mercoledì 12 settembre 2012

Non-ascolti recenti: settembre 2012

Sembra siano usciti negli ultimi tempi i nuovi dischi di:
  • Bruce Springsteen
  • Patti Smith
  • Bob Dylan
  • Mark Knopfler[1]
Purtroppo i giovani non hanno più passione per il rock e tendono a ignorare questi capolavori di musica contemporanea (ai loro nonni).

E' un segno inequivocabile della decadenza dei tempi moderni: i ragazzi non apprezzano più i classici.

Mica come noi, che quando eravamo giovani invece di ascoltare i musicisti a noi contemporanei (tipo Springsteen, Smith, Dylan, Knopfler) ascoltavamo i grandi del passato: Bing Crosby, Dean Martin, Frank Sinatra.
Ecchecazzo.


Note e links:
[1] Età media dei quattro: 66 anni

22 commenti:

brazzz ha detto...

eh eh eh..e che cazzo...

credo sia uscita anche una raccolta(CON 2 INEDITI!!!!!!!!!)degli stones..
ecchecazzo

allelimo ha detto...



brazzz, accipicchia, purtroppo è solo annunciato, in uscita il 12 novembre.
Ecco le notizie dal sito dei Rolling Stones:

The Rolling Stones
GRRR!

12 NOVEMBER
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3CD: € 18,99
Deluxe Edition: € 38,00
Vinyl Boxset: € 100,99
Super Deluxe: €126,00

Un'operazione di limpida e cristallina natura artistica, l'unione di ben due nuovi brani inediti agli altri 50 "greatest hits" è anche un'idea assolutamente mai vista prima nell'ambito dell'industria discografica.
Una conferma della spinta innovativa e iconoclasta non ancora sopita da parte dei quattro ragazzi terribili del rock.

Joyello ha detto...

Però al disco di Patti Smith dagli una chance: non faceva un disco così dal 1979! :-)

Dylan ha una copertina troppo orrenda. Non credo che l'ascolterò.

Gli altri due, neanche li cago.

J.

Joyello ha detto...

8/10 su Fardrock. mica bruscolini!

http://fardrock.wordpress.com/2012/06/15/patti-smith-banga/

Marco Goi - Cannibal Kid ha detto...

azz, questi come età media battono pure gli expendables di stallone e forse pure il parlamento italiano :)

allelimo ha detto...

La dico grossa: a me non è che mi abbiano mai fatto impazzire neppure i dischi pre-1979.
Brava ma ci sono decine di altre cose che mi interessano/piacciono di più di Patti Smith.
La recensione l'avevo già letta, ma è uno di quei dischi che farei fatica ad ascoltare anche una volta sola: non l'ho nemmeno scaricato, pensa te...

tony-face ha detto...

Il nuovo di Patti Smith a me piace tantissimo ma mi piaceva anche ai tempi (vedi domani sul mio blog...ehehe).
Quello di Dylan l'ho ascoltato qualche volta: prevedibile, scontato, rassicurante, innocuo ma alla fine non male.
Sempre ODIATO profondamente Boss e Dire Straits.

In quanto agli Stones è un vero stillicidio...ragazzi (?') basta, dài, basta, vi prego...basta...

Ah c'è un disco molto interessante per chi apprezza il nuovo cantautorato/indie/italico: Umberto Maria Giardini (ex Moltheni..si è sciolto e riformato con il suo nome) "LA dieta dell'imperatrice" è , sorprendentemente bello.

SigurRos82 ha detto...

Ah ecco, Moltheni si è "riformato", non lo sapevo. Grazie Tony ;)

Anche a me è piaciuto molto il disco di Patti Smith, un sette pieno se lo piglia tutto. Anche Tempest di Dylan si merita un ascolto: niente di trascendentale ma è un bel sentire.

allelimo ha detto...

In effetti i quattro nomi (Springsteen, Dylan, Knopfler, Smith) non hanno molto in comune a parte l'età non più verdissima...
Anche per me ci stanno dei distinguo: c'è chi ha fatto cose ottime (Dylan), chi cose buone (Smith), chi cose orrende (Springsteen e Knopfler).

Ma il punto non è se i loro ultimi dischi siano più o meno belli o ascoltabili, il punto è che loro sono, definitivamente, il passato della musica rock.
E, inevitabilmente, sono (o saranno a breve) la morte della musica rock.

Che per sopravvivere ha invece bisogno di gente che assuma il ruolo che ai tempi ebbero Dylan e Smith e Rolling Stones, non delle mummie degli originali che replicano sè stessi all'infinito.

Perchè è un bel problema, se ci pensate: gli artisti rock anziani sono una contraddizione a tutto quello che loro stessi sono stati e hanno rappresentato da giovani.

Fare l'artista rock è purtroppo un lavoro di merda, dove ti si richiede di rimanere giovane per sempre, di creare senza mai perdere l'ispirazione.

Se sei un avvocato o un operaio o un insegnante o qualsiasi altra cosa, te la puoi cavare facendo il compitino: soprattutto a una certa età nessuno pretende più che tu sia lo stesso di quando avevi vent'anni.
Un po' di mestiere, un po' di esperienza, il risultato lo porti a casa lo stesso.

Se sei un artista, no.
Devi sempre essere al massimo.
Mestiere e compitini non servono a niente.

Tanto è vero che le vere leggende del rock sono quelli morti: belli e giovani per sempre, senza il fastidio della realtà e del tempo che passa.

tony-face ha detto...

