lunedì 14 giugno 2010

Angliano


Sembra che l'uso inutile e pretestuoso dell'inglese dia fastidio solo a me. Boh.
A me continuano a piacere gli italiani che scrivono in italiano e gli inglesi che scrivono in inglese, le vie di mezzo faccio fatica a capire il perchè.
Mi sembra così provinciale, così vorrei ma non posso, così francamente inutile usare parole o espressioni inglesi quando non ce n'è nessuna necessità.
E non sto parlando di parole come Taxi, blog, hotel o computer, ma di cose che - a me - sembrano ridicole
Se mi scappa di farlo notare mi si risponde così [1]:
"I love vagina - ad esempio, è mezzo italiano e mezzo inglese, ma è anche total brit."
"Quanto all'inglese in linea di principio concordo sia meglio che gli italiani scrivino in italiano ma spesso scattano degli automatismi incontrollabili (almeno se vivi all'estero e parli e leggi in inglese per la maggior parte del giorno)... e ci sono delle espressioni impossibili da rendere in italiano se non con giri di parole mostruosi."


Bene, allora andiamo a vedere un po' di esempi [2]:
"Mercoledì sera sono busy a fare foto somewhere else, sorry!"
"E se lo dice Zambo, it means a lot!"
"Aspetteremo altri 45 anni forse, ma vincere così è più bello. Because the night belong to us."


Ecco, la terza la posso capire. E' una citazione diretta di una canzone famosa, ok, ci sta.
La seconda, già mi da fastidio. Non è una citazione (se lo è, è per me incomprensibile), ma una cosa che, anche detta in italiano, mi sembra vada bene uguale.
La prima, mi fa venire l'orticaria. E' una roba da "uotsammericakansassity" cinquant'anni dopo.
"Espressioni impossibili da rendere in italiano"? Cioè "occupato" per "busy", "da qualche altra parte" per "somewhere else" e "spiacente" per "sorry"?
Come dicevano Aldo, Giovanni e Giacomo: ma va là, va là, va là (but let's go, let's go, let's go)


Note e links:
[1] e [2] Non cito gli autori delle frasi perchè, giuro, non mi interessa parlare male di nessuno.
Però mi interessa parlare male di un modo di scrivere che trovo brutto e sgradevole.
Se gli autori si riconoscono e si offendono, chiedo anticipatamente scusa, non era mia intenzione attaccare nessuno: però di qualche esempio avevo pur bisogno...

46 commenti:

robydick ha detto...

sono d'accordo, poi quel "scrivino" dimostra che si esibisce inglese macarons mentre si soffre di "congiuntivite", ahah!
very nice this post :D

Alessandro Cavalotti ha detto...

Sono totalmente d'accordo. Quasi sempre chi usa questi pastrocchi lo fa solamente per darsi un tono.

silvano ha detto...

La terza ci sta come hai detto anche tu, e a volte la voglia di fare una citazione è irresitibile e capibile.
Anche a me non piacciono le altre espressioni che hai riportato.
Mi sembrano un po' come la moda dell'"assolutamente sì" " assolutamente no" che arriva sino all'"aasolutamente" e basta che non si capische che cosa significhi quando una persona arriva a risponderti "assolutamente"...
Tempo fa c'era anche l'odioso "piuttosto che" e sempre di moda sono il momentino, il cafferino, l'attimino e il grazie per intanto (e che succede dopo? mi ringrazi ancora? mi fai un regalo?).

ciao.

Sull'Amaca ha detto...

Personalmente cerco ad usare il meno possibile termini inglese (es. spesso dico e scrivo posta elettronica). Quando parlo cerco di non fare "mix" di parole o frasi in inglese...
A proposito e delle pronunce fatti da questi soggetti, che ne dite? ;-)

Lucien ha detto...

Qualche citazione o frase in inglese ci può sempre stare (vedi il bel titolo del tuo blog); sono i mischioni e le forzature che stonano.

Zio Scriba ha detto...

