mercoledì 21 novembre 2012

Del collezionismo, dei giovani musicisti e della morte del rock

Tesi:
Tutti noi maschietti siamo fondamentalmente collezionisti.
Cominciamo da bimbi con le figurine.
Ma anche (quando ero piccolo io) i tappi delle bottiglie, le biglie, i soldatini dell’Atlantic, le macchinine di formula uno, le squadre del Subbuteo, i fumetti, tutto.

E con la musica, per quelli di noi che si sono di essa ammalati, uguale: perchè se un gruppo ti piace, devi avere tutto.
Tutti i dischi ufficiali, che magari quel lato b di quel singolo uscito solo in Giappone è la canzone che ti cambia la vita (o almeno i cinque minuti in cui la ascolti).
Tutti i dischi non ufficiali dal vivo, che magari quella volta dal vivo hanno suonato una versione di quel pezzo che ti cambia la vita (o almeno i cinque minuti etc.)
Tutti i dischi con le prove rubate o le versioni scartate, che magari etc.

Devi avere tutto, sentire tutto.
Magari anche una sola volta, ma tutto.
Una volta era, più o meno, impossibile: per trovare tutto di un gruppo, dovevi sobbarcarti investimenti consistenti in vinile, cassette e cd, senza parlare della bieca e ricattatoria sopravvalutazione dei pezzi rari ad opera dei furbi spacciatori di vinile.

Oggi, accontentandosi della parte della conoscenza (e rinunciando - magari a fatica - alla parte del possesso) si può fare più o meno tranquillamente per quasi tutti i gruppi.
Sul web (maledetto!) è possibile rintracciare senza grosse difficoltà (e soprattutto senza spendere nulla) l’opera omnia di praticamente chiunque.

E per i meno avvezzi alla navigazione negli oscuri meandri della rete, ci son sempre le edizioni Mega De Luxe, con imperdibili raccolte di scarti discografici accoppiate ai “classici” che a tutti piacciono.
Perchè i dirigenti delle case discografiche son mica del tutto rincoglioniti, e questa cosa la sanno bene e ne aprofittano, eh...

Antitesi:
Tutti i giovani musicisti godono, per fortuna, di una sana ignoranza: conoscono poche cose, ma credono di conoscerle tutte.
Quantomeno, quelle importanti.

E quindi non hanno paura a scrivere i loro pezzi, e non hanno paura se non sono abbastanza tecnicamente competenti per suonarli in modo impeccabilmente “professionale”.
Non si possono mettere le dita sulla chitarra in quel modo, perchè quell’accordo non esiste? E chissene, mi piace come suona.

E quindi 2, riescono a essere geniali e a fare cose che, di lì a pochi anni, non riusciranno più a fare.
Perchè nel frattempo saranno cresciuti, e anche senza parlare delle bollette da pagare, avranno cominciato a menarsela con il mantenimento della posizione.
Finite le idee e la voglia di rischiare, avranno cominciato a menarsela con “valori” quali professionalità, esperienza e mestiere.
E la cosa più divertente è che ‘sti valori del cazzo qui, li prenderanno sul serio, e con loro li prenderanno sul serio i loro ormai attempati fan.
Anche i gruppi e i fan che, all’inizio, apprezzavano esattamente il contrario.

Sintesi
La solita, così popolare sul web tra i 40/50 enni.
“Il rock è morto quando eravamo giovani noi, e la musica di adesso fa schifo al cazzo.”
“Ascolto solo i dischi degli anni [decennio a piacere], meglio un loro disco di scarti che un disco di oggi”
Lo so che l’ho già scritto innumerevoli volte, ma santa polenta: se continuo a leggere in giro la solita tesi, continuo noiosamente a controbattere...

Anche se, in realtà, oggi un problema nuovo c’è.
Ed è quello opposto, semmai: è possibile ascoltare con facilità troppe cose.

Ad esempio, io mi informo sulle nuove uscite tramite alcune fonti.
Alcuni blog (sono tutti nel blog-roll qui di fianco)
Alcune riviste on-line (SentireAscoltare, Ondarock)

Su SentireAscoltare ci sono una media di 5 recensioni al giorno.
Fanno circa 150 al mese.
Diciamo che solo una su dieci mi stimola ad ascoltare un disco.
Fanno 15 dischi al mese.
Solo da SentireAscoltare.

