venerdì 21 maggio 2010

Quattro gatti (2 secondo la questura)


Stavo pensando: ma è importante in quanti ascoltano/comprano qualcosa?
Anche a prescindere dai discorsi sulla qualità del disco [1], sia esso bello o brutto: ma che differenza fa per te che in quel momento lo stai ascoltando?
Sapere che altri fanno o no lo stesso cambia la tua percezione di quel disco?
Lo fa diventare più o meno bello o interessante? [2]

Perchè mi sfugge il rapporto tra numero di ascoltatori e qualità della proposta musicale: se è sbagliato dire che chi vende tante copie fa automaticamente brutta musica, dovrebbe valere lo stesso ragionamento anche per chi di copie ne vende poche. Mica necessariamene deve fare brutta musica.

Come dice DiamondDog sul blog di unwise, è vero che cerco di parlare di musicisti il cui pubblico è formato dai classici quattro gatti.
Ma ne parlo per due motivi: la speranza che i gatti diventino otto, e la certezza che il mio parere sull'ultimo disco di Bob Dylan o dei Rolling Stones non interessa a nessuno e sarebbe quindi perfettamente inutile. [3]

Per questo continuerò a perseguitare chi passa di qui con i dischi di Richard Skelton, Stefano Giaccone, Message to Bears, Leanan Sidhe: tutta gente che non vende certo milioni di copie, ma che - in un mondo diverso - meriterebbe di farlo.


Note e links:
[1] Argomento già affrontato a lungo sul blog di Lucien qualche mese fa quello del rapporto tra numeri di copie vendute e qualità, e finito senza conclusioni condivise.

[2] Citare "The velvet Underground & Nico" è banale, ma quello è stato commercialmente un flop assoluto. Ed è uno dei dischi più importanti della storia del rock.

[3] Con questo mica voglio dire che il mio parere su Sylvain Chauveau o Mitsuyoshi Matsuda interessi a qualcuno, ma se non altro questo può diventare utile nel momento in cui anche una sola persona si incuriosisce e li ascolta.

15 commenti:

Maurizio Pratelli ha detto...

Mi piacciono i gatti! :-)

Webbaticy ha detto...

Di solito vengo tacciato di essere un grandissimo snob per la musica che ascolto e amo :-)

Lucien ha detto...

"Ma è importante in quanti ascoltano/comprano qualcosa?" Per me no! Non so per quanto riguarda altri.
E siccome uno degli aspetti più belli e positivi dei blog è quello di condividere/confrontare, mi sembra normale che ciascuno tenti di proporre chi, dal suo punto di vista, meriti di essere di essere maggiormente conosciuto e apprezzato.
Passare da 1 a 2 (come per la questura) è già una soddisfazione. :-)

Anonimo ha detto...

Chi non ascolta musica propinata dalle radio e dai circuiti di massa, che impacchettano ogni giorno piccoli negramaro e arise in erba, ha spesso difficoltà a scovare nuova musica vicina ai propri interessi di ascolto, soprattutto considerando che spesso star lontani dai flussi pubblicitari è una scelta ben precisa (vedi Larsen). A chi ascolta questo tipo di musicisti, quindi, non resta che cercare consigli tra le pagine di una parte sempre più ridotta della stampa di settore che dedica spazio anche ai piccoli e a volte piccolissimi numeri, sperando che quella libera dai doveri di marketing non si assottigli sempre più, e fra gli ascolti di chi ritiene vicino alla propria inclinazione musicale.
L’importanza che ci sia, quindi, chi parla e scrive di dischi ascoltati dai famosi due o quattro gatti, dal mio personale punto di vista, è essenziale.
Poi, con tutta la relativa differenza che fa sapere che ciò che ascolti è sconosciuto al resto dell’umanità o che al contrario non sei l’unica malata di mente ad ascoltarlo, è umano trovare piacere nel condividere qualcosa che consideri di qualità, sia per un senso di gratitudine verso chi ha creato quel qualcosa, sia per fare un regalo che immagini possa essere apprezzato da qualcun altro. Se poi c’è anche il valore aggiunto di poter parlare con quel qualcun altro di qualcosa che solitamente si vive da soli, ancora meglio.
Per carità, ci sono anche musicisti molto ascoltati che fanno musica di alta qualità, ma di quelli credo ci sia decisamente meno bisogno di scrivere e di leggere.
S.

Zio Scriba ha detto...