Be', robydick mi ha preceduto: se le citazioni sono giuste e non contengono refusi, quel "meglio che gli italiani SCRIVINO in italiano" la dice tutta (a meno che non fosse a sua volta un refuso già all'origine, provocato dalla fretta, nel qual caso mi scuso pure io con l'autore/autrice...)
Spesso, poi, l'invasione dell'angloide altro non è che una vendetta dei somari, di gente che in italiano prendeva 4 quando andava bene: eh sì, perché, se ci fate caso, non è quasi mai gente che sa l'inglese a menadito, ma ignorantelli briatoreschi ben contenti del farsi strada nel mondo di un angloide per mercanti-coglioni, che richiede uso e conoscenza di non più di 50-60 parole...

concordo poi con Silvano sulla deriva idiot-pappagallesca che sta uccidendo anche l'italiano: dall'"assolutamente" all'odioso "piuttosto che" usato al posto di "o" (tanto per semplificare, vero?...) :D

Simone ha detto...

Sono d'accordo con il tema, sia che si parli dell'inglese da madrelingua sia che si parli di quello sordiano.
Tranne i rari casi in cui ha un senso particolare, mischiarlo con l'italiano è un tentativo di darsi un tono, anche piuttosto patetico.
La scusa del vivere all'estero è una stronzata epocale, non è che gli scappa, sono ben consapevoli che stanno usando due lingue e in che modo, mica ci vivono dalle elementari e sono cresciuti nell'apprendimento confuso dei due linguaggi.
Anzi nei casi di gente che ha vissuto o vive all'estero, è un tentativo di sottolinearlo a ogni occasione, come se fosse un merito o faccesse figo, invece che molta tristezza.

Enzo ha detto...

Assolutamente.


se ci fate caso da quando tutti (be più o meno) hanno l'uso e il consumo di un personal computer, si improvvisano provetti bi/multi-lingue sfoggiando in ogni occasiome, blog social network, e-mail, e compagnia bella, i loro inglesi (va per la maggior perchè 'io ascolto e capisco testi stranieri, viaggio in europa ma anche in svervegia, ho amici stranieri, mi guardo i film in lingua originale, mando i curricula alle aziende straniere, vado all'estero a fare colloqui), imparati (ma certo, si fa per dire) alla bell'e meglio nel centro inglese più vicino casa (ipotesi nel migliore dei casi, siamo buoni), quando fino a qualche anno prima, al liceo, si apriva il libro della materia esogena in questione e si faceva spesso scena da circo con il docente, tutto per dimostrare cosa? che nel frattempo invece siamo diventati dei grandi e coolissimi esterofili. bell'affare.

Anonimo ha detto...

Non ho capito in che lingua ha scritto Sull'amaca? Non mi sembra italiano e neanche inglese....

brazzz ha detto...

i am totaly d'accordo with you..i mean..che se io potrei parlerebbi un bell'italiano,ma l'inglese è lingua internazzzionale,no?
poi non so che lavori facci lei,ma la "mission", il "break even", il "know how"..cazzo...

DiamondDog ha detto...

Boh.
A me personalmente danno più fastidio le espressioni "di moda", non l'utilizzo delle varie lingue qua e là. Cose tipo "di ogni", "la tipa", "un attimino".....
Per quanto riguarda l'esterofilia a volte ci sono parole che non sono esattamente traducibili, oppure modi di dire che suonano bene anche in francese o inglese o tedesco.
Talvolta la scrittura non è solo di contenuto ma anche ritmica. E ci sta bene un "a tout le monde" oppure un "esta bien".
Ormai la strada è quella del crogiuolo, trovo anzi forzato chi si sforza di parlare e scrivere SOLO in italiano.
Ricordo un tipetto calvo che negli anni 20 e 30 diceva la stessa cosa.....
O vogliamo parlare di quelli che fanno le citazioni latine?
Insomma non ne farei una questione di lingua, quanto di sensibilità e di buon senso.

unwise ha detto...

ci vuole solo il senso della misura...

allelimo ha detto...

"Est modus in rebus" :)

ReAnto ha detto...

teke' rise! (stai calmo) :)

Maurizio Pratelli ha detto...

per quanto la questione mi sembri un tantino oziosa, sono abbastanza d'accordo con DiamondDog. Poi ho un amico cileno che ha vissuto a Londra per vent'annni e da 6 è in Italia che una frase in una sola lingua non riesce....

allelimo ha detto...

Dunque dunque...

Lo "scrivino" mi sono dimenticato di correggerlo nell'originale, è - probabilmente - un semplice errore di battitura (anche se la "a" e la "i" non è che siano proprio vicinissime sulla tastiera)
Come dicono silvano e Lucien, la citazione ci può senz'altro stare: il titolo di questo blog è in inglese perchè volevo fare un (ovvio) omaggio-citazione a Nick Drake :)
Sono i mischioni e le forzature ad essere (per me) fastidiosi, almeno quanto l'uso scorretto (o banale) dell'italiano.
E, come dicono praticamente tutti gli altri, l'impressione che suscita questo uso dell'angliano è quella di un triste e patetico tentativo di darsi un tono.