Se ci aggiungiamo i dischi consigliati dai blog, tra nuovi e "riscoperte", e magari qualche disco che scarico perchè all'epoca non l'avevo trovato e mi è rimasta la curiosità, si arriva tranquilli tranquilli a 30 dischi al mese.
E’ impossibile starci dietro.
Così si accumula spazzatura digitale sull’hard disk, e per sentire tutto dovresti darti una disciplina che è un po' in contrasto con il piacere un po’ anarchico dell'ascolto musicale "per piacere".

Dovresti sentire un album al giorno, diciamo almeno un paio di volte che se no è inevitabile essere un pelino troppo superficiali nei giudizi.
E non riascoltare più quello che ti piace, altrimenti non riesci a star dietro alle nuove uscite.

Come uscirne?
Non ho la risposta.
Io alterno periodi in cui cerco di ascoltare un disco nuovo al giorno a periodi in cui ascolto lo stesso disco per una settimana di fila.
Naturalmente i periodi del secondo tipo contribuiscono ad aumentare a dismisura la quantità di spazzatura digitale accumulata.
Spazzatura non come giudizio di merito, ma come semplice constatazione: magari lì dentro ci sono dischi bellissimi, ma non troverò mai il tempo di ascoltarli.

23 commenti:

Saziozero ha detto...

Bel dilemma, magari inventeranno un lettore intelligente, dove impostare un filtro per la spazzatura musicale.
A me sarebbe utile.

Evil Monkeys ha detto...

Questo ahimè è un problema che forse non è solo limitato alla musica e che un certo utilizzo del web si porta dietro... io che spesso mi rapporti x lavoro con colleghi usando la mail mi trovo ad impiegare un sacco di tempo a leggere, rispondere, scrivere a persone che magari di lì a poco tempo incontro in carne e ossa. Molto più facile parlarsi.
Non so come faccia chi è molto attivo su facebook a gestire messaggi e robe varie.

Troppa informazione, col problema che spesso quella utile e interessante è sommersa da un mare di sciocchezze.
Io con la musica sto andando...come dire..."un po' a caso". Ho in mente tanti mezzi nomi di gruppi che da tempo mi riprometto di ascoltare e pesco un po' dalla memoria. L'ultimo acquisto (ieri) è stato un CD dei Brian Jonestown Massacre, ma non chiedermi il titolo perchè già me lo sono scordato!

Lucien ha detto...

Come uscirne?
L'unica soluzione che ho trovato col tempo (dopo la sbornia iniziale) è selezionare sempre di più, anche a priori. Lo so, si rischia di non ascoltare qualcosa che magari ti sarebbe piaciuto, però è inevitabile.
Riguardo il collezionismo fino a 15 anni fa ero in full immersion con i fumetti: una buona parte, da Alan Ford a Ken Parker sono ancora in bella vista nel mio studio. In campo musicale invece ho sempre comprato per "ascoltare", raramente per possedere.

enri1968 ha detto...

Bel dilemma, personalmente è da qualche anno che non ascolto più le novità, anzi ultimamente ri ascoltto album che avevo preso in anni recenti e che avrò ascoltato poche volte per i motivi che hai ben esposto nel post.

Leggo velocemente Ondarock e SA però quest'ultimo per me è divenuto illeggibile.

Cmq ora mi trovo bene così.

allelimo ha detto...

E già, un filtro per la spazzatura musicale, selezionare a priori, andare a caso, rinunciare all'ascolto delle novità...
Vedo che ognuno in qualche modo cerca un modo per affrontare la troppa informazione di oggi.
Però così ci si perdono le cose che succedono adesso, e a questo non riesco a rassegnarmi.
Perchè quello che succede adesso mi interessa molto di più di quello che è già successo.
E perchè per sapere cosa succede non basta conoscere le cose belle, devi conoscerle tutte, anche quelle brutte (se no come fai a dire che son brutte?)

enri1968 ha detto...

Sai Alle per me è bello scoprire musica del passato (remoto o prossimo) perché al tempo per pregiudizio "punk" non prendevo in considerazione, però per questa musica "passata" uso gli strumenti del presente.

Lucien ha detto...