Ha ragione Lucien: l'unica discriminante valida dovrebbe essere parlar bene di chi ci piace (e, se vogliamo, male di chi non ci piace). Io sul mio blog ho parlato spesso di scrittori e di libri (mi spiace di allontanarmi sempre dall'argomento musica che tanto vi appassiona, ma finché non riceverò cartellini rossi continuerò con questi parallelismi che mi paiono comunque interessanti) Ma, guarda caso, gli unici ad aver meritato una mia recensione "singola" sono stati fino adesso Philip Roth (INDIGNAZIONE),forse il più conosciuto al mondo, e Giancarlo Tramutoli (UNO CHE CONTA), illustre sconosciuto per i più. L'ho fatto per sincero istinto e senza calcoli, fregandomene di chi avrebbe potuto dirmi che il primo era già recensito dai principali giornali del mondo, o che il secondo non era recensito da nessuno o quasi.
L'unica differenza è che la recensione di Roth è un qualcosa di fine a se stesso, perché ovviamente non me ne frega nulla se ho fatto vendere due copie in più a uno degli scrittori più ricchi e famosi del pianeta, mentre se quella di Tramutoli, che in un'italiA in cui cani&porci si credono scrittori è invece uno Scrittore che si crede un bancario!, gli farà vendere quelle stesse due copie ciò sarà per me una grandissima soddisfazione.
Quindi concordo con lo spirito che anima allelimo: sarebbe meraviglioso se quei quattro gatti riuscissero a diventare quarantaquattro, ma già farli salire a cinque, in presenza di artisti che lo meritano, è un motivo d'orgoglio enorme e quasi indescrivibile, per chi ama la musica come per chi ama la narrativa.

silvano ha detto...

Son problemi che non mi pongo più adesso, era importante da ragazzini.
Quattro gatti, alla fine è un po' così in tutte le passioni.
ciao.

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

per il pdl sono più di un milione di gatti

brazzz ha detto...

mà..a me non è mai importato tanto,figurati adesso..mi basta riuscire a trovare cose che mi piacciano,e condividerle con qualcuno,di solito poca gente..e avere amici che mi faccian scoprire artisti validi,come hai fatto tu,facendomi conoscere skelton e compagnia..

Ernest ha detto...

direi che l'importante è essere convinti di quello che si legge, ascolta e si fa. Il resto non conta e poi se dovessimo guardare le classifiche...mioddio!
un saluto

unwise ha detto...

per me il fatto fondamentale è stato capire quello che mi piaceva davvero. può sembrare strano, ma interessandosi di musica è facile affiliarsi a circoli, abbracciare generi dai canoni definiti, e soprattutto dar retta a critiche e recensioni che, per quanto illuminate, non possono mai corrispondere al 100% a quello che dice la "pancia". va detto che anche la pratica musicale mi ha aiutato parecchio, soprattutto a non rifiutare "l'ignoto"...poi un'anticchia di preconcetto ce l'abbiamo tutti, è stupido negarlo. ringraziamo il cielo che, almeno qui, le logiche non sono quelle del mercato...

Anonimo ha detto...

Quoto al 100% le parole di Unwise, proprio qui sopra.
Aggiungo che, per quanto mi riguarda, e non credo di essere l'unico, soffro anch'io di pregiudizi. Ad esempio se un gruppo/artista vende molto - o ha molta fama - mi insospettisco, mentre veceversa tendo a dare magari troppo credito alla band/artista "di nicchia". Per quanto siamo aperti e illuminati il pregiudizio ci colpisce sempre: ieri sera ascoltavo per radio una canzone a me sconosciuta che mi faceva cagare, ma non appena saputo che era dei Black Rebel Motorcycle Club ecco che... "magicamente" il brano mi faceva "un po' meno cagare".
Orlando

allelimo ha detto...

Diciamo che per una volta son d'accordo più o meno con tutti - e quindi, il prossimo post sarà sui Soul's Release :)

DiamondDog ha detto...

Ale, se cerchi il "pubblico consenso" trovi facilmente anche il mio. E' ovvio e banale che il blog sia una zona franca dove si parla di chi ci pare. Se a una persona piace parlare di artisti meno noti al pubblico di massa, benvenga che almeno si impara qualcosa di nuovo.
Ma.
Ma se rileggi bene il mio intervento di tre parole da unwise (senza "strumentalizzarlo" come hai fatto in questo post in modo del tutto gratuito) capirai che non mi dava fastidio il fatto che tu incensassi robe che conoscono in tre (onestamente, chemmefrega?) quanto il fatto che tu facessi polemica con un'affermazione di unwise in cui lui, a tuo modo di vedere, "esagerava" definendo Ronnie James Dio il più grande cantante rock.

Caro Ale, se muore un cantante a noi caro lasciaci esprimere con un minimo di "iperbole" (questo il senso del mio intervento, lo ripeto per l'ennesima volta) senza mettere in atto lo schema di gioco:
1) provocare
2) attendere di essere "punzecchiato"
3) fare la vittima
Santiddio, lasciaci sparare cazzate in libertà.

allelimo ha detto...

Ma perchè strumentalizzato? Più semplicemente, il tuo intervento mi ha stimolato una riflessione che ho messo qui perchè mi sembrava un argomento interessante, mi sembra senza nessun intento polemico verso nessuno, così come l'intervento a proposito di RJD, giuro (e visto l'argomento, non posso certo rischiare di spergiurare...!)
Se poi erano tutte cazzate, ok, lasciale sparare anche a me... :)

allelimo ha detto...

Qui sopra non sono stato chiarissimo: l'ultima frase avrebbe dovuto essere: "Se poi anche le mie erano tutte cazzate etc."
E mi sono dimenticato di dire che, se semplicemente volessi il pubblico consenso, ci sarebbero argomenti più popolari di Richard Skelton, Daisuke Miyatani e la qualità dei file mp3 - diciamo ad esempio Bob Dylan o la superiorità del vinile su qualsiasi altro tipo di riproduzione musicale? :)