DiamondDog: per le parole intraducibili sono perfettamente d'accordo con te e ne parlo già nel post (<- ad esempio...)
Ma gli esempi riportati mi sembra abbiano molto poco a che fare con l'intraducibilità, il ritmo o il suonare bene.
Il crogiuolo, sì certo, ma scrivendo in Italia per lettori italiani, mah... l'uso corretto dell'italiano non mi sembra una cosa di poco conto.
Il tipetto calvo, boh. Non credo che scrivere correttamente sia fascista e scrivere alla cazzo sia comunista, ma posso sbagliarmi.
Le citazioni latine, oh bella, "... la scrittura non è solo contenuto ma anche ritmica. E ci sta bene un "a tout le monde" quanto un "superior stabat lupus, longeque inferior agnus" o un "Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi..."
Non è una questione di lingua, sono d'accordo, ma di sensibilità e buon senso. Che non mi sembra di vedere negli esempi sopra riportati.
Poi è giusto sapere le lingue ed usarle quando serve, tipo parlare inglese in Inghilterra o scrivere in tedesco per un giornale di Berlino.
E' scrivere in angliano per un giornale italiano che continuo a non capire...

Maurizio: da te invece speravo di meglio, anche se mi aspettavo il tuo disaccordo. Che, da parte di una persona che scrive per lavoro, mi sembra strano. La parabola dell'amico cileno mi sembra pertinente almeno quanto quella della vagina.
Quello che non capisco, visto che non lo motivi, è il perchè la questione ti sembri oziosa :)

allelimo ha detto...

Dimenticavo: ReAnto: teke' rise in che lingua/dialetto sarebbe?

Maurizio Pratelli ha detto...

oziosa perchè, pur capendo il "fastidio", mi sembra che il bello dei blog sia proprio il poter scrivere "de panza". Se poi uno ha anche la panza snob non so che dire... Poi certi inglesismi, almeno in questo contesto, mi risultano anche simpatici. Che siano citazione o sostituzioni. Anyway è più comodo di in ogni modo. E goal è più bello di rete. A presto. (che è meglio di see you soon)

Sigur Ros ha detto...

Secondo me è il 'de panza' che non ci sta. Proprio perchè, in certi casi, si preferisce inserire la parolina in inglese più per infighettarsi che non per il suono della tal parola, o per il significato che un giro di parole trasmette in maniera più potente in una specifica lingua piuttosto che in un'altra. Un discorso tutt'altro che spontaneo quindi. Ammetto di farlo anch'io a volte, ma cerco di non esagerare perchè, così come dà fastidio a me trovarlo su altri blog italiani, penso che possa irritare anche i miei lettori ;)

Harmonica ha detto...

Take it easy !

allelimo ha detto...

Sono d'accordo con Cappuc..., oops, Sigur Ros.
E mi viene anche il dubbio che sia DiamondDog che - soprattutto - Maurizio non abbiano perso troppo tempo a leggere il post.
Che non parla della singola parolina o della citazione, ma di frasi come quella sopra riportata: "Sono busy a fare foto somewhere else, sorry".

Se per voi questo è un esempio del crogiuolo di razze (di pizze e di panze), delle parole non esattamente traducibili, di sensibilità e buon senso, di inglesismo simpatico, dello scrivere "de panza", ok, mi arrendo...

E quindi dedico a Maurizio un bel "Amicus Plato, sed magis amica veritas" e ad Harmonica un altrettanto bello "Patientia animi occultas divitias habet".
Non li traduco: tanto tutti sappiamo sicuramente parlare latino, e la traduzione spezzerebbe il ritmo del crogiuolo multiculturale :)

Sigur Ros ha detto...

Ho avuto un flashback della prima liceo con la mia mitica Prof. Arbasi, eheheheh :)

Maurizio Pratelli ha detto...

"Sono busy a fare foto somewhere else, sorry".
è una risposta a un commento tra due italiani che vivono a londra! suvvia...
se lo scrivo io che sono di milano e vivo a torno fa più cagare... tipo: stasera mi drinko un ape in down town torno, che hanno un red wine da paura. cioè che fa cagare anche il vino. dai, siamo tutti un po' italioti. a me sta più sul cazzo l'italiano tronkato e kappato.

