ma sono due cose del tutto diverse: anch'io me li tengo e se del caso li critico, ma proprio perchè sono "miei", come miei erano gli anni '70, '80 e '90, e come ho sempre criticato le cose che non mi piacevano in quegli e in questi anni!
Però il giorno in cui mi verrà da pensare "ah, ai miei tempi sì che", beh, quel giorno saprò di essere diventato davvero vecchio, e spero che non succeda troppo presto...
:)

Cannibal Kid, spero che non resterai deluso.
Secondo me questo disco è un bignami degli ultimi 20 anni di musica, dello stesso valore di, esagero, VU&N.
Pensa te che, dopo quasi tre anni, ho aggiornato per la prima volta la mia top-ten qui di fianco!

p65 ha detto...

spinto dalla curiosita' per l'inusuale recensione entusiastica dei Khonnor li ho ascoltati. Condivido: bello, ma appunto: un bignami degli ultimi 20 anni, Sigur Ros in testa e un pizzico di VU rallentati che non guasta. Solo che a differenza per dire dei Belong, o APTBS, o Soft Moon, riassumono un ventennio musicale che a me personalmente non ha dato molte emozioni...ah, i 2as4: a un primo ascolto sembrano interessanti. Belle le linee di basso ma se mi dici che lo suona il Mauri allora tutto si spiega ;)

allelimo ha detto...

p65, devi però tenere conto di una cosa: il disco è stato pubblicato nel 2004.
Sono otto anni fa, quindi il suo essere un bignami degli ultimi 20 anni lo pone a metà tra riassunto dei dodici anni precedenti e anticipazione degli otto anni successivi.
Per questo parlavo di qui sopra di VU&N (un disco che ha anticipato almeno quarant'anni di musica rock): perchè ha anticipato quello che sarebbe venuto dopo.
Non è poco.
Ed è molto ma molto diverso dal riprodurre più o meno fedelmente modelli di venti o trent'anni prima.
E' la differenza che esiste tra chi si accontenta di suonare nel solco della tradizione e chi la tradizione la crea.

p65 ha detto...

mettiamola cosi': se tra una decina d'anni ai Khonnor dedicheranno un intero capitolo nella storia della musica contemporanea come successe ai VU molto probabilmente vorra' dire che avevi ragione tu XD

allelimo ha detto...

Non credo proprio che succederà!
Non volevo dire che il disco di Khonnor (che è uno solo, non è un gruppo! Voce, chitarra e laptop...) sia della stessa importanza di VU&N, ma che lo trovo della stessa "specie" di VU&N: cioè un disco che crea nuove strade, senza accontentarsi di ripercorrere quelle già battute.
Ma c'è troppa differenza di contesto tra il 1967 e ora perchè un qualsiasi disco, anche se ottimo come questo, possa avere un posto nella storia paragonabile a quello di VU&N.

p65 ha detto...

si certo...immagino ti riferissi proprio a quello che schematicamente si potrebbe riassumere come un approccio creativo "conservatore" o "progressista". Diciamo che la tua recensione era lo spunto per una riflessione piu' ampia proprio sul punto finale della tua ultima replica: e' possibile ancora realizzare dischi epocali? Io non credo, ma sarebbe interessante dedicarci un'apposita discussione...

silvano ha detto...

Khonnor me lo vado a cercare anch'io - 'azzo ne parli bene! una notizia.

Poi ti volevo chiedere se conosci i Dirty Projectors, mi son ascoltato il loro ultimo disco (a dir la verità una volta sola per ora) e mi hanno veramente fatto una buona impressione. Sembrano...non so bene cosa sembrino, ma è un po' come se David Byrne fosse ancora giovane e cominciasse in questi anni la sua carriera.

ciao, silvano.

allelimo ha detto...

silvano, ma non è come dite tu e gli altri, eh!
In questo post parlo di 11 dischi, e parlo BENE di 5 di essi, cioè quasi il 50%, sarà mica poco...

Consiglio assolutamente anche Dresda, GdM e twoas4, roba bella e italiana e indipendente o autoprodotta e disponibile in download gratuito o streaming.
Dirty Projectors non conosco, vedo di informarmi.

Joyello ha detto...

Io a "sweet lo magellan" ( il disco dei Dirty Projectors) gli ho dato 9. Ma non credo sia molto nelle corde di allelimo. :-) http://fardrock.wordpress.com/2012/07/10/dirty-projectors-swing-lo-magellan/

allelimo ha detto...

Joyello, ricordavo la tua recensione entusiastica ma in effetti la tua descrizione mi fa pensare a un gruppo me non troppo in linea con quello che piace a me.
Il disco è comunque nell'iPod, domani ascolto.

fuzz ha detto...

ancora non riesco ad interpretare le tue impressioni di ascolto, ovvero a leggere fra le righe se il disco puo interessarmi o no.
E si che mi applico
Dresda-preso, gran bel disco non fa certo gridare al miracolo ma ascoltato con gran piacere, suonano molto bene e non vien mai voglia i saltare i pezzi che per il postrock è gia una gran cosa.
Giardini di Mirò - come sopra
Khonnor - urca, per me il peggior nonascolto dell'anno.
twoas4 - preso, grandi pezzi suonati benissimo e cantati da schifo. A volte imbarazzante la somiglianza coi Sonic, ma le canzoni son belle davvero.
Tame Impala - bhe almeno non hai citato Black Sabbat e Yes.

Ho le allucinazioni o è scomparso il capolavoro di Nick Cave? Ripudiato?

Velvet - ovviamente non ho resistito nemmeno io, partito dal CD4. Bello ma io i click e pop su supporto digitale proprio non li reggo, ascolto piacevole ma temo unico. CD5 e 6 concordo.

Insomma allo stato attuale se parli bene di un disco devo ascoltarlo che non è detto, e se ne parli male meglio se lo ascolto che non è detto.

allelimo ha detto...

fuzz, bene, son contento: se no saremmo la stessa persona, e invece siamo due persone diverse!
Anche se dei cinque gruppi di cui ho parlato quattro sono piaciuti anche a te, direi che non abbiamo gusti troppo lontani.
Khonnor a parte, che per me è davvero un capolavoro.
Ma solo l'album, "Handwriting", che nel frattempo ho ascoltato anche qualche altro suo lavoro su ep, e non c'è nulla che stia nemmeno vagamente alla pari con quello

Nick Cave non è veramente scomparso, è che di quel disco (Kicking against the Pricks) avevo già parlato nella puntata precedente di "ascolti recenti", e avevo ripubblicato per distrazione (rincoglionimento) la stessa recensione...