venerdì 21 dicembre 2012

Ascolti recenti - dicembre 2012

Breathless - Green to Blue (2102)
giudizio: A

Bellissimo. Ne riparliamo quando ho finito di ascoltarlo.


Mimes of Wine - Memories of the Unseen (2012)
giudizio: B

Gruppo o solista, non ho capito bene, basato su voce e pianoforte dell’emiliana Laura Loriga.
Grande voce, molto espressiva, arrangiamenti pregevoli di pianoforte, atmosfere oscure e sognanti.
Ma questi stessi pregi sono anche i difetti del disco: dopo tre/quattro pezzi diventa interpretativamente manieristico e ripetitivo, tra reminiscenze di Tori Amos (non è un complimento) e della PJ Harvey periodo “White Chalk” (non è un complimento nemmeno questo).
Sarebbero, credo, un gruppo fantastico sulla distanza dell’ep: la sequenza iniziale dei primi pezzi è davvero ottima.


Melampus - Ode Road (2012)
giudizio: B

Sono un duo, ma non sembra.
Nel senso che non sono noiosi come i White Stripes e tutti i loro figli “chitarra e batteria”.
Musiche interessanti, voce in secondo piano.
Genericamente alternative anni '90 direi, ma c’è almeno un capolavoro (“Double Room, bellissima) e diverse parti strumentali sono veramente ben fatte.


Mickeranno - Mickeranno (1985)
giudizio: C

Ma dai, me ne ricordavo abbastanza bene: i Durutti Column milanesi (forse).
E pensare che all'epoca li avevo recensiti per Vm, ma siccome non avevo ancora sentito niente dei Durutti Column avevo sparato una marea di cazzate.
C'è qui un brano però, "", che è uno dei migliori brani di Nick Drake non scritti da lui che abbia mai ascoltato.
Soprattutto perchè hanno evitato di cantarci sopra.


Mushy - Breathless (2012)
giudizio: C

Brava è brava.
Suoni filologicamente perfetti: un verod disco di coldwave/minimal synth anni '80
Cioè due generi che in Italia negli anni '80 non esistevano.
Chi non ci credesse, può venire a casa mia: gli presto la collezione completa di Rockerilla dal 1979 al 1989 e se trova, anche una sola volta, una delle due espressioni (coldwave e minimall synth) gli regalo dieci cd a sua scelta.
Mi disturba un po’ questa cosa del “minimal synth”, come mi distubano quelli che ne fanno il revival: è un po’ come fare il revival di una cosa che non è mai esistita. Boh.
Poi, a scanso di equivoci: il disco è bello, ben suonato e con un atmosfera molto "pink" (leggi Pink Military e Pink Industry)
E’ il senso che mi sfugge.


Gaznevada - Gaznevada (1979)
giudizio: D

E’ la ristampa della prima, mitica cassetta pubblicata da Harpo’s Bazar, che non avevo mai sentito all’epoca, ristampata come “Mamma dammi la benza” dalla benemerita Shake Edizioni.
Tolti “Telepornovisione” e “Criminale”, due punkettoni sloganati urlati carini, il resto mi fa venire un dubbio, ma come hanno fatto solo un anno dopo a registrare un capolavoro come “Sick Soundtrack”?
Perchè sembrano due gruppi diversi, punto.


Roy Harper - Stormcock (1971)
giudizio: C

Scoperto sul sito di Webbaticy che è bello (il sito, non Webbaticy...) e merita.
Disco niente male, folk con qualcosa di Nick Drake e quattro pezzi lunghissimi che riescono a tenere desta lo stesso la mia attenzione.


Yo la Tengo - Fade (2013)
giudizio: A

Uno dei gruppi nella mia top ten, nonostante siano parecchi anni che non fanno più un disco che mi convinca dall’inizio alla fine.
Però il tris “May i sing with me/Painful/Electr-o-Pura” è ancora oggi una roba da non credere.
Prima, album acerbi con grandi canzoni sparse in mezzo a roba trascurabile.
Dopo, boh.
Son cambiato io o son cambiati loro, nessun album successivo mi ha più dato le stesse emozioni di quei tre lì.
Nonostante abbiano continuato a fare canzoni bellissime, hanno ricominciato a mettere in mezzo cose sempre più trascurabili.