DiamondDog ha detto...

Fisime.
Son tutte fisime.
Almeno io la vedo così.
Per me l'empatia nasce tra le persone per come si è, non per come ci si esprime.
Che cacchio me ne frega se uno parla l'esperanto o il dialetto lumbard.
O che conosca l'analisi logica e la sintassi.
Sono i contenuti grezzi quelli che (IO, poi te sarai come sarai) mi interessano mica l'esteriorità.

Simone ha detto...

DiamondDog il tuo commento è l'opposto di quello che penso io.
Dire che esprimersi correttamente è esteriosità e parlare male, grezzo o come a uno gli pare è contenuto e interiorità per me è inconcepibile.
Primo perchè spesso la scelta del modo di esprimersi rappresenta anche altro della persona, secondo perchè se arriviamo a dire che parlare italiano in modo decente è solo forma e non conta niente siamo proprio arrivati alla frutta.
E' certamente più importante cosa si esprime, ma anche il come conta a livello sostanziale e non formale, anche per rispetto di quello che siamo, cioè italiani.

Simone ha detto...

Maurizio, quella frase anche fra due italiani che vivono a Londra è patetica, soprattutto se scritta in un contesto aperto e non in un dialogo a due... Tranne nel caso in cui fosse autoironica e con lo scopo di prendersi reciprocamente per il culo. Allelimo può chiarire se era questo il caso.

DiamondDog ha detto...

Toh, mi pareva che il topic fosse incentrato sull'uso antipatico delle espressioni in lingua straniera.
Dobbiamo rileggerlo rigo per rigo o mi credi sulla parola, Simone?
Da quando il topic è diventato "bisogna esprimersi in un italiano corretto"?
Da quando avrei detto che non bisogna?
Io ho detto fin dall'inizio che a me non dà fastidio se uno si esprime in modo diciamo "colorito".
Mi danno fastidio due cose: la volgarità gratuita e la mancanza di contenuti (e questi credo proprio che prescindano dalla forma in modo assoluto).

Simone ha detto...

Io ti credo Diamond, ma tu credi a me se ti dico che nel tuo commento hai parlato di analisi logica e di sintassi,di cui non te ne frega un cacchio. Queste cose di solito hanno a che fare con l'esprimersi correttamente, ma magari mi sbaglio.
Comunque il mio era un discorso generale sull'uso dell'italiano e poi sul suo uso corretto.
Non so perchè si creda che parlare in inglese sia molto più che figo del farlo in italiano, lingua infinitamente più bella e ricca, ma su questo si potrebbe parlare per giorni.
Restando sul tema, ribadisco che miscele forzate come quelle citate da A. sono per me modaiole e piuttosto patetiche.
Ti prego però, non parliamo di contenuti perchè quello è un discorso dal quale non si prescinde neanche, qui non si sta parlando del confronto tra forma e contenuto e di cosa sia più importante... O devo rileggere rigo per rigo?

DiamondDog ha detto...

Ok, 1-1 e palla al centro.
Ma, andando per antipatie e mode qualsiasi cosa, dalla vuvuzela a vincenzo iaquinta può essere oggetto di un post del genere.

allelimo ha detto...

DiamondDog: non ho capito. Allora, anche "andando per simpatie", qualsiasi cosa può essere oggetto di un post, e quindi? Non si deve più scrivere di nulla perchè tanto si può scrivere di tutto?
"Del genere", non ho capito neanche questo. Il post dice che una cosa non mi piace, fa degli esempi e cerca di spiegare il perchè della tesi sostenuta.
Non mi sembra una cosa così riprovevole, mica ho scritto "l'inglese mi sta sul cazzo, fuck off chi non è d'accordo" :)

Come ha già notato qui sopra Simone, non mi sembra che nessuno abbia fatto confronti tra forma e contenuto. Però, già che ci siamo, non mi sembra assurdo notare che la forma, soprattutto quando si scrive, abbia la sua importanza. Molto maggiore di quando si parla.
Perchè, mi sembra eh, sui blog la comunicazione avviene proprio in forma scritta. Ma come al solito, posso sbagliarmi...