Concordo con Enrico sul fatto che SA, pur offrendo un notevole ventaglio di novità su tutti i generi, stia scivolando troppo nel tecnicismo con troppe sigle e riferimenti incomprensibili ai più.

TonyFace ha detto...

azz è un argomento che avevo più o meno preparato per il mio blog di lunedì prox.
In estrema sintesi molto meglio poter sguazzare nell'abbondanza attuale che nelle ristrettezze di allora (pur senza il vinile che gira).
Personalmente ho imparato a riconoscere le cose che mi possono interessare (se un disco contiene la parola "soul" o "blues" o "n roll" un ascolto lo do' di sicuro, se ci sono titoli come "Antropoctoelectromania" ,"Post rock landscapes", "Stoner growling metal drive" magari li lascio da parte...

allelimo ha detto...

enri1968, vero, e infatti quei dischi lì, quelli che all'epoca li avevamo ignorati per pregiudizio o perchè non eravamo mai riusciti a procurarceli (mai provato a cercare un disco dei Can o dei Neu! nei primi anni '80? Io sì, era uscito un articolo sui Can su Rockerilla, anni intorno al 1982. Il mio primo disco dei Can l'ho trovato tipo cinque/sei anni dopo, il primo dei Neu! era il 1995 circa...) sono parte dell'equazione:

dischi vecchi + dischi nuovi = tempo infinito

SentireAscoltare, non sono tanto d'accordo.
Io leggo le recensioni a "volo d'uccello", se parlano di techno salto, se trovo qualche parola che mi sconquiffera, magari mi fermo e approfondisco.
Le leggo non per il parere, ma per capire se il disco potrebbe interessarmi.
Più o meno quello che dice TonyFace.

Però, Tony: facendo così non si scoprono mai cose "nuove", ma si rimane grosso modo all'interno di qualcosa che sai già che più o meno ti interesserà, senza probabilmente trovare nulla di particolarmente brutto ma nemmeno nulla di particolarmente esaltante, e contribuendo così a farci pensare che il rock è finito e non c'è più la buona vecchia musica di una volta e i gruppi di oggi rimasticano all'infinito cose già fatte.

Anche qui, come se ne esce?
Ascoltando palate di roba che non ci piace perchè magari...?
Boh.

TonyFace ha detto...

A 51 anni suonati ormai so quello che mi piace ascoltare e di conseguenza mi indirizzo verso quelle cose, lasciando però sempre uno spazio per quello che "tanto so già che non mi piacerà ma ci provo lo stesso" e a "quello che proviamo un po' a sentire".
In genere torno al mio ambito (cmq piuttosto largo).
Adesso ho in cuffia un cantautore senegalese che mi sta devastando i coglioni...sono al secondo pezzo e non arriverò al terzo. Non male il nuovo di Courtney Pine ma non lo riascolterò un'altra volta.
Mi sa che torno per la mattinata ai nuovi di Macy Gray e dei Madness....però con Abdou Diop ci ho provato ma dopo "Kodo", "Fadam" e "Jaabi" mi fermo.

silvano ha detto...

Visto che bene o male, piaccia o meno, non ci sono più referenti riconosciuti che fanno un filtro a monte sui dischi (fino agli anni 90 era così: e non mi interessa entrare nel merito se fosse un limite la cosa o un pregio), ancora una volta mi tocca di essere d'accordo con il tuo "cazzeggio" che cazzeggio infine non è. Mi lascia un bel po' di ansia pensare che magari da qualche parte ci siano i nuovi Beatles, i nuovi Rolling Stones, un giovanissimo Lou Reed, o anche Pearl Jam o Nirvana e che nessuno o pochissimi li ascolterà mai. Altra cosa che mi dispiace è che quando magari si trova un gran bel disco nella montagna di spazzatura dell'hd, non lo si possa condividere con molti che il passaparola poi è solo per gli amici.
Siamo nell'era dell'abbondanza dei talenti ma anche degli scarsi, bisogna aver occhio e fortuna, che la pappa non è più nè pronta nè comoda.
ciao, silvano.

allelimo ha detto...