Poi certo: hanno l’immagine più nerd/indie/alternativa possibile, e ci scherzano su, tipo il video in cui vanno a scuola di rock, o quell’altro in cui dovrebbero fare da supporto ai Beatles.
Sono i tre rocker meno cool del mondo, da quella versione sfigata di Lou Reed che è Ira Kaplan a quella paciarotta della moglie Georgia Hubley (due rocker sposati, poi? Per davvero, da anni e nello stesso gruppo?)(che lei è la figlia del creatore di Mr. Magoo, per di più), e il bassista ciccione, James McNew.
E i loro concerti infarciti di cover di “classici” del rock, nella loro versione della cover-band da birreria: come si fa a non amarli?

Questo nuovo disco è diviso in due: prima parte veloce, rock indie con kraut e psychedelia tra l’eccellente e l’ottimo, e una seconda parte lenta, ballate rock indie kraut con psichedelia tra l’eccellente e l’ottimo.
Ovvero il primo disco degli Yo la Tengo dopo la triologia di cui sopra che mi è venuta voglia di riascoltare più volte.


Stefano Pilia - Strings (2012)
giudizio: E

Questo è il classico disco che mi fa ringraziare il cielo dell'esistenza del download.
Perchè è un disco di cui leggi buone recensioni e pensi che possa essere interessante, e allora cerchi di ascoltarlo, e quando lo ascolti ti domandi perchè.
Perchè hai sprecato quasi un'ora della tua vita ad ascoltare musica (?) concreta (?) fatta di rumori ambientali casuali.
Poi ti chiedi anche perchè qualcuno pubblica questa roba, e perchè qualcuno ne parla bene, e come diavolo si fa a mixare un disco così, e come cazzo si fa a pensare un disco così.
E ringrazi il cielo di non averci speso dei soldi: puoi limitarti a un comodo "canc" (o "del" a seconda della tua tastiera) e non ci pensi più.


Agata and Me - There are songs about you (2012)
giudizio: C

Duo siculo-balcanico che incide per etichetta danese, per fortuna l'amtosfera è molto più nord-folk-tronica che balcanica: parola che in musica mi fa venire i brividi, tra complessini tzigani, bozouki e marcette alla Bregovic, mediterraneismo d'accatto e violini stonati.
Qui nulla di tutto ciò, grazie alla Sopa Records.
Disco non stratosferico, ma si fa ascoltare.

6 commenti:

Lucien ha detto...

Due dei Gaznevada originali lasciarono nel 1979 per formare "The Stupid Set" e subentrò Marco Bongiovanni: forse fu questa la causa del cambio di rotta con più elettronica, oltre ad un'evoluzione del loro sound.

allelimo ha detto...

Vero, questa è senz'altro una delle ragioni, ma la maturazione tra le due prove è veramente incredibile.
Questa cassetta è mitica anche perchè all'epoca era praticamente introvabile (e infatti mai l'avevo trovata).
Adesso che è possibile ascoltarla, boh: forse era meglio non riesumarla?
(domanda retorica, eh: la mia risposta è evidentemente sì, era meglio non riseumarla)

Webbaticy ha detto...

Grazie per il bello :-)
Mi dispiace per Pilia: il disco che citi non l'ho sentito, ma mi definisco un suo fan lo stesso per ciò che fa nei grandi 3/4hadbeeneliminated

SigurRos82 ha detto...

Stormcock di Roy Harper è un classico sotterraneo del folk più bizzarro e avant, davvero notevole :)

Gli Yo La Tengo sono una band incredibile, mi ha fatto scompisciare la descrizione che ne dai ;) Concordo, "Fade" è un disco da non crederci!

Buone feste a tutti!!!

allelimo ha detto...

Il disco di Pilia mi ha deluso proprio perchè altre cose sue che avevo sentito mi erano piaciute, tipo il disco con Belfi e Grubbs di cui avevo parlato qualche tempo fa.

Gli Yo la Tengo sono, come ho scritto su Facebook, uno dei pochissimi gruppi che ha il coraggio di non prendersi troppo sul serio.

Amos Gitai ha detto...

Ti auguro un buon Natale e invito te e i tuoi lettori a partecipare alla scelta dei migliori film del 2012 sul mio blog.