Ma no.
Questa è una concezione vecchia del rock (tiè!)
Il rock ha avuto un'accezione giovanilista, innovatrice, rivoluzionaria, eversiva fino più o meno al punk.
Poi è diventato, per ragioni anagrafiche mainstream.
I giovani capelloni e rivoluzionari dei 60's erano diventati padri di famiglia con lavoro e responsabilità che ben amavano tornare per una sera (ma SOLO UNA SERA) "ai bei tempi", ascoltando qualcuno che "gli ricordava il passato".

Il rock da decenni a questa parte ha la stessa valenza "eversiva" e innovatrice del jazz.
Ovvero nulla o quasi.
Si ripete, si cita, si copia e ci sta bene così, bello paciarotto e felice.
Il rock odierno (anche quello più "cattivo" brrrr) ha lo stesso appeal rivoluzionario di Vasco Rossi con la bandana che urla "siamo solo noi".

Però Patti Smith ha fatto un bel disco lo stesso

allelimo ha detto...

Mah.
Sei sicuro di star parlando dell'età anagrafica del rock e non della tua (nostra) età?
Perchè perlappunto, dal punk (diciamo 1977-1980) NOI CIRCA 50-ENNI non siamo stati più teen-ager...

O forse l'equivoco è sulla parola "rock", che io tendo a usare nel senso di "musica diversa dal pop" (per me è "rock", per dire, il punk, la new wave, il grunge, ma anche l'ambient, il noise, il drone, la folktronica, etc.) e non nell'accezione di "classic rock".

Anonimo ha detto...

Infatti! Secondo me anche il punk, la new wave, il grunge, l'ambient, il noise, il drone, la folktronica, etc.) si possono tranquillamente considerare se non "classic rock", per comodità, almeno "classici". Ormai anche questi generi, o stili, sono sufficientemente vecchi anagraficamente per esserlo pure nei contenuti...e così come i capelloni del 68, anche i crestoni del 77-80 sono diventati padri di famiglia, ecc...

Anonimo ha detto...

Ma non solo, anche i Mogwai o Aphex Twin ormai sono vecchi...

W

allelimo ha detto...

W, non sono sicuro di avere capito.
Mogwai e Aphex Twin sono vecchi, certo che sì, sono in giro da almeno quindici anni.
Grunge, noise, drone, ambient etc. sono "classici", boh.
Direi non tutti e non per tutti: conosco critici musicali per i quali la musica è finita nel 1980...
Però se anche fosse, ciò mi sembrerebbe un punto a favore della mia tesi: il rock si mantiene giovane rinnovandosi, mantenendo così (anche un minimo) di carica rivoluzionaria/innovatrice/giovanilista/eversiva.
Magari anche trasformandosi in qualcosa che noi cinquantenni non risuciamo più a capire e apprezzare.

Anonimo ha detto...

Non lo so, c'è qualcosa nella tua tesi che non mi torna: secondo te il futuro del rock dovrebbe essere qualcosa che un cinquantenne non capisce o non apprezza?...Perchè? Ora che il rock è patrimonio di più generazioni?

W

allelimo ha detto...

W, non ho detto che il futuro del rock dovrebbe essere qualcosa che un cinquantenne non capisce e non apprezza, ho detto che potrebbe essere qualcosa etc.

Anche se ci si dovrebbe mettere d'accordo a proposito di quali cinquantenni stiamo parlando: non dico tony, io e te (anche se non so quanti anni hai), ma i cinquantenni che comprano i dischi di Mina e di Celentano, oppure solo quelli di classic rock pre-1980, oppure solo quelli di etc.

Perchè per tutti questi (per i loro omologhi, almeno) è sempre stato così: quando il rock si è rinnovato, loro non l'hanno capito.

Gli esempi sono sempre i soliti, se vuoi li rifaccio: gli appassionati del rock'n'roll con il rock, gli appassionati dell'hard rock con il punk, gli appassionati del progressive con la new wave, gli appassionati della new wave con il grunge, tutti questi insieme con il rap e con la techno, etc.

Il rock è patrimonio di più generazioni, esatto: ma ogni generazione si è creata la sua versione del rock.
Secondo me il futuro passa sempre di qui, a prescindere dal fatto che i cinquantenni siano in grado di capirlo o meno.

Anonimo ha detto...

Ho 34 anni...se voi vi fermate lì a 50, io intanto vi raggiungo piano piano...intanto ci penso...

W

brazzz ha detto...

il punto è sempre quello in effetti..ogni generazione si è creata la propria versione della musicarock..da qui non si esce...

Anonimo ha detto...

@Brazzz...vale fino al grunge, per me...poi il panorama rock si è troppo diversificato per parlare di UNA generazione che possa creare una sua visione del rock...

allelimo ha detto...

Sono d'accordo con brazzz, e l'intervento dell'ultimo anonimo mi sembra non tenere conto della prospettiva storica: il grunge ha quasi 15 anni, ormai lo possiamo vedere "da fuori", storicizzato.
Nelle cose più recenti ci siamo ancora in mezzo, e non siamo nella posizione migliore per ragionarne con un minimo di obiettività.

Anonimo ha detto...

Ero io, mi son scordato la firma...Il grunge ha più di 15 anni...Le cose più recenti, ad esempio?

W

allelimo ha detto...

W, evidentemente mi sono spiegato male.
Le cose più recenti, è troppo presto per parlarne.
Guarda che nel 1990 nessuno aveva la percezione che vent'anni dopo si sarebbe parlato dei Nirvana o dei Pearl Jam come di "classici del rock".

Più recente del grunge (e anche se a me non è mai piaciuta) è stata la scena rave, che ormai si può vedere nella sua prospettiva storica (vedi ad esempio i libri sulla "cultura rave" di Simon Reynolds)