TonyFace, sono molto d'accordo con tutto quello che dici qui sopra: anch'io credo ormai di sapere quello che mi piace, e proprio per questo vedo il rischio di non scoprire più cose che non mi piacciono ANCORA.
Poi in questi ultimi giorni ho ascoltato quattro-cinque dischi che mi hanno frantumato le palle, di quelli che non vedi l'ora che arrivino alla fine.
Stasera tornando a casa mi sa che ascolterò qualcosa che conosco già per riprendermi un po'... :)

silvano: sintetizzando, è la solita storia della coperta troppo corta da una parte o dall'altra.
COn gli anni, siamo diventati tutti socratici qui: "sappiamo di non sapere" e più conosciamo più siamo consapevoli di conoscere tutto.

Mi viene in mente adesso che l'ignoranza "sana", attribuita nel post ai giovani musicisti, dovrebbe essere estesa anche ai giovani ascoltatori.
Ovvero, diciamo che tutto è solo funzione dell'età, e forse riusciamo a venirne a capo, anche se in un modo che non mi lascia soddisfatto: solo quando sei giovane sei in grado di illuderti di conoscere tutto quello che ti serve.
Quando arrivi a 50, non puoi che arrenderti alla consapevolezza che non potrai mai conoscere tutto, e cercare di accontentarti del poco che riesci a fare...

Roberto ha detto...

Bisognerebbe chiedere a Scaruffi, lui secondo me potrebbe darci la risposta.

In ogni caso, è abbastanta evidente che nessuno mai potrà leggere ascoltare vedere tutti i libri dischi film che sono di "ieri" e soprattutto di oggi (quelli che continuano ad uscire). In genere ci si può far guidare da una cosa che si chiama fiuto, intuizione, consigli di persone che sappiamo hanno gusti simili ai nostri. Essere consapevoli che tutto non si può fare, ma quel poco che facciamo deve essere sempre ottimizzato e consono al tempo che abbiamo.
Io ho passato anni a scaricare tonnellate di musica al giorno e informarmi, musicalmente parlando, ora mi sono anche scocciato, sono arrivato ad un certo livello di saturazione, la maggior parte di cose che volevo sapere le so, per cui cerco appunto di selezionare il più possibile, aggiornarmi quanto basta, spigolare di qua di là, e "arrendermi" serenamente di fronte quell'infronteggiabile mare magnum che offre il web. Anche perchè mi rifiuto di passare la mia vita davanti ad un video a cercare le opere nascoste che potrebbero cambiarmi (di nuovo) la vita. Bisogna essere un po' elitari alla fine dei conti, qualcosa di buono si trova sempre.

Evil Monkeys ha detto...

io ho scoperto da poco questo "giochino" su LastFM

http://www.lastfm.it/discover

Qualcuno si è mai addentrato?
Credo che il rischio sia di mettere ancora più carne al fuoco di quanta se ne cerca di "selezionare"...però, chissa?!

saluzzishrc ha detto...

Sono d'accordo con la tesi del post. Da una decina di anni un sacco di gente ha perso interesse alle novità musicali anche perchè è rimasta impantanata in centinaia di giga di musica prima introvabile e che solo grazie al download è riuscita ad avere.
Per certi versi questa è stata la vera musica degli anni 2000.
Anche le mode vintage e revival che tanto sono andate in questi anni derivano in parte da questo.
Riguardo ai commenti sono rimasto sorpreso che nessuno ha citato Youtube tra i modi per aiutarsi con la musica nuova.
Nessuno lo usa?
Io per arrivare ad un disco nuovo (le poche volte che succede - in questo sono molto poco socratico) prima devo leggere qualcosa che mi colpisce, poi si passa al vaglio Youtube (in genere un video basta per capire che una cosa NON mi piace, altrimenti me ne servono un po' di più), superato Youtube arriviamo al download di prova (quello che non finisce neanche nella cartella "musica"), solo se passa anche questo punto entra nella mia collezione.

enri1968 ha detto...

Per Alle e tutti: credo che nel complesso abbiate ragione, poi personalmente non riesco a cambiare il mio metodo d'ascolto.

Per Alle e tutti 2: bravo e bravi, e' sempre avvicentente e interessante leggere i post e i commenti!







Per Lucien: si ha sintetizzato bene concordo, SA per me e' stancante da leggere o sfogliare...

enri1968 ha detto...

Alle: e' lo ricordo anch'io quell'articolo su Rockerilla!