Le frasi in questione, in particolare l'ormai mitico "busy a fare qualcosa somewhere else", non mi sembravano nè un prendersi per il culo reciproco nè tantomeno ironiche.
Ma ripeto, non è importante chi le ha scritte, non mi interessa, davvero. Sono solo esempi di quello che per me è un brutto modo di scrivere.
Se a qualcuno piace, per me va bene. Come mi sta bene che tu, Maurizio, voglia difendere i tuoi amici :)
Anche a me sta sul cazzo l'italiano kappato e tronkato da sms. Ma non mi piace neanche l'angliano...
Poi accidenti, prescindendo dal chi, sei proprio sicuro che la frase sia ricca di humor, scritta di panza e piena di contenuto? E che quello sia un bel modo di scrivere? Tra whoever, everywhere loro live?

ReAnto ha detto...

Pensavo che mi avessi ignorato..non è che ne sarei rimasto sorpreso ;-)

il dialetto è il livornese e sarebbe il "Take it Easy" del "tutti felici sulla west coast e anche tutti idioti ascoltando gli Eagles"
Harmonica essendo toscano ha capito ...penso..

teke' rise! (stai calmo) se no ti sciagatto !
:)

Harmonica ha detto...

'o nini 'sta halmino. :o)

ReAnto ha detto...

Deh bello, ca' voi?

allelimo ha detto...

una hohaholahollahannuccia...
Banale, lo ammetto, ma avete hominciato voialtri due :)

Maurizio Pratelli ha detto...

allelimo, non devo difendere i miei "amici". Ho solo contestualizzato la frase, altrimenti mancava un pezzo. poi che ti possa stare ugualmente sul cazzo, ci sta, ma non mi sembra così fastidioso. fastidiosi sono invece la volgarità gratuita e la mancanza di contenuti, come ha già scritto diamond.

allelimo ha detto...

Ma porca sidèlla, dov'è che ho scritto che se uno scrive in un buon italiano può fare a meno dei contenuti?
Poi la frase (che è solo un esempio, se vuoi faccio una raccolta di decine di altre simili), anche contestualizzata, per me è orrenda. Se a te piace, va bene, nessun problema.
Ma la contrapposizione tra lingua italiana e mancanza di contenuti mi sembra del tutto fuori luogo ed ingiustificata rispetto al post.
Sulla volgarità gratuita, per me è molto più volgare un "sono busy" di un "cazzo"...

ReAnto ha detto...

cazzo :D

Maurizio Pratelli ha detto...

non ho detto che mi piace, ho detto che non mi da fastidio. magari mi da più fastidio, se proprio devo trovare qualcosa che me lo dia sto cazzo di fastidio, è "dischidimmerda". c'è chi si atteggia e chi provoca. ciao ne, e auguri.

allelimo ha detto...

Scusa Maurizio, l'argomento del post è un modo di mischiare italiano e inglese che a me (e non solo a me, direi) suona fastidioso.
A te non da fastidio, bene: ma i dischidimmerda, i contenuti opposti alla forma, cosa c'entrano?

Io ho la netta impressione che il problema non sia il modo di scrivere di cui volevo parlare, ma le frasi da me scelte per esemplificarlo, o meglio, gli autori delle frasi "incriminate".
Allora cambio esempi, vediamo cosa pensi di questi:

"C’è anche una linea Billionaire: una sportwear e una Billionaire Couture con cui abbiamo anche aperto un corner da Harrod’s a Londra."

""Mission" è la rivista italiana leader nel settore del business travel, dalla travel policy ai sistemi di self booking."

"In conclusione, hai definito la vision e la mission della tua attività? Il management è a conoscenza degli obiettivi target?"

"Come Software House il nostro core business è lo sviluppo di software on-demand, attività su cui si fonda la nostra leadership."


Panza e contenuti anche qui?

Maurizio Pratelli ha detto...

tu però devi uscire da sta paranoia degli "autori". gli esempi erani tutti da commenti di blog o post di blog di questo "circolo", o no? ora te ne esci con esempi di tutt'altro ambiente di cui non me ne frega molto. in ogni caso (ti piace?), nell'ambiente informatico il mix è pratica usuale da decenni. Ora posso dire "mi fermo qui"? Tanto ognuno resto a "casa sua".

Simone ha detto...