Ad esempio i Can, i Neu! "e compagnia cantanti" gli ho conosciuti grazie al libro di Julian Cope tradotto pochi anni fa tradotto in italiano.

allelimo ha detto...

Roberto, Scaruffi non vale, lui lo fa come professione :)
Bisogna essere elitari, direi che sono d'accordo con te, nel senso che un filtro, come dicono più o meno tutti, è indispensabile.
Però mi spiacerebbe perdere un'opera nascosta che potrebbe cambiarmi di nuovo la vita. Almeno quella musicale.

Evil Monkeys e saluzzishrc, non sento la mancanza di altri modi per scoprire musica nuova.
C'è LastFm, c'è Youtube, e mille altri modi: ma stiamo parlando di una situazione di sovrabbondanza di informazioni, non di mancanza.
Per me i migliori sono quelli che mi permettono di non essere costretto davanti al computer per l'ascolto: ho il solito problema dell'aver tempo praticamente solo durante il trasferimento in macchina casa-ufficio.
Quindi download in mp3 -> iPod.
Per tutto il resto, non ho tempo.

enri1968, non è necessario cambiare nessun metodo, anzi: ad ognuno il suo.
Però è interessante confrontare le varie "soluzioni".

TonyFace ha detto...

Personalmente non credo esistano "nuovi Beatles (o Velvet Underground in omaggi oal gestore del blog) nascosti".
Ormai è tutto abbastanza raggiungibile, come detto, e dove non arriviamo noi c'è sicuramente qualcuno che ci induce all'ascolto o alla ricerca.

Insomma non credo che nessuno si stia perdendo cose che ci possono cambiare la vita (musicale).
Personalmente negli ultimi 10 anni mi sono perso al massimo tre/quattro cose "imperdibili", puntualmente recuperate magari un anno dopo,

allelimo ha detto...

Ma non lo so, Tony.
Io ho scoperto recentemente un disco del 2004 che mi ha davvero entusiasmato ("Handwriting" di Khonnor, vedi ultima puntata di "Ascolti recenti") e del quale non avevo mai sentito parlare fino a più o meno un mese fa.
E forse non ci perdiamo cose che possono cambiare la nostra vita (musicale) solo perchè per noi è troppo tardi, non perchè non esistano più?

TonyFace ha detto...

Non credo che per noi sia troppo tardi.
Sto leggendo ora il miglior libro che abbia mai letto: "Guerra e pace" (credo sia abbastanza noto...).
E questo dopo decenni di valanghe di letture di tutti i tipi. Ho scoperto Bret Easton Ellis e Raymond Carver quest'estate.
Il tempo c'è tutto.
E' che in ambito musicale sono convinto che non ci sia tanto di nascosto da scoprire.
Ah stasera c'è Greg Lake a Piacenza..sarà mica da scoprire questo giovane talento??

allelimo ha detto...


No, il mio "è troppo tardi" si riferisce solo alla musica rock.
Che, ci piaccia o meno adesso che siamo arrivati ai cinquanta, è sempre stata fatta dai giovani per i giovani.
Il mito dei "primi dischi" bellissimi e di quelli successivi in calare, non è tanto un mito: è la pura e semplice realtà per migliaia di gruppi rock. Che, semplicemente, invecchiano.

Noi, come cinquantenni, non possiamo più entusiasmarci per un disco come quando di anni ne avevamo quindici.
Possiamo ancora entusiasmarci, certo, ma credo che nessun disco ci cambierà più la vita.
Non perchè non ci sono più i dischi di una volta, ma perchè non siamo più noi i ragazzi di una volta.

E sono ugualmente convinto che, in questo preciso momento, diversi quindicenni si stanno facendo cambiare la vita da un disco appena uscito, che entra a far parte della loro vita.
E un po' li invidio...

TonyFace ha detto...

D'accordissimo.
Ogni disco che esce sarà , per noi, sempre "ispirato" da questo e da quello, inevitabilmente ci sentiremo i Velvet, i Kraftwerk, i Police, i Pere Ubu o i Pink Floyd della terza facciata di "Ummagumma".

Allo stesso modo un quindicenne scoprirà i Green Day e si butterà per terra dall'entusiasmo.

E va bè, mezzo secolo, mica cazzi...