Nell'ambiente informatico la terminologia tecnica è tutta in inglese, e il motivo è intuibile, ed è abbastanza normale che certi termini siano utilizzati nella lingua in cui sono nati e che non si usino traduzioni. Ma non per questo la cosa si deve estendere, secondo me, a parole come "vision", "mission", "leadership" o "target", visto che abbiamo da sempre utilizzato l'italiano per indicare lo stesso identico concetto.
Come dicevo prima, è diffusa la convinzione che l'inglese sia più figo dell'italiano e che indichi maggiore professionalità e questa è una cosa che la figura del preparatore di manager-imbonitori insegna nei fantastici corsi volti a formare nel ramo commerciale delle aziende figure capaci di attrarre clienti (idioti). Eppure quando io leggo o sento una frase come quelle di sopra mi viene sinceramente da ridere.
Comunque, continuano a graffiarmi più i tescoli le prime frasi citate: "Mercoledì sera sono busy a fare foto somewhere else, sorry" è proprio terrificante....

Sigur Ros ha detto...

Concordo con l'ultimo post di Simone. Ma vabbè, faccio un esempio anch'io, che esula dall'ambito informatico. E' tratto da alcuni scambi avuti con un'amica di una mailing list a tema musicale ma non solo (N.B.: la ragazza è italianissima, anglofila e ha sempre mostrato un'ottima conoscenza dell'inglese scritto). Circa otto/nove anni fa, lei mi racconta di un concerto di uno dei suoi idoli, Tori Amos, "her Goddess" (cit.). Ora non ricordo esattamente, come è ovvio, ma quello che mi è rimasto impresso a distanza di anni era il suo uso smodato di parole e locuzioni totalmente in inglese, che non parevano nè spontanee o azzeccate nel contesto del discorso, nè funzionali a far passare un concetto.
Ricordo in particolare un passaggio: "A quel punto, dall'album X scelse di eseguire la canzone Y. Ah, I was rooting for 'Me and a gun'". Giuro che ho dovuto cercare sul dizionario il significato di 'root for' perchè ancora non lo conoscevo :D

Anonimo ha detto...

Where in the world is Blue Bottazzi? Avete notato un brusco rallentamento nel ritmo di aggiornamento del/dei blog? Facciamo finta che lo abbiate notato. Sto spostandomi in campagna. I’m going country.

DiamondDog ha detto...

Tu parti secondo me da un presupposto sbagliato.
Questo: chi usa termini in inglese all'interno di un discorso in italiano lo fa perchè vuole sembrare più figo.
Non nego la possibilità che ci sia qualcuno che lo fa davvero per i motivi che tu pensi.
Ma tu non puoi negare la possibilità che ci sia chi lo fa perchè gli viene spontaneo, perchè gli facilita la comunicazione con un certo pubblico, perchè semplicemente gli va.
Ordunque, cosa hanno fatto di male questi ultimi (che non vogliono fare gli sboroni ma solo essere sè stessi) per starti sul culo?
Al lavoro con me c'è un tipo che viene da una multinazionale e, come comprenderai, usa un termine in inglese ogni due parole.
All'inizio (eh son sempre toscano non dimenticarlo) lo abbiamo preso un pò per il culo...poi lui si è abituato a noi e noi a lui.
Ma soprattutto non è mai stato sul cazzo a nessuno.
Cosa c'è dietro i tuoi continui brontolii, livori, antipatie, fastidi?
Cazzo se sei complicato, man.

(come avrai potuto notare ho cercato di limitare a un solo termine, ed alla fine, l'anglofilia. Non sia mai che ti stia sul cazzo anch'io ahimè per così poco).

allelimo ha detto...

DiamondDog: cito le "Note e links" in fondo al post:
[1] e [2] Non cito gli autori delle frasi perchè, giuro, non mi interessa parlare male di nessuno.
Però mi interessa parlare male di un modo di scrivere che trovo brutto e sgradevole.


Non mi interessa chi ha scritto quelle cose. Mi interessa come sono scritte.
A mio parere, male. E allora lo dico.
A parere di altri, bene. E fate bene a dirlo.
Ma tutto il resto (antipatie, livori, forma, contenuto, fascismo, software, brontolii) con questo argomento non c'entra nulla.

Come non mi da fastidio la citazione in lingua o la parola di uso comune - ed è già scritto nel post!
Non sono mica un accademico della crusca, uso normalmente parole inglesi quando servono :)
Ma le frasi citate nel post e nel mio commento precedente, non hanno nulla a che vedere con l'anglofilia. Sono solamente brutte - per me.
Se a te piacciono, liberissimo di scrivere e parlare in quella maniera :)

allelimo ha detto...

L'anonimo che ha citato Blue Bottazzi non sono io, già non gli sto simpatico al Bottazzi... :)